giovedì 16 luglio 2009

Sud-Nord: la storia si ripete.........

Non è una cosa nuova, giusto? Stanno scoprendo di nuovo l'acqua calda. I meridionali riprendono a emigrare, azz direte davvero è crisi. Se n'è accorto anche il Capo dello Stato allora dev'essere vero. Che si fa allora? I razzisti che fanno (visto che già ora nel civilissimo paese c'è qualcuno che dice che si puzza a tal punto che anche i cani scappano)? Non è mica una storia nuova. La questione meridionale è cosa antica e su essa c'hanno mangiato in molti, anzi tutti. L'appena nato Stato italiano se ne accorse subito che c'era un problema: al sud appena conquistato dalla truppe piemontesi c'erano molte cose che non andavano. E che si fece? Semplice: uno studio. In realtà il sud quasi da subito divenne il mercato coloniale del nord "avanzato" e con l'aurea del nascente Stato unitario molte pezze (studi recenti, nonchè anche uno special di superquark sul regno delle due sicilie e il ruolo di Napoli condotto da Alberto Angela su raitre, misero in luce che questo regno degradato non era poi così differente dal resto dei regni del paese e forse avevauna chance in più perchè aveva un fiorente porto commerciale verso il mediterraneo, mica bau bau micio micio) furono messe per coprire il grande accordo fra ceti dirigenti del nord e latifondisti del sud affinchè tutto rimanesse com'era (gattopardo docet) e nulla fosse cambiato e così fu. E non solo questo scellerato patto ha prodotto non solo un'affossamento della "rinascita" del mezzogiorno (si fa per dire) ma arricchì molti che vi specularono sopra e un'intera casta di politici ci visse a sbafo per decenni e al sud del fiume di denaro nememno un quattrino è realmente arrivato (destino crudele dato che è sempre andata così anche in tempi recenti): tanto per cambiare ci fu anche uno scandalo su una società incaricata di vendere i beni dei regni preunitari (notizie raccolte da un libro di Gino Luzzatto "l'economia italiana dal 1861 al 1894" e da ricerche personali) che videro coinvolti anche uomini molto in vista dell'allora classe dirigente, risorgimentale si fa per dire, del neonato stato italiano. E che dire dei circa 4.5 mln di italiani che dal 1960 al 1990 si sono spostati dal sud al nord (e che hanno fatto la fortuna della grande industria nordista) per "cercare condizioni di vita e un diverso futuro per se e i prorpi figli (suona strano perchè sono le stesse cose che sperano gli extracomunitari futuri committenti reato di clandestinità)? Io un consiglio mi sento di darlo a questi giovani che emigrano: NON ANDATE AL NORD! ANDATE ALL'ESTERO! AVRETE MAGGIORI POSSIBILITA' DI AFFERMARVI CHE QUI! QUESTO PAESE NON AMA I SUOI CITTADINI E NON SI MERITA UN FUTURO PERCHE' NON INVESTE SU DI VOI. aLL'ESTERO! ALL'ESTERO! SE SI DEVA ABBANDONARE IL LUOGO NATIO FATELO IN MANIERA GIUSTA: NON ABBANDONATE NEMMENO LA VOLGIA DI CERCARVELO UN LAVORO MA NON QUI PERCHE' FUORI DI QUESTO FOLLE PAESE LA NOSTRA CAPACITA' DI ADATTAMENTO E' RICERCATA COME IL PANE: ANDATE VIA! QUESTO PAESE NON VI MERITA!
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