mercoledì 28 gennaio 2009

Mai come quest'anno il rischio Argentina è vicino.

Tutti gli Stati di questi tempi stanno finanziando le spese per sostenere l'economia reale con bond pubblici o garantiti da essi, ma fra loro c'è un'enorme differenza: la Germania ottiene un rating alto vista la sua solidità altri no. C'è un gruppo di pesi europei che al contrario vedono i loro bond declassati ai livelli bassi (la Grecia addirittura appena sopra i titoli spazzatura), fra questi ci siamo noi. Il problema si chiama "spread" ossia la differenza fra i tassi di una economia forte e solida come quella tedesca e altre meno forti (o arretrate come la nostra); questo tasso è indicativo di come gli operatori vedono e valutano i vari paesi e in tempi di crisi esso si allarga definendo le varie posizioni: bene noi siamo messi male perchè non è detto che le varie aste di bot ecc. vadano bene lasciando lo Stato con un palmo di naso e senza soldi. Il vero rischio è anche quello che non si sia in grado di pagare i debiti nel frattempo contratti: il che ci porterebbe allo spettro "argentino" paventato nel titolo del post. Naturalmente essendo le borse e le aspettative volatili (in positivo e in negativo) non è detto che questo scenario si avveri; nè è scritto su vangelo che sia proprio così che andrà prossimamente: anzi forse proprio la incapacità della classe dirigente, la arretratezza del ceto imprenditoriale (che bada più al profitto finanziario che a reinvestire gli utili) e la inadeguata struttura della nostra economia ci potrebbero salvare da una tempesta del genere: ma non c'è da gioirne dato che se il PIL dovesse scendere sotto un certo limite (-2% è la linea invalicabile) tutto andrebbe a rotoli e si potrebbe verificare una crisi peggiore di quella che tutti si aspettano. So già che qualcuno storcerà il naso e penserà al disfattismo ecc. ma sono convinto che la gente "normale" debba sapere a cosa va incontro e come questo Governo, in linea con i precedenti, faccia poco o nulla per evitarlo riponendo fiducia nella "dio" mercato (che non esiste ed è una chimera da agitare davanti agli allocchi che investono i propri soldi, risparmiati, perchè altri ci guadagnino sopra) e nelle sue virtù benefiche: in realtà c'è chi ci guadagna da questa crisi ma, proprio per la mancanza di regole e reti di protezione rischia poco di suo a spese altrui; un pò quello che si può definire socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Le misure previste non bastano; i soldi stanziati sono irrisori; il welfare praticamente scomparso: per chi perderà il lavoro le speranze di rientrare nel novero di una vita di stenti (dignitosa sarebbe troppo costoso) sono pochissime; ci vorrebbe ben altro e ben altra classe dirigente: gente che rischia e impone a chi ci guadagna di fare la sua parte in termini di maggior gettito e minore evasione.... ma parliamo di astratte figure retoriche visto che gli italiani attualmente sono occupati a preoccuparsi del GF9, del calcio e della telenovela dei falsi problemi che interessano solo pochi ..... se non Uno!!
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