giovedì 21 gennaio 2016

Money, money, money...

Non è un caso che il FMI abbia, dopo aver ribassato le aspettative di crescita planetarie, espresso molte preoccupazioni per l'ennesima problematica posta dai mercati: a Davos l'euforia è solo di facciata ma in realtà sanno che, ancora una volta, sono stati beccati con le mani nella marmellata; o meglio ancora una volta i grossi papaveri delal finanza mondiale, dopo aver investito i soldi nei paesi ad alto rischio (e per loro ad alto profitto), si sono presentati all'incasso con i risultati che abbiamo sotto gli occhi... come nel 2007. Si è vero ci sono altre evenienze (il petrolio che scende a livelli mai visti finora, per l'ennesima guerra, per ora finanziaria, fra arabi e iraniani; le traballanti economie dei cosiddetti paesi "emergenti" ampiamente sfruttati dai suddetti papaveri; ecc.) ma sono di corollario così com'è un corollario i continui crolli cinesi (l'economia reale in realtà va a gonfie vele ma le borse tremano perchè di continuo ci sono vendite su quei mercati.. chissà chi è che vende: scommetto che i cinesi lo sanno come scommetto che chi vende mira a dissanguarli e a spingerli in una situazione di stampo "greco") in borsa. Nossignori qui il problema è il solito: il mercato e la sua incapacità di "regolarsi"..... come ha detto il nostro "lungimirante" capo del governo "il mercato bellezza"; peccato che non ci sono governi che mostrino una real volontà di contrastarlo e, soprattutto, regolamentarlo!!! Avevano ragione economisti come Schumpeter, oggi misconosciuto anche se liberale puro, e Berlin quando mettevano in guardia dagli "spiriti animali di questo totem chiamato mercato".
Ma questo è un aspetto del problema: per quanto ci riguarda maggior danni li fanno i cosiddetti fattori locali meglio identificabili con gli intrecci fra politica e malaffare bancario.... lo scandalo delle popolari è solo la punta dell'iceberg, lo sanno tutti ... tranne i contraenti che vengono allettati con interessi impossibili e irrealizzabili e di cui ne sono stati falsificati i profili. Un vero giro criminale che il governo avrebbe dovuto reprimere duramente garantendo i triffati: cosa non accaduta, anzi a leggere i giornali sembra proprio che solo pochissimi vedranno soldi pubblici a loro tutela e tutti saranno costretti a percorrere la estenuante vicenda giudiziaria con la spada di damocle della prescrizione e di rimanere con un palmo di naso e un pugno di mosche in mano.  La cosa maggiormente disgustosa è che chi ordinava agli operatori bancari di "vedere, vendere, vedere" ben sapeva che erano titoli tossici e quindi si sarebebro rivelati per quel che erano: inutili e mangiasoldi!!!!!
Ma, come ha detto il nostro premier: E' IL MERCATO BELLEZZA!!!!
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