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martedì 27 agosto 2019

Alaska: l'acqua e' cosi calda che i salmoni muoiono in massa

Fonte: No all'Italia petrolizzata
Della grande ondata di caldo in Alaska e in altre parti del mondo in questa estate del 2019 abbiamo gia' parlato, e questa che segue e' solo un triste corollario.

In Alaska si sono reigstrate enormi morie di salmoni; morte di caldo. Le varieta' si chiamano sockeye, chum, e salmone rosa.

Se ne sono accorti per prima i residenti che hanno visto i corpi dei salmoni morti lungo il fiume Koyokuk verso la fine di luglio. E poi sono arrivati i biologi ed altri esperti, fra cui Stephanie Quinn-Davidson, che dirige la commissione pesca per gli indigeni, detta Yukon Inter-Tribal Fish Commission.

Hanno contato circa 850 salmoni morti e hanno stimanto la moria in totale di essere fino a dieci volte tanto.

C'erano lesioni? Parassiti? Infezioni?

Niente. I salmoni avevano anche uova dentri i loro corpi il che vuol dire che erano sani prima di morire.

L'unica conclusione restante e' che l'acqua fosse troppo calda. 

Non era mai successo prima.
Nel Cook Inlet, a sud di Anchorage, le temperature quest'estate sono esplose. I salmoni vivono in alcune di queste acque e i modelli climatici prevedevano modesti aumenti di temperatura per i fiumi. Invece l'annata 2019 ha fatto registrare temperature che si prevedevano per il 2069!

E non c'e' solo solo la calura opprimente.
 
I salmoni sono da sempre in pericolo a causa dell'eccessiva pesca specie nel Canada e nello stato di Washington, sul Pacifico.
 
Le conseguenze si fanno sentire come effetti domino su altre specie. 
 
Le orche mangiano salmone, e sono pure loro specie a rischio di estinzione. 
 
E poi ci sono le decisioni miopi di Donald Trump e dei suoi amici che hanno deciso che daranno silenzio-assenso ad un progetto di estrazione mineraria di rame e di oro nei pressi di una delle zone piu' grandi di ripopolamento dei salmoni in tutta l'Alaska.

E' triste io penso.
Vediamo dove andiamo a finire.

mercoledì 10 luglio 2019

Alaska: temperature record, incendi, visibilita' ridotta, la calamita' dei cambiamenti climatici

Fonte: No all'Italia petrolizzata di Maria Rita D'Orsogna

La situazione in Alaska e' drammatica. Specie se si pensa che si parla di uno stato ai confini, e in qualche tratto pure dentro, al circolo polare artico.

Il Giugno 2019 e' stato disastroso e Luglio non promette di meglio.
Ad Anchorage, una delle citta' piu' grandi, la temperatura e' arrivata a 32 gradi, record mai raggiunto qui. I meterologi prevedono una lunga, lunghissima, ondata di caldo ulteriore.  La temperatura media e' di 24 gradi. Quindi siamo ad 8 gradi in piu' della media.
  
Nel circondario vari incendi che hanno mandato in fiamme foresta boreale, permafrost e tundra. Per paura che arrivino ancora piu' incendi in zona, il 4 luglio non ci sono stati fuochi pirotecnici.

Intanto il cielo di Anchorage, e' carico di fumi dagli incendi, specie dal cosidetto Swan Lake fire che arde da un mese. La visibilita' e' scarsa in una vasta area a sud della citta'. Ci sono quasi 500 pompieri a cercare di estinguere questo incendio, con circa 30mila ettari andati in fiamme. Alle persone sensibili e' stato consigliato di restare in casa.  

Ci sono qui 100 incendi attivi in questo momento.

E infine ci sono alti tassi di scioglimento delle nevi che ha portato anomalie e dannni specie alle popolazioni indigene che dipendono dalla pesca e dalla caccia.

In Alaska.

giovedì 13 giugno 2019

Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2

Fonte: No all'Italia petrolizzata

 

Monday, June 10, 2019
Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2


L'Artico non ce la fa piu e tutti i ritmi immutati da milioni di anni pian piano cambiano senza che nessuno davvero sappia cosa questo significhi.

E' stato il Maggio piu' caldo che mai, con temperature in Russia fino a 29 gradi. In Maggio! Il permafrost in Canada indietreggia di 1 metro al giorno. I livelli complessivi di ghiacci sono
quasi ai minimi storici. Solo nel 2016 ce ne'era di meno.
 
Occorre davvero fermarsi a riflettere su questi numeri perche' fanno paura.

Le informazioni sul permafrost in Canada vengono da un gruppo ricercatori dell'Universita' di Edinburgo che hanno usato dei droni per monitorare in continuo i ghiacci dell'Artico del paese.

Quello che hanno rilevato e' che appunto, il permafrost si disintegra, a un tasso di sei volte superiore rispetto a quanto considerato normale. Nell'arco di 40 giorni nel 2017, la costa era indietreggiata di un metro al giorno.

Il permafrost, o anche la tundra, e' terreno che resta congelata perennemente. Tipicamente funziona da stoccatore naturale di CO2. Ma quando si scioglie o si disintegra, cadendo in mare, iniziano i problemi, perche' questa tundra contiene il doppio della CO2 presente in atmosfera, e dunque amplifica i meccanismi dei cambiamenti climatici.  Oltre a rilasciare CO2 il permafrost rilascia anche metano, un altro gas serra.

E il ciclo continua. In alcuni casi puo' essere che il permafrost inizi ad emettere piu' CO2 di quanto ne assorba.  E' gia' successo in alcune localita' d'Alaska.  E quando il ghiaccio si schioglie, il mare che resta assorbe ancora piu' energia del ghiaccio, portando a cicli sempre piu' estremi.

E la perdita di ghiaccio fa si che le ondate di caldo piu' a sud siano piu' intense, perche i venti polari sono meno forti come riporta l'Arctic Report Card, un documento apposito stilato dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Intanto, i livelli di CO2 sono ai massimi storici: 416ppm, e continuano a crescere. 


Tutto questo nell'arco delle nostre vite, creato dall'uomo.
E' terrificante se ci si pensa bene, e non fa presagire niente di buono.

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