giovedì 21 gennaio 2010

Lavorare a 15 anni...

Una delle battaglie che hanno caratterizzate il socialismo europeo e mondiale è stata quella della studio e del miglioramento culturale dei ceti poveri e le varie riforme, laddove si sono fatte, messe in campo hanno mirato proprio a questo; da noi no. Con la riforma messa (bocciata nei suoi regolamenti dal Consiglio di Stato) ora in campo non solo si è rovinato l'ultimo fiore all'occhiello della scuola italiana (quella primaria) ma si sono semplicemente eliminate le scuole. Che significa? Che non solo non sono onorati i debiti dello Stato verso le scuole (mentre si regalano ai privilegiati prof di religione, non assunti per concorso ma per "indicazione" delle Curie, 220 euri) ma si cancellano le ore di geografia e i laboratori, per fare un'esempio, ma si abbassa di fatto l'età dell'obbligo scolastico permettendo ai ragazzi di "lavorare" (o essere sfruttati) l'ultimo anno della scuola: per capircio significa che mentre nei paesi civili si alza l'obbligo scolastico (si è calcolato che il potenziale aumento di PIL è pari al 3% per il maggior contributo culturale che i ragazzi possono dare) da noi si avanza a grandi passi verso l'analfabetizzazione di massa cancellando tutto quello che è stato fatto nei decenni scorsi (perfino Mussolini non ebbe il coraggio di deprimere la scuola): non serve che sappiano la propria storia ma che siano consumatori sfruttati che la sera si siedano fuori dal bar a bere o a casa a giocare con la consolle, tutto ma non acculturati sennò ragionano con la propria testa e capiscono che gli stanno rubando il futuro e la possibilità di migliorarsi non solo dal punto di vista economico ma anche e soprattutto culturale. Ora il punto è: i sindacati e l'opposizione che fanno s questo punto? Nulla perchè i primi sono più preoccupati di mantenere i posti di lavoro (precari o meno) e la seconda, avendo avviato il processo di liberalizzzione anche nel campo della scuola, con la famosa "aziendalizzazione" di bassaniniana memoria, hanno una coda di paglia lunga kilometri e stanno zitti limitandosi a testimoniare che non sono d'accordo o poco più... e i ragazzi? Protestano le avanguardie e poi? Senza appoggio politico e sociale poco possono fare ed è meglio che si aggiustano al modello imperante (che poi per certi significa emigrare, per altri farsi le code dei casting per apparire in qualche tv e ciò in mancanza di un riccone che li prenda sotto la loro egida e per altri ancora prostituirsi per due schede telefoniche.......) o al precariato diffuso e assurto a stile di vita a fronte di pochissimi privilegiati che vanno nelle scuole migliori, private e cattoliche soprattutto, e hanno i programmi migliori e se se proprio sono ciuchi (...) c'è sempre papà che gli trova un posto nell'azienda di famiglia o un lavoretto in qualche tv oppure ancora un posto da politico (con uno stipendio che noi tutti paghiamo) in Parlamento!! Eccolo il migliore dei mondi possibili....... pochi (ricchi, privilegiati, impuniti) con tutto e tanti con nulla forse senza nemmeno saper leggere il latino per capire quello che il prete dice durante la messa (il latino sono anni che è stato abolito) come accadeva durante il medio evo!! Alle prossime elezioni ricordatevelo.....
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