mercoledì 25 febbraio 2009

Smantellamento dei diritti dei lavoratori: ora tocca allo sciopero

Procede spedito il Governo .... quando si tratta di togliere spazi di libertà sindacali (mica per trovare una strada che non faccia pagare a chi lavora davvero e ai ceti deboli, no no ); infatti: dopo la chimera degli statali fannulloni; dopo la riuscita campagna di caccia alle streghe in merito agli extracomunitari (tutti stupratori, violenti, clandestini, ecc. secondo qualcuno mentre è provato, in materia di stupri, che su 10 6 ne fanno gli tialiani e in famiglia per giunta) sempre più emarginati (e sfruttati .... mi chiedo se al nord est del nostro paese convenga che vengano tutti cacciati ....... ); dopo le varie emergenze, presunte e vere, ora mette mano allo stato sociale (già previsti interventi in materia di disabilità con un bel giro di vite i nome della caccia ai falsi invalidi) segnatamente al diritto di sciopero (previsto dalla Costituzione) che verrà strettamente regolamentato, per ora nei trasporti, in nome di altrettanti principi costituzionali da difendere. E' chiaro che non si possono ledere diritti altrui: nessuno discute. Ma come fanno i lavoratori in conflitto per fare arrivare le loro voci ai media che contano moltissimo affinchè la vertenza abbia esiti non scontati in partenza per giunta sfavorevoli ai meno forti? Il PD in alternativa propone un patto fra produttori come linea ufficiale (mentre i propri riformatori non sostengono cose lontane da quelle del PdL) e mi pare breve la differenza. Insomma siamo lontani dalla democrazia sindacale partecipata auspicata negli anni d'oro del sindacalismo vero ma molto vicina all'eutanasia sindacale e alle aspirazioni di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del mondo del lavoro: cosa non si fa per accontentare i propri sponsor...........
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