mercoledì 27 marzo 2013

la politica... questa sconosciuta

allora, mentre grillo perde tempo a prendersela con chi cerca di dire la propria e dare un consiglio o semplicemente dire la propria: in fondo siamo nella società digitale e ognuno, dopo aver avuto improvvisamente l'illuminazione che con un pc si cambia il mondo... la casta (quel cancro identificato come incurabile e analizzato in ogni suo aspetto.. peccato che non è "una" ma tante e ognuna si tiene con le altre in un abbraccio mortale per la società sottostante) non perde tempo e con infinita pazienza sta "rivoltando la pizza" contro chi l'ha fatta: Grillo e il moVimento. Ho letto quest'articolo di Andrea Scanzi, non certo uno che ha antipatia per il movimento, e lo ripropongo qui, che fa un analisi di quali danni si stia auto-infliggendo grillo e quanti ne sta infliggendo al moVimento con la dissennata caccia al .... troll. Si sa: muovi il drappo davanti al toro e seguirà solo quello mentre il torero prepara la spada con la quale infilzerà il succitato toro uccidendolo. E' esattamente questo che sta facendo, la casta: sventola il drappo della resposanbilità e da grande risalto, attraverso i media compiacenti, alle critiche mentre in realtà sta scavando la fossa a grillo e ai suoi: e il bello che sta ottenendo grandi risultati proprio giocando che dovrebbe essere più congeniale ai nostri, el senor compreso... la rete dove (pur se ci possono essere elementi "disturbatori) la gente sente di poter dire la propria e dare la propria opinione, peraltro, nonostante tutto, non richiesta e nemmeno registrata.
Ora, è mai possbile che siano così a corto di vedute?
E' mai possibile che cadano in una trappola ben costruita proprio sul terreno a loro più congeniale?
Parrebbe di si.... eppure non ha sprovveduti nel suo staff, vero? Dvorebbe essergli chiaro dove lo stanno portando, vero? Figurativamente parlando, se avete letto il deserto dei tartari, è esattamente nella fortezza (cui accennavo ieri nel post) che lo stanno relegando .... in attesa di un nemico che non arriverà mai ma che è già dentro e scava tunnel per far scappare interi plotoni.
ora leggetevi quest'articolo e sarebbero graditi commenti, grazie
“E’ tutta colpa dei grillini”
IL FATTO QUOTIDIANO
di | 26 marzo 2013
In apparenza ce l’hanno fatta. Dopo essere stata in buona parte polverizzata dal Movimento 5 Stelle, la cosiddetta Casta sta facendo passare la vulgata secondo cui lo stallo attuale – e più ancora la devastazione politico-economica del paese – sia colpa dei grillini. Lo si legge ovunque: “Il M5S è irresponsabile”, “Sta salvando Berlusconi”, “Sa solo dire di no”, etc.
 
Parte di queste accuse sono giuste, per meglio dire comprensibili. L’ho scritto più volte anch’io. Però, al tempo stesso, siamo di fronte a due paradossi notevoli.
 
Paradosso Uno. Il M5S sarebbe responsabile, per buona parte di politica e media, di vent’anni di disastri. Un po’ come se Jovetic, dopo aver sbagliato due partite di fila, fosse accusato di non aver fatto vincere uno scudetto alla Fiorentina negli ultimi trent’anni. Il ragionamento non ha nulla di logico e ha molto di interessato. Pd e Pdl incolpano il M5S dei propri errori (e delle proprie connivenze), nella speranza che gli italiani – popolo di per sé senza memoria, come attesta il perdurante successo di Berlusconi – alle prossime elezioni voltino le spalle alla forza di Beppe Grillo. Ci riusciranno? E’ possibile.
 
Paradosso Due. Il M5S sta ricevendo accuse di ogni tipo, pur rispettando il suo programma. Anche questa è notevole: non è che il Movimento sia accusato di essere un voltagabbana, di avere tradito gli elettori, di avere barattato la propria natura in nome delle poltrone. No, qui è il contrario: il M5S ha la colpa – e in effetti in Italia lo è – di rispettare le parole date. E tra le parole date, anzi urlate, c’era il “niente fiducia, niente alleanze, devono andare tutti a casa”.
 
