sabato 12 marzo 2011

E vogliono il nucleare?

Mi spiace se il post é scollegato o discontinuo, ma é stato scritto di getto dopo aver visto l'evoluzione del sisma giapponese e l'evoleversi della situazione dopo alcune ore e dopo aver ascoltato gli allarmi lanciati dalle autorità giapponesi per due centrali nucleari danneggiate dall'evento........... e non ho sentito solo le news nazionali (vi consiglio rainews24 e skytg24), ma sono anche andato su alcuni siti web che danno in streaming i canali in lingua inglese dove commentavano le immagini provenienti dal Giappone e dalle sue televisioni... buona lettura.
In Giappone ieri si è vissuta l'apocalisse; terremoto fortissimo, 8.9 scala richter, repliche altrettanto forti e tsunami che ha colpito le coste ed è arrivato fino a 4 km all'interno del paese e che é arrivato fino alle coste del Chile (passando per alaska, canada, usa). Il paese é praticamente in ginocchio; ma essendo organizzato per questi eventi, fin da bambini i giapponesi imparano a gestire queste situazioni (e devo dire che ho ammirato in tv il loro muoversi ordinato e con un controllato panico anche quando si trovavano al chiuso nelle case e nei palazzi), il bilancio (1400 morti e dispersi) si presenta grave ma meno di quanto sarebbe in un paese come il nostro: immaginate da noi un evento del genere che nel centro nord, quanti morti ci sarebbero stati) centinaia di migliaia sicuro, se non milioni, e questa parte del paese ridotta a macerie con poche eccezioni: nessun controllo, condoni edilizi a gò gò, palazzi nuovi costruiti non secondo norme antisismiche avrebbero fatto una strage nel crollare. Un sisma così forte in Giappone ha provocato danni alle centrali nucleari e in due di esse c'è stato rilascio di vapori radioattivi, cesio radiottivo mile volte più alti dentro la centrale e otto volte fuori dalla centrale, dopo aver sgomberato per un area di 10 km intorno alle centrali; e da noi? non voglio nemmeno pensarci.... il partito nuclearista sta cercando di sminuire la portata ma proprio l'esempio dello sfortunato paese asiatico che non ha 3-4 centrali ma un numero a due cifre, 35 se non ricordo male, di centrali del genere dovrebbe far riflettere gli entusiasti nuclearisti nostrani. Questo, il nostro, non è un paese "organizzato e regolamentato" come quello asiatico; questo é un paese dove con qualche mazzetta, e controlli pari a zero, chiunque voglia speculare costruendo o investendo in borsa lo fa senza molte remore e quasi certo della sua impunità a tutto scapito dei malcaoitati che vi hanno a che fare: cosa sarebbe successo, ripeto, a una nostra centrale nucleare investita da un evento del genere? Senza nemmeno andarsi a immaginare situazioni del genere "giapponese" che abbiamo sotto gli occhi, un nuclearista convinto come Alberto Clò nel saggio "si fa presto a dire si al nucleare", edizioni il mulino, pone una serie di questioni sulle quali tutti, cittadini e cosiddetti esperti, dovrebbero riflettere perché quando siamo usciti, in seguito a referendum popolare, dal nucleare abbiamo completamente abbandonato questo campo in arte e in scienza quindi non abbiamo più quell'esperienza; non solo ma abbiamo anche evitato di formare quadri tecnici in questo campo. Come pensiamo di rientrarvi? Con qualche annuncio? Con qualche forum? Con qualche battuta in qualche conferenza stampa? Un pò poco, lo dice anche Clò, per fare un passo del genere: a suo parere, e io non ho nessun motivo di pensare il contrario dato che questo saggista è un nuclearista convinto, ci vogliono almeno una o due generazioni prima che l'italia sia di nuovo pronta dal punto di vista del materiale tecnico umano.. e dal punto di vista della sicurezza delle centrali? Siamo in un paese raffazzonato; siamo un paese che vive di condoni e faciloneria per non parlare di pressapochismo, come pensiamo di costruire centrali nucleari con l'economia inquinata dall'affarismo e dal malaffarismo dove quello che conta non é il problema sicurezza ma il profitto veloce e il risparmio sui costi (tutti i costi) da sostenere nella loro costruzione, prima, e gestione poi. Dove le costruiamo? Nord, centro, sud? In mezzo al mare? Su qualche isola? Perché voglio proprio vedere quale comunità italiana e quale partito accetterà di far costruire una centrale sul territorio dove vive o dove prende più voti: me le immagino proprio in un paese come il nostro dove, egoista e individualistico, ognuno pensa per se e spera che la tegola (qualunque tegola) cada addosso al proprio vicino; in un paese del genere chi accetterebbe mai una rischio del genere? NESSUNO, soprattutto perché da noi la regola d'oro é sempre la stessa: non nel mio giardino. E le scorie prodotte? Dove le mettiamo? In qualche miniera abbandonata? Facciamo un buco nel terreno e ci mettiamo le scorie? Le buttiamo in mare? Le mandiamo al Sud (tanto mezz'italia, complice il malaffare e la malapolitica, vi ha sversato di tutto di più e senza controlli e senza che nessuno lo sapesse e dovremmo ringraziare Saviano, che a rischio della sua vita, ha alzato il velo sull'affare della munnezza)? Ripeto: provate ad immaginare cosa sarebbe successo qui in un evento, eccezionale siamo d'accordo, del genere; mi chiedo: se per un evento migliaia di volte meno potente l'abruzzo é in ginocchio (e tralascio la gestione del dopo emergenza; devo dire che ho ammirato l'organizzazione giapponese nel dopo terremoto così come son sicuro che si rimboccheranno le maniche per la ricostruzione ..... altro che annunci di mirabolanti come fatto qui, lì la mossa se la daranno davvero e, come avvenuto per Kobe dove ci fu un altro terremoto, nel giro di qualche anno riusciranno a risollevarsi come sempre hanno fatto .... magari imponendo qualche tassa di scopo ......mica come da noi dove i pochi soldi disponibili sono stati messi per l'abruzzo poi ritirati e messi per qualche alluvione poi ritirati e messi per qualche altro casino e così via....); se per un evento minore, sostanzialmente, tutto va in tilt.. con un terremoto come quello giapponese quale sarebbe l'esito di una centrale nucleare costruita in un paese come il nostro?
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