venerdì 18 dicembre 2015

Siria, Onu approva risoluzione per negoziati di pace. Nato dà via libera per l’invio di mezzi in difesa della Turchia

dal Fatto Quotidiano del 18 dicembre 2015
Mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione sulla Siria per l’avvio di accordi di pace, la Nato dà il via libera all’invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia “in considerazione della situazione instabile della regione”: l’ennesima tappa del braccio di ferro in atto tra l’Occidente e Mosca sullo scenario medio orientale. Una decisione, quella dell’Alleanza atlantica, che arriva a 24 ore di distanza dal discorso di fine anno di Vladimir Putin, in cui il presidente russo ha minacciato direttamente Ankara, responsabile dell’abbattimento del caccia russo: “L’aviazione turca provi a violare lo spazio aereo della Siria”.
Diversi i toni a New York, dove i rappresentati dei paesi dell’International Syria Support Group, riuniti all’Hotel Palace di Manhattan, dopo trattative serrate, hanno raggiunto un punto di incontro su una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che è stata approvata e prevede l’avvio di negoziati di pace formali tra il governo e l’opposizione. Le trattative tra i rappresentanti dei Paesi che compongono l’International Syria Support Group per proseguire i lavori avviati a Vienna nelle passate settimane sono state lunghe.
Ai colloqui, aperti del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon insieme all’inviato speciale in Siria Staffan de Mistura, hanno partecipato i ministri degli Esteri di numerosi Paesi, tra cui il segretario di Stato Usa John Kerry e il russo Serghiei Lavrov. Oltre alla rappresentante per gli affari Esteri dell’Ue, Federica Mogherini, e al titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, convinto che l’avvio di un processo di transizione in Siria, “se si incamminerà lungo i binari immaginati a Vienna” con la partecipazione dei gruppi di opposizione del regime, “provocherà un cambiamento che inciderà sui poteri attuali di Assad e su una sua uscita di scena”. Gentiloni ha osservato che “la novità di Vienna” è stata di capire che alla fuoriuscita di Assad si può arrivare con il negoziato, anche se nei tre incontri di novembre e dicembre “le posizioni più distanti hanno avuto al centro i rapporti con Damasco”.
di F. Q. | 18 dicembre 2015
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non so se notate la schizofrenia della politica internazionale: da un lato si "battono" per la pace in Siria mentre dall'altra la NATO manda truppe ai confini tirchi per "difendere" un paese che contrabbanda petrolio dell'ISIS, che ha abbattuto un aereo militare russo al confine, pare sia assodato fosse fuori dal territorio turco.
Facciamo un pò geopolitica astratta? Trump eletto negli USA; l'Arabia Saudita assume il controllo dello Yemen, manda via (l'Arabia Saudita è un paese alleato degli americani che finanzia l'ISIS e tutte le frange estremiste sunnite ISIS e Al Qaeda compresi; il classico paese arabo moderato.. un vero paese liberale e democratico come piacciono a noi occidentali) Assad e .... attacca l'Iran. Che accade a sto punto? la Russia, che perde un valido alleato ne rischia di perdere un altro e si ritroverebbe senza sbocco al mare per le proprie risorse che altro può fare se non muovere le proprie forze? Ecco servito un bel piatto: una bella guerra, provocata a occidente ma che coinvolgerà l'intero pianeta.
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