giovedì 10 luglio 2008

L'emblema e il simbolo ultimo della sconfitta bushiana


Qui nella foto accanto vedete una foto che ha fatto il giro del mondo e che rappresentava un soldato americano che soccorreva un bambino irakeno ferirto durante l'invasione/aggressione del suo paese. Chi era questo soldato? Era un medico che faceva il suo dovere anche in tempo di guerra, quindi una persona che in base ai suoi ideali personali e al suo lavoro non aveva remore a soccorrere il "nemico": emblema degli USA o meglio di quella parte di americani che pur se capaci di atrocità e brutali bombardamenti erano contemporaneamente in grado di aiutare, aloro rischio e pericolo, gli "altri". Lo fecero con l'Europa distrutta dalla guerra (dalla loro aviazione soprattutto) lo fanno, come si vede dalla foto, in Iraq. Quindi nonostante l'idea, tutta neocon, che si dovesse creare una testa di ponte americana (d'altronde questo doveva essere il loro secolo ma la cosa gli è rimasta sul groppone per ora) nel bel mezzo del mondo islamico e arabo; e nonostante questa testa di ponte era fra Siria e Iran e vicino agli "amici" sauditi (amici anche di famiglia), di cui non si fidano molto, in modo da creare un'isola felice, per loro, attraverso cui accedere direttamente alla fornitura di petrolio (di cui l'Iraq è colmo) e gestire le future pipeline che scendono, via Afghanistan, dall'Asia centrale senza che le locali popolazioni ne vedessro un goccio che sia uno; nonostante il fatto che il dittatore ucciso fosse una loro antica conoscenza (e amico); nonostante, infine, che abbiano distrutto un'intero paese facendolo diventare terreno di scontro fra occidente e islam al fine di creare quel "nemico" (perso con la caduta dell'URSS) da sventolare da noi in occidente per distogliere l'attenzione dalla crisi dell'american way of life, che è ormai evidente non avrà vita ancora molto lunga, insomma nonostante tutto sono riusciti a perdere sia la pace sia la successiva guerra di resistenza che gli irakeni hanno messo su per poter sopravvivere. Ci sono sì terroristi ma molti sono semplicemente resistenti (a aprtire dagli sciiti che prima erano stati messi sull'altare e poi sono diventati terroristi, tipico della concezione limitata americana) che rivogliono il destino del loro paese nelle loro mani senza "crociati" fra i pedi: non credo al bagno di sangue che ne verrebbe anche se non sarà facile ammesso che i burattini che ci sono ora si levino in fretta dai piedi. Ora, dicevo, quest'uomo raffigurato nella foto (un medico) che era diventato il simbolo dell'aiuto americano al paese martoriato E' MORTO. Non ha resistito allo stress traumatico post bellico e la sua mente, o anima, ne è stata divorata fino a mostrare problemi psichici seri che lo hanno portato ad una overdose, dice accidentale, di pillole e aerosol. Se gli USA volevano un simbolo dell'avventurismo e del loro fallimento lui lo è. A lui va il mio pensiero di cordoglio e dispiacere soprattutto per l'aiuto che è stato in grado di portare in Iraq ma la RESPONSABILITA' DELLA SUA MORTE "ACCIDENTALE" ricade tutta su chi ce lo ha mandato senza farsi remore morali né etiche causandone la morte una volta tornato in patria. Good bye Mr Bush e spero che la storia e il suo Dio la condanni laddove gli uomini non hanno avuto, ne avranno, il coraggio di farlo...............
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