venerdì 22 luglio 2011

piaciuto cammello? ..... pagare moneta.

Nel titolo del post ho forzato una battuta per rendere l'idea della drammaticità della situazione nella quale si troverà la Grecia (e gli altri noi compresi) e di alcuni aspetti importanti che afferiscono ad aspetti che ritengo importanti quali sovranità e democrazia perchè presto ci troveremo anche noi ad affrontare. Letto i giornali? Piano Marshall per la Grecia; 160 mld di euro in aiuto del paese; defalut selettivo del paese; rollover (ne parlai in un post precedente); in Europa arriva il Fondo Monetario .... Europeo; ecc. ecc. Prima però facciamo un pò di storia: dopo gli accordi di Breton Woods furono creati due organismi (FMI e Banca Mondiale) che avevano il compito di aiutare paesi in difficoltà e riportarli nel consesso economico mondiale o, nel caso di paesi in via di sviluppo, di aiutarli ad entrarvi e in pratica questi organismi, formati da funzionari dei paesi creditori degli organi stessi, avrebbero dovuto obbedire alle direttive "politiche" che erano le uniche pubblicamente responsabili verso i cittadini. Nobile idea, vero? Peccato che la realtà fu diversa, molto diversa.In realtà questi organi ben presto si rivelarono per quello che erano: il braccio armato, a livello economico, dell'occidente rispetto agli altri paesi (e vista la preminenza statunitense al suo interno l'organo di controllo americano sui suoi alleati occidentali, cosa che avveniva attraverso le direttive del Dipartimento del Tesoro americano). Ma qual'era il metodo? Semplice ma inumano: un paese in via di sviluppo, la storia occidentale lo spiega benissimo, necessita di investimenti per creare le condizioni di una crescita sia economica che sociale senza perdere quelle che sono le proprie peculiarità storiche e le sue tradizioni? No problem arrivavano queste due istituzioni e dicevano: non hai abbastanza soldi? No problem ci pensiamo noi: mettiamo insieme un fiume di denaro e ti aiutiamo ....... ci sarebbero piccole clausole (sapete è come nei contratti nei quali le rogne sono scritte in piccolo a prova di microscopio? Uguale) da rispettare ma si supera....... tutto come da copione. Poi arrivavano i guai: una prima richiesta era la privatizzazione dei servizi (acqua, trasporti, ecc.); seconda richiesta era l'apertura dei mercati (mi sono sempre chiesto, anche quand'ero studente, che cavolo di mercati c'era da aprire se erano paesi in via di sviluppo dato che lì mancava tutto o tutto era in fase embrionale......) all'estero; una terza era la possibilità di far "gestire" in maniera ottimizzata ed efficiente (.....) le risorse (in pratica, america latina docet, far sfruttare alle aziende straniere le risorse naturali del paese) del paese; ogni tot di tempo arrivavano gli uomini in grigio delle due istituzioni a controllare se tutto filava liscio e se gli accordi erano rispettati mentre in realtà passato qualche tempo il paese si trovava soffocato: dovendo restituire gli interessi e le somme prestate ben poco rimaneva per fare i famosi investimenti e per far crescere il reddito della popolazione, anzi ci si trovava quasi subito di fronte agli aspetti peggiori di un siffatto sistema così creato: si creava un ceto parassitario, politico e sociale, che sfruttava allo stremo risorse e popoli arricchendosi alle loro spalle e accumulando enormi ricchezze... spesso, anche se si era partiti di stati democratici, questi paesi (oltre a essere a sovranità fortemente limitata) erano poi diventati dittatoriali ...... oops "moderati" e amici degli occidentali. E se c'erano rivolte o problemi insormontabili? Anche qui nessun problema: i capitali fuggivano; i debiti rimanevano; il paese ipotetico si ritrovava al punto di partenza, anzi (se possibile) anche peggio. E ciò in presenza di un mondo bipolare dove c'erano sistemi, sulla carta, alternativi fra loro. Caduto il Muro di Berlino e affossato uno dei due sistemi la realtà è diventata, se possibile, anche peggiore: la prima manifestazione è stata la finanziariazzazione dell'economia; poi son venuti gli spiriti animali del capitalismo (perfino in Cina dove il guru Milton Friedman insegnava a degli increduli dirigenti comunisti il verbo liberista); e infine le cicliche crisi finanziarie frutto di speculazioni, investimenti di ventura e scommesse sulle aspettative di fallimento che hanno fatto fallire interi paesi e continenti: insomma quello che ci vendono come "il migliore dei mondi possibili" e che invece nasconde un