sabato 12 maggio 2012

..... e tre: la Grecia is out

... e anche Venizelos ha fallito. La Grecia si avvia ad una nuova tornata elettorale. I tre tentativi previsti son falliti e, a meno di eventi dell'ultim'ora, il paese fra meno di un mese tornerà ale urne, nella speranza di trovare uno straccio di maggioranza; personalmente credo che la sinistra radicale di Tspiras vincerà, ma il problema é il dopo: la casta e i ceti che la sostengono, che finora hanno gestito e ridotto il paese a un ammasso di macerie non accetteranno facilmente di farsi mettere da parte, sanno che la gente é stanca e che se davvero ci sarà il cambio rischierà di dover pagare il conto, ed é salato.




Si deve anche annotare che la Germania subito si é distinta per le minacce di espellere la Grecia dalla UE e dall'euro, nel silenzio quasi generale: ricordate quando qui da noi Prodi parlava dell'europa in termini "messianici"? Ecco, in realtà é questo che abbiamo di fronte, pensateci quando ingoiate tute le riforme che ora stanno facendo perché quella descritta da Prodi non esisteva mentre questa é tremendamente reale, drammaticamente reale: e pensateci quando andrete a votare, soprattutto.



Se davvero la sinistra radicale vincerà, i sondaggi la danno in forte ascesa, e fossi io in loro prenderei queste misure, subito:



blocco del pagamento del debito e istituzione di una commissione di esperti indipendente che valuti se ci sono state gestioni dolose del debito;

storno dei miliardi di euro destinati all'acquisto di armi del tutto inutili da destinare al sostegno dei diseredati;

introduzione di una tassazione dei patrimoni;

introduzione della robin tax;

eliminazione di tutti i balzelli introdotti dai precedenti governi;

creazione di una banca pubblica, rigorosamente pubblica, che ricominci a fare "banca";

liquidazione coatta amministrativa delle banche "private" e azioni di responsabilità nei confronti dei loro amministratori con realtivo sequestro dei relativi patrimoni sia dentro che fuori il paese;

blocco dei prezzi delle tariffe e gestione pubblica, con azionariato popolare, delle aziende;

ri-nazionalizzazione dei servizi, tutti;

accordi con i paesi canaglia per imporre tassazioni sui capitali all'estero;

riduzione delle spese militari, non siamo in guerra;

ridistribuzione della tassazione verso l'alto;

programmi d'investimento per rilanciare l'economia investendo nella creazione di cooperative fra cittadini che consentano la rinascita di un tessuto industriale, artigianale, commerciale;

statalizzazione delle aziende chiuse e/o fallite, loro riconversione e gestione delle stesse da parte degli operai (sul modello argentino dove a distanza di dieci e passa anni quelle stesse aziende furono riconquistate e riaperte dagli operai e ora funzionano ma soprattutto nessuna di esse ha chiuso, nessuna...);

investimenti in sviluppo e ricerca, ristritturazione della formazione scolastica e universitaria.

.. e questo giusto per gradire: anche se temo che in Grecia, e pure qui, nessuno abbia i cogl**** per fare cose del genere, temo...



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