lunedì 11 febbraio 2013

Dimesso il Papa..... quale sarà il prossimo?

Preso atto che il Papa... si é dimesso; in quel di Oltretevere non capita spesso, l'ultima volta é stato circa 600 anni fa, una cosa del genere ma accade.
Preso anche atto che in questa penisola "qualcuno si dimette" (infatti rimangono solo i politici ad essere onnipresenti).
Preso atto che queste sono si dimissioni ma nulla accade, in quel mondo, per nulla e qualcosa c'é sotto...
vien da chiedersi:
Quali sono i motivi che, come sempre, non é dato sapere per cui ha lasciato? Il comunicato é tutto un risaltare la "decisione autonoma" ma qualcosa, a leggerlo bene si evince chiaramente, non va perché questo era, o doveva essere, un papato di passaggio dove l'istituzione doveva ricostruirsi e darsi una "rinfrescata" e invece si é rivelato un moto di pura conservazione se non di chiusura verso le sfide del millennio e il secolarismo, a loro dire, avanzante al punto che si é reso il paese ospitante, l'italia, come l'ultima tradotta del cattolicesimo duro e puro (mancano solo gli eserciti papalini in marcia contro gli eretici, ma ci stavano lavorando): e gli effetti si son visti dato che hanno fatto passare principi o difeso principi che altrove, in entrambi i casi, sono dati per superati in nome di un sentimento generale che andava oltre il semplice principio irrinunciabile.... legge 40 docet anche se oggi la camera alta dell'alta corte europea ha appena respinto il ricorso del governo italiano contro la bocciatura della camera bassa. Ma due cose, al di là delle parole, mi hanno colpito:
  1. la smentita di uno scisma dei ratzingeriani: perché qualcuno ne aveva parlato? A mio sentire non se ne era fatto cenno da nessuna parte, nemmeno nei tanti libri che ogni vengono pubblicati su Oltretevere, quindi a che pro dirlo? Forse perché si stava lavorando proprio a questo e, vista persa la partita, ci si ritira in buon ordine in un monastero a pregare?
  2. il non saper gestire i vari scandali, spesso frutto di una fortissima lotta di potere all'intero del clero fra diversi esponenti dello stesso che han portato a venire alla luce cose che mai erano venute in passato e dando una luce diversa di quella che si pensava comunemente fosse (i tecnici del settore ne erano a conoscenza ma tutto era silenziato per il popolino) l'istituzione.. un esempio i vatileaks che hanno messo in evidenza quanta "secolarità" ci fosse sotto le tonache.
in ogni caso questo primo decennio del XXI secolo ne sta facendo vedere di lati grigi, vero? Un processo iniziato con la caduta del muro di Berlino che ha liberato non solo "gli spiriti animali del capitalismo" distruggendo tutta quell'economia del benessere che dal dopoguerra agli inizi degli anni '90 ha fatto conoscere ai popoli occidentali una tranquillità, puramente relativa, e una pace mai vista prima; ma anche perché ha visto crollare tutti temi solidali e comunitari che avevano dato la stura, ad esempio, alla nascita di un europa comunitaria miseramente fallita quando, mancando i popoli che dovevano esserne il pilastro principale, si é dimostrata essere per quel che é oggi ossia un accrocco di interessi lobbistici lontani anni luce da quelli che dovevano essere gli ideali originari.. contemporaneamente muri son crollati e altri ne sono stati costruiti ma soprattutto son venuti meno, una ad una, quelli che erano i "pilastri della terra" finora conosciuti aprendo praterie dove democrazie mature, finite le contrapposizioni ideologiche, potevano svilupparsi definitivamente.. e invece non é stato così dato che gli stessi "pilastri" si sono dimostrati fragili contro gli attacchi non esterni ma soprattutto interni: di quella parte di potere, soprattutto finanziario, che non é disposto a perdere porzioni di privilegio costruite negli anni all'ombra della guerra fredda e che ha, anzi, ampliato di orizzonti a scapito dello stesso sistema capitalista e della sua "anima" politica, il liberalismo. La Chiesa ha questo processo non si é dimostrata immune, anzi perché ne ha percorso la strada ampliando laddove poteva il proprio potere e mantenendo le posizioni in altri casi ben conscia che i popoli cominciavano a essere consci che una cosa fosse lo Stato Vaticano e un altra era la fede e la seconda era individuale e senza condizionamenti perché conquiste come aborto, divorzio ecc. non si dovevano mettere in discussione come invece lo Stato Vaticano faceva; per esempio: il problema della omosessualità e delle coppie omosessuali, e più in genrale delle coppie di fatto, era uno di quei "problemi" tabù per il Vaticano mentre le società erano già oltre esso dando per scontato la risoluzione del problema..... non per il Vaticano, però e si é visto; per tacere naturalmente dello scandalo pedofilia e delle ombre sulla finanza vaticana: tutte cose queste che non fanno certo bene all'immagine di chi ritiene di essere al di sopra di .. tutto.
Il punto é: chi sarà il prossimo? Quale corrente avrà la meglio? Riuscirà ad aprirsi al mondo accettando le sfide o si rinchiuderà di più a riccio in se stessa rinunciando ad esse per una difesa, sterile ormai, dello status quo?
Per ora i papabili sono: sono i cardinali Ravasi, Piacenza e il prefetto della congregazione dei vescovi, Ouellet, un canadese che gode da tempo della grande stima di Benedetto XVI. Tra gli italiani che ricoprono un uncarico diocesano il meglio piazzato è forse Angelo Scola, arcivescovo di Milano. Teologo, autore di decine di libri, allievo prediletto di don Giussani, Scola è sicuramente tra tutti i porporati il più conosciuto a livello internazionale per la sua attivita di conferenziere e per avere animato, quando era patriarca a venezia, il centro Oasis per il dialogo interreligioso ed ecumenico.
Storicamente i percorsi per la nomina del pontefice non sono mai stati lineari: molto si capirà del nuovo Capo da come da chi sarà eletto; ma soprattutto dalla rapidità nel riempire la "SEDE vacante" perché in tempi di crisi anche Oltretevere ha bisogno di certezze...
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