martedì 2 giugno 2009

2 giugno: cosa si festeggia?

Se ne parla molto in rete e anche su questo blog i commenti erano improntati allo stesso tenore: cosa si sta festeggiando? Certo la risposta semplice è facilissima: la Festa della Repubblica. Ma la risposta vera è un'altra e pone inquietanti interrogativi; "questa" Repubblica è ancora quella dei valori che sono scritti in essa? O è diventata un simulacro (leggere P. K. Dick per l'esatta definizione della parola simulacri) o un'incubatrice di alrto? A questo punto si dirà: ma è il solito discorso! No perchè siamo davvero ad un punto di svolta. Il Liberalismo non necessariamente dev'essere democratico; e dal punto di vista economico non vede di buon'occhio la partecipazione dei cittadini alla vita del paese perchè nel libero mercato qualunque controllo è spesso foeriero di scopertura di pentole che devono restare chiuse: in primis quella che chiede alla parte forte di esso (le imprese e i loro sodali) di accettare le regole imposte. E qui siamo già su un'altro piano: siamo nel liberismo che, nonostante il fallimento del modello economico ad esso improntato, impera ancora e di cui non si vede ancora la sparizione nel pattumeira della storia. A tutt'oggi siamo una società improntata ad esso e anzi ne siamo gli epigoni dato che negli USA stanno sterzando verso una forma meno marcata di esso con Obama: non siamo alla marcia indietro perchè è tale la paura che il ssitema americano, e occidentale, crolli da aver spinto i baroni della finanza ad entrare per un pò nella clandestinità e nell'ombra: ma non temete, ritorneranno come prima appena possibile, siamo solo alla fine del I° tempo del film e c'è ancora molto da rubare e depredare prima che avanzi il deserto quindi c'è ancora molto da soffrire e (non essendoci nessun sistema alternativo a meno che non vogliamo diventare tutti islamici) tenere duro. Attenzione questa non è come la crisi del 1929 ma è come la crisi finanziaria che a varie forme andò dal 1907 al 1919 e comportò fallimenti e distruzioni di strutture sociali e familiari, quella simil 1929 è ancora da venire e questa ne è solo il prodromo. Vi siete mai chiesti cosa provocherà questa crisi? Il passaggio ad altro? No. La divisione in due della società? E' già avvenuto e non è necessario una crisi per esso perchè fa aprte del processo liberista in sè anzi ne è il presupposto. Cosa allora? E' semplice mon cher amies: la fine delo Stato così come l'abbiamo conosciuto finora, finendo esso sparirànno: il welfare, il sociale, la democrazia, la partecipazione dei singoli e il cotnrollo sul mercato e sulle frodi che in esso vengono fatte tutti i giorni! Si questa parte sparirà: rimarrà la parte ancora funzionale di esso alle esigenze dei signori della truffa: ossia la parte repressiva (di cui una parte sarà comunque privatizzata) e la parte finanziaria da usare come bancomat in caso di problemi speculativi e casini vari commessi. Secondo voi quando parlano di "Stato leggero" cos'intendono? Mica quello che vediamo sui libri di economia? No, quello che è strettamente necessario non ai cittadini ma ai suindicati signori della truffa: la parte da suggere quando serve liquidità, null'altro! E dato che di questa parte ancora in piedi noi cittadini ne siamo l'asse portante saremo noi, come sempre, a pagare. Quella che non sono riusciti a fare gli anarchici lo stanno facendo "pro domo sua" i liberisti (e i loro sodali)........
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