Quindi non stanno sbagliando? Non ho detto questo, e non l’ho scritto nei giorni precedenti. Purezza e coerenza devono sempre scendere a patti con la realtà delle cose: è inutile continuare a giocare a poker se nel frattempo gli altri giocano a briscola. Però è davvero intollerabile questa recita – anzitutto dei piddini – secondo cui loro sono santi e gli altri irresponsabili. Per esempio: ultimamente Bersani dice cose molto sensate e savie. Ma è lo stesso Bersani che fino al giorno prima delle elezioni smacchiava i giaguari e snobbava i fascisti del web. Bersani sta dando il meglio di sé ora che è un dead man walking della politica: ricorda l’attaccante che segna una strepitosa doppietta, ma dopo che l’arbitro ha già fischiato tre volte. Fuori tempo massimo. 
Di chi è la colpa? Il disastro attuale non è colpa del M5S (chi lo sostiene asserisce il falso e sa di farlo), ma del peggiore centrodestra d’Europa e di un centrosinistra incapace, correo e comicamente arrogante. Nessuno al mondo sarebbe riuscito a perdere contro questo Berlusconi tramontante. Nessuno, tranne il Pd (e derivati). Se si cercano le colpe, si additino i Boccia e le Bindi. Sono loro che hanno tenuto in vita il Caimano. Mica Grillo. Se “Berlusconi c’è ancora”, le colpe sono delle Bicamerali, dei D’Alema, degli inciuci, dei Mastella, degli indulti, degli scudi fiscali, delle leggi vergogna (mai cancellate), dei conflitti d’interesse (non risolti). Eccetera eccetera. 
Basta però con il passato. Sono d’accordo: inutile continuare a togliersi i sassolini dalle scarpe, non serve a nulla se non a rimpinguare l’ego (di Grillo e non solo). Però quei sassolini ci sono, ragazzi. E più che altro sono macigni. Caduti sui nostri zebedei a tutta velocità. 
 
Il M5S sta perdendo voti. Probabile. Attenti però a confondere il parere (altamente negativo) di chi ha votato il Pd con quello di chi ha votato M5S. Ci sono dei delusi tra questi ultimi, ma sono una minoranza. E – soprattutto – è gente che ha votato Grillo senza sapere chi fosse Grillo. Stupirsi che il M5S non dia la fiducia a Bersani è come stupirsi di una battuta volgare di Enzo Salvi. E’ proprio l’abc del M5S. Il Movimento sta perdendo voti, ma pochi. E più che perderli per il no alla fiducia, li perderà se si andrà al voto a ottobre con questa stessa legge elettorale. A quel punto molti italiani, pur di non riavere il pareggio, si tureranno il naso e voteranno Berlusconi o Renzi (cioè Berlusconi o Berlusconi). Come in Grecia. Allo stato attuale, però, la “irresponsabilità” del M5S è criticata (in massima parte: un 10% di delusi dal M5S c’è) da chi già odiava il Movimento. E’ ovvio che i piddini lo accusino di non avere senso dello Stato (come se i Violante ce lo avessero avuto). Ed è ovvio che una Fiorella Mannoia scriva uno status Facebook (peraltro condivisibile) contro il lassismo di Grillo. Anche la Mannoia, però, non è un’elettrice piena del M5S, bensì una sostenitrice nobile – alla Camera – di Rivoluzione Civile (al punto da donare una sua canzone). Sillogismo per sillogismo, un grillino potrebbe rispondere alla Mannoia che la colpa della situazione attuale è anche sua, perché ha disperso il voto e creduto in un progetto squisitamente confuso e aritmeticamente inutile, che ha “tolto” voti al centrosinistra non garantendo la maggioranza al Senato. Lo vedete? Ognuno tira la coperta dove e come vuole.
 
Quindi che si fa? L’ho già scritto. Per il M5S votare Bersani è impensabile. Non esiste. Nemmeno se dietro Bersani ci sono Gabanelli, Saviano e Mazinga. Se invece il nuovo capo dello Stato (votato con maggioranza centrosinistra e M5S) darà l’incarico a un’altra persona, ne potranno parlare. E’ vero che per il Movimento non conta il nome ma il programma, ma è anche vero che il programma lo fa il nome (anzi i nomi). Un governo a tema, e a tempo, di sei mesi-un anno è l’unica strada (auspicabile: in realtà ce ne sono altre, e vedrete che batteranno quei sentieri polverosi lì). La tregua Pd-M5S si può fare solo con un governo realmente nuovo e sganciato dalle logiche consuete (i Letta e i Franceschini, di grazia, si autoimpongano il silenzio per i prossimi mesi): se non è possibile, si vada al voto. Ma non si dica (sempre) no a prescindere: datti una calmata, Grillo. Allo stato attuale è molto meglio essere un po’ incoerenti ma vivi, che coerentissimi ma pressoché in coma.
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