incubo per chi non ha voce perché si trova a pagare duramente scelte fatte a migliaia di km di distanza. Proprio con la trasformazione finanziaria dell'economia si realizzava lo scenario descritto dagli economisti classici, in particolare da "karletto" marx (però è in ottima compagnia perché Pareto, Smith ed altri erano, sia prima che dopo, giunti alle stesse conculsioni), ossia quello di uno scenario dove un sistema per potersi aggiudicare un saggio di profitto stabile riduceva la propria base economica e produttiva: in pratica divorava se stesso per consentire al capitale di trovare la sua remunerazione e, grazie alla versione liberista dell'economia, aveva trovato il modo di farlo praticamente senza rischi perché gli Stati avrebbero garantito gli investimenti fatti e se non facevano, e fanno, i bravi li si fa fallire (quello che efficacissimimamente N. Klein in Shock economy, Rizzoli editore, definisce lo Stato-bancomat) attraverso agenzie di rating che gli ammollano il marchio "spazzatura". E questa é la storia (sui generis sia chiaro perché il sottoscritto residuato bellico, egregio signor nessuno, di un altro millennio non vuole annoiare gli altri che passano di qui ........ se volete approfondire vi suggerisco alcuni testi: aa.vv. "la misura sbagliata", edizioni etas; Stigliz - premio nobel per l'economia - "la globalizzazione e i suoi oppositori" e "bancarotta" entrambi einaudi"; Rifkin "il sogno europeo" edizione mondadori; S. Latouche "l'invenzione dell'economia", edizione bollati Boringhieri) da cui evidentemente non abbiamo imparato nulla perché da tre anni stiamo provando sulla nostra pelle la stessa ricetta economico-finanziaria. E' vero tutto è cominciato negli USA nel 2001; é anche vero che si sapeva che prima o poi avrebbe sconfinato e sarebbe arrivata sul nostro groppone (già gravato dai nostri mali) e che le destre al potere nel vecchio mondo avrebbero fatto a gara nello scaricabarile sia fra loro che verso i paesi comunitari più deboli (leggasi sud europa). La prima a farne le spese è stata la Grecia costretta a incidere in profondità nella società: ma anche facendolo nessun politico greco, di qualunque colorazione, si è mai fatto prendere dal dubbio che era meglio fregare le banche franco-tedesche che i propri cittadini affamandoli perché nelle banche creditrici c'erano, forse, anche fondi dei ceti greci che realmente contano in quel paese? Il piano Marshall, si fa per dire, che hanno varato non è figlio della solidarietà ma del suo esatto contrario (totali 160, come già ricordato più su, miliardi di euro a tassi minori di quelli di mercato di cui 106 "pubblici" e il resto "privati" però a livello volontario ..... tanto, come hanno detto i finlandesi, lo Stato greco ha 300 miliardi di euro di beni da offrire come garanzia, fra cui il partenone, pensate un pò): hanno compreso che alla fine non sarebbe arrivato a nulla e il default di quel (e di tutti gli altri in bilico ... noi compresi)paese avrebbe comportato un danno enorme anche a Francia e Germania che si sarebbero viste non solo le proprie banche in difficoltà di liquidità ma soprattutto vedere cadere il castello di carta dell'euro con tutto quello che ciò, sempre per loro (e per le altre destre al potere), poteva significare: addio al liberismo che ha fatto dell'asse franco tedesco il motore della Ue monetarista che, dietro la crisi, sta facendo speme del welfare di cui, a parole, tutti andavano orgogliosi: prima negli altri paesi colonizzati dalla moneta e poi in casa loro stessa. C'é un solo paese che é andato controcorrente, e guarda caso non è nella UE, rispetto al pantano europeo: si chiama Islanda (noto, come mi ha spiegato Swala Simba, anche come paese degli elfi); sono letteralmente falliti ma anziché stare a preoccuparsi di ripagare e ripianare debiti "esteri" hanno scelto di prendere una strada che salvaguardava i propri cittadini convogliando le risorse a disposizione all'interno del paese e facendo passare in secondo piano le esigenze della finanza e mandando in galera, se non ci sono già, quelli che sono i responsabili dell'accaduto almeno quelli che non sono riusciti a scappare all'estero. Se i paesi del sud dell'europa ne avessero seguito l'esempio, naturalmente è un mio parere, a soffrirne sarebbero state le banche e non le popolazioni ... istituzioni per le quali provo lo stesso interesse che si può provare per una seccatura inutile anche se necessaria.
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