mercoledì 9 marzo 2011

Il diritto d'indignarsi.....

C'é un libricino che gira per l'Europa; un libricino che fa indignare molti benpensanti liberali, moderati perché disturba il quieto vivere le soluzioni mercatare che tanto piacciono a chi s'é fatto una posizione e teme di vedersela strappare perché altri premono alla porta: magari più meritevoli o solo più in gamba o solo perché più giovani, quest'ultimi a buon diritto dato che devono, o dvrebbero é uguale, costruirsi, o provare a farlo, un futuro sulla base delle proprie capacità. Il libercolo sarebbe un concentrato di banalità, errori e luoghi comuni come:
sostenere che la Francia vada male perché non si é applicato alla lettera (c'é chi dice, per fortuna) il programma del Consiglio Nazionale della Resistenza che prevedeva la statalizzazione dell'economia come premessa della "democrazia sociale ed economica".
Parlar male di Israele, di Gaza oppressa ma non dei beceri regimi che ci sono in giro per il pianeta.
Predicare la non violenza non per adesione a una filosofia ma perché non utile.
Fare suo lo storicismo di hegel interpretandolo come "libertà dell'uomo che, tappa dopo tappa, progredisce".
sostiene che il divario tra ricchi e poveri "non é mai stato così significativo".
consigliare di "cercare" per "trovare" argomenti su cui indignarsi rovesciando l'ordine logico logico del "prima" e del "dopo".
Quindi, infine, la sentenza é che sia un libretto che é una scatola vuota nel quale ognuno ci trova quel che vuole se vuole trovare motivi di critica e criticità sociale. Non sono d'accordo: basta leggere il libretto per capire che il libretto non si erge a Bibbia degli scontenti ma semplicemente si pone come feticcio di una sconfitta: la sconfitta di quelle persone che hanno combattuto e sono morte per darci un mondo che doveva essere democratico, egualitario (almeno nelle chance), liberale, nel senso aulico del termine, governato nell'interesse di tutti i cittadini e nemico di tutte le lobby economiche. Costoro, che avevano questo sogno, sono stati sconfitti. Non dalla storia, né dalla guerra fredda; né ancora dal fatto di credere in un futuro civile e libero, no sono stati sconfitti dagli uomini che sono venuti dopo di essi: presi dal carrierismo e dalla voglia di emergere hanno buttato nel cestino uqelle "raccomandazioni". Lo stesso discorso può farsi per il nosrto paese: i partigiani hanno combattuto e sono morti per abbattere una dittatura. Una volta caduta, si é costruita una Carta Costituzionale, frutto di inevitabili compromessi, che era un modello che tanti altri paesi hanno studiato e preso ad esempio. Non era ideale ma dava la possibilità di
costruire un paese diverso, realmente democratico, laico (ma non laicista), pluralista, aperto agli input esterni.
per la prima volta nella nostra storia veniva messo per iscritto il riconoscimento dei diritti fondamentali del cittadino: in una parola creava la cosiddetta "cittadinanza costituzionale" blindando le possibilità di cambiarne i cardini sia attraverso una procedura rafforzata sia sancendo una volta per tutte che il nostro paese si avviava su una strada sociale e politica democratica e non elitaria.
Nel campo economico incardinava al suo interno la presenza dello Stato come fattore di stabilità economica e sociale senza sminuire il valore della proprietà privata né quello della libera iniziativa economica privata (principio liberale), anzi ne difendeva strenuamente il libero esplicarsi (ne sa qualcosa l'attuale oligarca che proprio grazie a questi principi ha costruito e potuto difendere un impero economico mediatico), senza perdere di vista il fine sociale e la sua utilità.
Sanciva la separazione dei poteri, un principio liberale, e la loro indipendenza sottoponendo tutti alla legge con una serie di garanzie e contrappesi che impedivano, era questa l'intenzione dei padri costituenti, invasioni di campo; particolarmente rendeva l'ordine giudiziario autonomo dagli altri poteri con un organo costituzionalmente riconosciuto.
Sanciva la rappresentanza politica democratica attraverso elezioni a suffragio elettorale, con il riconoscimento di autonomie locale, ora peraltro rafforzate.
Riconosceva il diritto di seguire i dettami della propria religione e ne proteggeva la libera esplicazione, anche previo accordo cone i rappresentanti ufficiali delle religioni.
Sulla base del principio no taxation without representation sanciva l'obbligo di pagare le tasse per tutti sulla base della propria capacità contributiva e con un criterio, realmente democratico, di progressività.
Riconosceva la possibilità per chiunque di poter fondare istituzioni scolastiche SENZA ONERI PER LO STATO e senza sminuire la scuola e l'università pubblica (finora si é fatto esattamente il contrario), così come erano liberi gli insegnanti di seguire la propria professionalità senza condizionamenti esterni.
Dava il riconoscimento della famiglia come nucleo naturale ma senza escludere possibili evoluzioni.
La Sanità avrebbe dovuto essere uguale e gratuita per tutti (...) senza escludere quella privata naturalmente.
