giovedì 30 maggio 2013

Repubblica fondata su ... cosa?

E' tornato a monitare: Quel primo articolo ebbe grande significato, si discusse moltissimo in Assemblea costituente e si scelse questa dizione anziché l'altra "è una Repubblica dei lavoratori" - ha aggiunto il capo dello Stato -. "Fondata sul lavoro" è qualcosa di più, c'è un principio regolatore cui si devono uniformare tutti gli attori sociali e le rappresentanze politiche... insomma l'art. 1 della costituzione, secondo comma, è attualissimo e dobbiamo essere all'altezza: nulla da dire, assolutamente in linea con le speranze di tutti e se lo dice il Capo dello Stato ci si DEVE credere.. assolutamente.
Ma qui non stiamo parlando delle nobilissime parole del Presidente; qui parliamo di un sistema economico e, soprattutto, finanziario che si basa tutto sul mercato: se va c'è ripresa altrimenti... darsi pazienza. Il punto é esattamente questo. Quando c'è crisi ci sono due entità, Stato e impresa, che hanno il compito di produrre occasioni di crescita .. investendo: in sincronia o meno è un altro discorso, non conta, al momento, quest'aspetto.
Vogliamo velocemente esaminare perchè non accade?
Partiamo dalle imprese:
  1. nel nostro paese c'è sempre stato un capitalismo familistico, supportato dallo Stato con i soldi dei cittadini e mantenuto con commesse spesso inutili; anzi in certi casi, il terremoto in irpinia del 1980, con i soldi dello Stato imprenditori del nord, e non, aprivano capannoni nelle zone terremotate e assumevano .... ma una volta arrivati i soldi, sparivano con il malloppo facendo fallire le aziende e lasciando sul latrico chi, i lavoratori, c'aveva creduto; un altro esempio è l'industria automobilistica che in pratica è sempre stata statale.... in senso lato; gli si facevano ponti d'oro, la storia la sappiamo, vero (anche di com'è andata a finire)? Infine ..... infine quel capitalismo sta tramontando ma non ne nasce uno diverso ma, come sostengono sul fatto quotidiano, sta crescendo un "capitalismo liberista e straccione (colluso con gra parte della politica)" che mal sopporta regole e magistrati e, a partire (lo sostenevo in un precedente post) da almeno un decennio, a spinto affinchè quello che loro chiamano "burocrazia, legacci, lacciuoli, ecc." vengano rimossi .. leggi ilva dove gli appelli affinchè lo Stato nazionalizzi o almeno condoni "le problematiche" connesse al centro siderurgico... insomma lo spaccato di un paese che tende la mano allo Stato ma lo fa da una, presunta, posizione di ricatto (leggi lavoratori buttati in mezzo alla strada) e con essa preme trovando orecchie attente nella politica prontissima ad eliminare i "vincoli" da un lato e altrettanto pronta nell'eliminare quei "privilegi (leggi diritti) dei pochi (leggi lavoratori dipendenti)" che fanno crescere il costo del lavoro con le loro pretese....... e anche in questo hanno manforte dalla UE che nelle sue raccomandazioni sostiene il cosiddetto "allineamento alla produttività (leggi TAGLI AI SALARI) per favorire sempre la condizioni della crescita (sembra un battuta di Crozza, ma non lo è .... tragicamente non lo è...); qualcuno mi spiega come e dove si ottiene crescita se la famiglie non hanno soldi da spendere e se gli imprenditori sono più preoccupati di fare finanza, ed evasione, che di investire?
  2. Stato... bè sappiamo com'è ridotto, grazie al sistema politico venuto avanti dalla caduta del muro di berlino in poi ..... anche se in realtà i mali sono molto più antichi, risalgono all'unità del paese alcuni di essi. Se foss'anche le imprese non ce la facessero ad investire, non è così ma supponiamolo, tocca allo Stato farlo, come? Non ve li ripeto, sono noti; qui però il problema è la volontà politica di farlo: che non c'è perchè si preferisce parassitare la istituzioni sovranazionali pur di mantenere il sistema liberista e mercatista e non potendo contare sulla politica, autorevole, che si fa? Ci si indebita con le banche le quali vengono in aiuto ma essendo ormai piene di titoli pubblici presentano il conto ai politici, che da esse dipendono tramite le fondazioni e altre istituzioni "culturali", che ben si guardano dallo spingere le banche a prestare soldi..... il problema quindi è la politica che ha abbracciato il rigorismo? Si, ma è anche nostra che questa politica continuiamo a votarla..... E' mai possibile che dei burocrati UE, nonostante è acclarato che i presupposti teorici e gli stessi calcoli su cui si basa l'idea rigorista si sono dimostrati ERRATI: é bastato uno studente di una università americana per far cadere il castello di carte, eppure nessuno ne prende atto e tutti continuano a far finta di nulla ... elettori compresi.
Ci illudono che appena usciti dalla procedura di infrazione i soldi appariranno come le varie madonne in giro per il mondo.. non è così: i soldi non ci sono nella misura in cui servono; al massimo arriveranno 500 mln di euro a cui si dovranno affiancare altri 500 "italiani".....  NON i 10/12 mld di euro venduti come fumo negli occhi, tutto qui e .... a partire dal 2014/2015, quando saremo falliti definitivamente e nulla si potrà fare per evitarlo. I giovani? Bè possono mettersi l'animo in pace: il futuro non sarà radioso, per loro....... la crisi se finirà non sarà prima del 2020 e per allora i residui vincoli, leggi quel che resta dei diritti, saranno cancellati e l'eccezione sarà il lavoro indeterminato e non il precariato......
Vogliamo farglielo fare? Ricordate che il governo, questo e quello precedente, hanno sottostimato la recessione: siamo già oltre il 3% e l'anno prossimo scatterà il fiscal compact con i famosi 50 mld di tagli previsti in costituzione ogni anno per 20 anni.. poco rimarrà per investire: é voluto? Certo... salva la politica e salva gli imprenditori.. ma il paese, noi, chi lo salva?
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