lunedì 3 settembre 2012

Un boom lo conosciamo: quello della spesa pubblica ... con il trucco

Già. Il punto é: il report della CGIA di Mestre sulla spesa pubblica correttamente fa il quadro della situazione e altrettanto correttamente punta il dito sulle spese correnti dello Stato che sono aumentate; peccato che i parametri sono fuorvianti per chi legge perché si prestano a varie interpretazioni, e nelle tabelle a questo link si capisce perché:




le spese correnti per i beni, durevoli e non, sono quasi ferme, quasi però perché la roba si rompe o si guasta o i palazzi crollano se non sono restaurati, leggi pompei, o se non vengono ristruttrurati come le scuole.. quindi non si possono stoppare;

le spese correnti per i dipendenti, negli anni che vanno dal 2000 al 2010, sono aumentate (udite udite) del 12% anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un dato aggregato che andrebbe esaminato meglio; ad esempio in quella che rappresenta il 92% circa dell'intera spesa le voci sono discordanti perché vi sono aggregate sia il grosso dei dipendenti (le cui retribuzioni sono pressoché ferme allo zero virgola qualcosa) quelle dei dirigenti, dei grossi papaveri dello Stato (ricordate gli articoli del fatto quotidiano sulle alte retribuzioni, ad esempio inps, ecc), delle alte cariche, dei politici a qualunque livello (e del personale di collaborazione) ecc. tutto fa parte della stessa voce che se fosse disaggregata darebbe ottime sorprese aprendo gli occhi a molti...

ci sono, però, due voci CHE NON VENGONO CITATE ossia "interessi passivi" e "trasferimenti correnti diversi" che da soli fanno un ottima percentuale rispetto al totale (anche se gli interessi son diminuiti) delle quale colpisce, disaggregando i dati, i trasferimenti ai privati che sono del 107,2%!!!!!



un ottimo indicatore di come lo Stato abbia smantellato la propria presenza nel sociale per finanziare privati, spesso a fondo perduto.. ora se:



disaggreghiamo la spesa corrente per stipendi della P.A. nei suoi componenti cosa ne verrà fuori e chi risalterà per essere superpagato?

i fondi dati ad associazioni private fossero impiegati dal pubblico in maniera da aiutare seriamente chi davvero ne ha bisogno?



Ma in tutto il quadro manca una voce pesantissima: gli interessi sul debito; essi pesano per oltre il 60% sul totale, perché non se ne parla? E forse essi non sono spesa pubblica? Inoltre, avendo aderito al WTO (dove gli Stati hanno accettato di agire come privati sui mercati rinunciando a una porzione di sovranità), quanta parte degli interessi dovuti sono frutto di speculazione e quanta frutto di reale spesa per autofinanziarsi?



La domanda non é di poco conto perché, ma questo i dati a disposizione non lo evidenziano, essi pesano per un bel pò sui conti e, anche con governanti onesti e proni all'interesi pubblico, sarebbe dura intervenire.... ora: una strada, a costo di sembrare retorico, ci sarebbe come alternativa, ossia ritornare alla Costituzione; ma quanti la pensano così?
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