Nessuno sarebbe potuto essere sottoposto a trattamenti sanitari senza la sua volontà e senza le disposizioni di legge (e questo vale per coloro che vogliono a tutti i costi reidratare e "salvare" coloro che chiedono semplicemente che la natura faccia il proprio corso visto che sono terminali o in stato vegetativo permamente e vale anche per quelli, nostri politici, che per farsi "perdonare" stili di vita non proprio etici svendono i principi in cambio di una neutralità di oltretevere che chiede, e ottiene, tutto ciò che vuole) e riconosce per i cittadini il diritto di disporre del proprio corpo: una bella sanzione a chi, allora come ora, vorrebbe che lo Stato si trasformi in queste materie in Stato etico ...... in queste materie però e non in altre che invece vedono gli stessi politici cinicamente ergersi ai difensori di privacy e di fare, loro, quello che gli pare e come gli pare ritenendosi al di sopra di tutto e tutti, Costituzione compresa.
.... e si potrebbe continuare all'infinito nell'affermare come Hessel, un ebreo partigiano francese che a oltre 90 anni ha trovato la forza e il coraggio di alzare la voce, che motivi per indignarsi anche in Italia ci sono eccome, visto che questo paese ha perso la bussola e sta sempre più velocemente affondando nel pantano nel quale si è cacciato da solo quando ha creduto, e continua a credere, in valori individualistici ed egoistici dove essere ricchi (anche a scapito altrui, anzi soprattutto a scapito altrui ..... la chiamano meritocrazia dimenticando che non c'è nulla di meritocratico nel farsi raccomandare dal politico o potente di turno così come non c'è nulla di meritocratico nel passare nelle stanze e nei lettoni degli stessi potenti, anzi ha un altro nome e soprattutto un altro sapore... un sapore amarissimo di presa in giro) e furbi così come essere evasori o speculatori é bello e si viene idolatrati e venerati come dei. E' un paese dove si dice ai figli che se sono messi così male é colpa dei loro genitori che sono egoisti mentre semai dierto questo assioma c'é la volontà di ritirare la politica dall'occuparsi dei propri cittadini abbandonandoli a se stessi e spingendoli nelle mani degli squali delle assicurazioni, pensionistiche e sanitarie, private: e finora tutti quelli che c'hanno creduto c'hanno rimesso soldi propri perché truffati da crisi finanziarie create ad hoc. Capisco anche il fastidio che un libricino del genere possa vendere perché, anche da noi, la gente é stufa e frustrata (per non dire inkazzata) e ormai non sa più a che santo votarsi per sperare che qualcosa cambi, anche una piccola cosa e si aggrappa al primo populista di turno che gli promette il migliore dei mondi possibili. Capisco soprattutto il fastidio di chi in una situazione del genere c'ha costruito la propria fortuna politica e professionale e teme di perdere quello che é riuscito a raggiungere in favore di altri che vogliono emergere e chiedono di potere prendere il proprio posto all'interno del contesto socio-politico italiano che invece, proprio per le resistenze conservatrici delle varie caste economico-sociali e politiche di stampo corporativo, gli viene negato a priori. Capisco, infine, il giustificare l'attuale situazione di povertà estreme e ricchezze altrettanto estreme negandone l'evidenza in nome di un alleanza fra alleanza fra capitalismo e democrazia che ha contribuito a "elevare e ridurre le povertà": una balla naturalmente dato che proprio il capitalismo ha dentro di sé il germe della creazione della povertà perché senza di essa non avrebbe motivo di esistere l'arricchirsi e soprattutto ha sempre visto di pessimo occhio le rivendicazioni di miglioramento sociale ed economico reprimendone, con il contributo fattivo dello Stato (oggi lo fanno in maniera molto più soft dicendo che il conflitto di classe é morto e che i produttori devono mettersi d'accordo, che non c'é motivo di invidia se il ricco si é arricchito e il povero non é stato altrettanto furbo o attrattanto evasore, ecc.), le manifestazioni sul nascere: altro che alleanza fra democrazia e capitalismo; qui siamo all'ipocrisia se si sostiene una cosa del genere perché il primo tutt'al più, per paura di sistemi "alternativi" che possano attrarre i ceti più deboli, é disposto a ridurre i propri appetiti ma non certo a condividerli con tutti rinunciando alla crescita esponenziali dei profitti, anzi é il cancro é tale che anche quando le cose vanno bene ma si vede all'orizzonte estremo un segnale di un possibile abbassamento infinitesimale dei propri prifitti la prima cosa che fa, il capitalismo, é quello di ridurre i costi, in primis il costo del lavoro; e se non sempre ci riesce subito trova burattini che modificano leggi e codici per creare un mercato al ribasso della offerta di lavoro mettendo l'un contro l'altro armati: padri e figli; italiani e stranieri; lavoratori e disoccupati; donne e uomini, ecc. ecc. una guerra fratricida nella quale una certa politica può infilarsi come coltello nel burro e portare avanti i propri sogni di una società oligarchica per pochi eletti... altro che libretto banale e pieno di banalità!!! Anche nel nostro paese ci vorrebbero degli Hessel che avessero il coraggio di dire con altrettanta chiarezza cosa sta accadendo, chi lo sta facendo accadere e perché e soprattutto per il guadagno di chi; invogliando tutti a prendere la scopa e fare finalmente pulizia a fondo in questa società altrimenti destinata a soccombere come di fatti sta rischiando di soccombere la sua Carta Costituzinale per liberare quegli spiriti "animali" di quel capitalismo che tanto piace ai nostri moralisti, benpensanti, moderati eticamente schierati a difesa dei propri e altrui interessi e non certo nell'interesse generale ....
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