mercoledì 6 maggio 2009

Terremoto in abruzzo: ad un mese dal sisma siamo ancora in alto mare

Un mese esatto è passato dal sisma in Abruzzi e cosa è accaduto? La maggioranza della popolazione è ancora nelle tende (spesso nemmeno riscaldate e lì freddo ne fa eccome di notte, e troppo calde di giorno perchè in fondo sono solo tende..) e la ricognizione delle case, fuori dal centro delle città che è distrutto, prova che una parte sono agibili (il che non significa che siano abitabili) ma nonostante ciò disabitate per paura: come dargli torto? Le polemiche non sono mancate perchè aver centralizzato tutto preoccupa i sindaci e soprattutto muove insofferenze e diffidenze particolarmente quando se ne escludono alcuni dai fondi, futuri, della ricostruzione. Il copione insomma sembra quello solito ma stavolta c'è di più le promesse fatte dal Capo del Governo (i sei mesi ecc.): le domande fatte dalle "solite" cassadre erano: ma i soldi ci sono? Dove li trovano i 12 miliardi? A detta del Presidente della Provincia Pezzopane, no per entrambe. Il dl non ha copertura finanziaria e quindi niente soldi. E qui cade l'asino. Come quelle fatte dopo il terremoto irpino, anche queste rimarranno inevase? Altro che "modello friuli", qui siamo in pieno terremoto del 1980: una volta passata l'ondata emozionale arrivò il momento del passare ai fatti e il treno improvvisamente si fermò: solito copione? Per le popolazioni abruzzesi spererei di no, ma con i precedenti storici il rischio è attuale e solo se gli abruzzesi realmente non vogliono restare per decenni come ora dovranno attrezzarsi e fare in modo da vigilare che le promesse non rimangano tali ma si concretino perchè se invece si adagiano ad aspettare il "messia" davvero troveranno nel regno dei cieli quello che non avranno in quello terrestre.
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