mercoledì 31 agosto 2011

Diamo i numeri.............

Lo feci qualche post fa: ora lo ripropongo perché ci sono state alcune variazioni significative che devono essere registrate.

  1. Inflazione al 2.8% (ai massimi dal 2008 e senza tener conto della realtà perché come ben sappiamo nel paniere per calcolarla mancano voci importanti);
  2. Disoccupazione 8% (dicesi stazionaria; anche se questo numero non tiene conto dei cassintegrati, inoccupati, disoccupati fuori dal mercato, giovani precari licenziati che non rinnovano la richiesta di assegno di disoccupazione, ecc. perché sarebbe al 12%);
  3. Occupazione in forte calo (e senza mettere nel novero i precari licenziati)
  4. Crescita allo 0.7 (se va bene; il governo parla di crescita intorno al 1% il che significa che a fine anno mancheranno ulteriori 20 miliardi di euro e quindi ridaglie con un altra stangata per coprire il buco indotto da stime fuori dalla realtà);
  5. Rapporto deficit/PIL 3.3% (da cui dovremo al più presto rientrare ..... e indovinate un pò chi pagherà il conto?);
  6. Debito pubblico a 1900 miliardi di euro ossia al 120% del PIL (sotto la sinistra berlusconiana del pdmenoelle era al 106 ... non che fossimo felici però....), pensate che comunmente si ritiene che per un paese della nostra grandezza il 117% è il punto di non ritorno...... pensateci.

E' importante però aver ben presente che il debito pubblico (<---- se seguite il link troverete un esposizione completa e facile da comprendere di cosa sia) non è una voce univoca ma ha varie componenti che vanno tenute presenti (e quindi abbiamo, lo possiamo definire come "la somma delle passività che riguardano monete, biglietti, depositi, tutti i titoli non azionari, prestiti" Fonte bankitalia):

  1. Debito pubblico interno ed estero;
  2. Debito delle Amministrazioni Centrali e Locali;
  3. Debito di amministrazioni non gestite dalla Tesoreria;
  4. Crescita economica a seconda della quale ci può essere un suo accrescimento o diminuzione perchè grazie alla percentuale di crescita i Governi e i Parlamenti stabiliscono quante entrate ci devono essere in un anno e in quello successivo.

In una situazione del genere cosa farebbe un ceto dirigente? Si rimboccherebbe le maniche e si darebbe una mossa per rientrare velocemente e senza creare eccessiva sofferenza ai cittadini: invece da noi avviene esattamente il contrario dato che da 20 anni a questa parte l'unica ricetta che hanno saputo applicare è quella dei tagli (son di moda come di moda è il liberismo all'italiana) draconiani a scapito di chi paga mentre poco o nulla si è fatto nei confronti, i cosiddetti nuovi ceti, di chi può permettersi il lusso di pagarne poco o per nulla. E infatti a fronte di roboanti dichiarazioni di lotta ai 375 miliardi di evasione fiscale il ceto dirigente italiano ha eliminato o depotenziato sia la legisazione che gli strumenti a disposizione della Magistratura (contabile e non) per reprimerla. E' stato un lungo processo durante il quale gli stessi cittadini sono cambiati: stranamente remissive le pecore che pagano e aggressivamente attenti a difendersi quelli che cercano di pagarne poco o nulla al punto di creare lobby e corporazioni per difendere i propri interessi; se a ciò ci aggiungiamo che gran parte del ceto dirigente ha tutto l'interesse anon cambiare questa situazione la tragedia era prevedibile in quanto già scritta in questo ventennio e, come volevasi dimostrare, oggi ne vediamo gli esiti finali: pressappochismo, improvvisazione, faciloneria, malafede ecc. sono le caratteristiche dominanti mentre dall'altro lato della barricata non possiamo che trovare rabbia inespressa, frustrazione, paura, rassegnazione, scoppi di violenza e alienazione. Due mondi non comunicanti che prima o poi entreranno in collisione fra loro con esiti per ora imprevedibili nella maniera più assoluta: la cosa che stupisce di più è l'incondizionato appoggio e sostegno reciproco che i due estremi sociali (i riccastri e i sottoproletari) si danno a scapito di quei ceti intermedi che sono sempre stati il perno delle moderne società democratiche occidentali (e c'é da sospettare che la cosa sia voluta) che vedono ridursi sempre di più gli spazi vitali rischiando di diventare facile preda di qualche, com'é nei fatti avvenuto, unto del signore che mentre gli leva anche l'aria li sopisce con racconti di fantasia...... personalmente sono pessimista ma gli italiani nei momenti di più nera disperazione hanno saputo dare il meglio di sé ...... e chissà che non accada di nuovo.

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