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venerdì 19 luglio 2019

Giugno 2019: il piu' caldo di sempre

Fonte: No All'Italia petrolizzata 



Lo rivela il NOAA, il National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti.

La temperature nel mese di Giugno e' stata di 2 gradi piu' calda della media mondiale di 15.5 gradi Celsius. 

E' il 414-mese che di fila che la temperatura e' piu' alta della media mensile del 20-esimo secolo.

Cioe' se la media del mese di Maggio per il secolo 1900-2000 e' stata X sono 414 mesi che noi la superiamo. 

Si, 34 anni, perche' le temperature sono iniziate ad aumentare a dismisura gia' alla fine del secolo scorso.

Nove dei giugni piu' caldi degli scorsi 140 anni sono stati dal 2010 ad oggi.
Praticamente tutti, ad eccetto che uno.

Le maggiori botte di caldo si sono registrate in Europa, Asia e in Africa. Anche le Hawaii e il golfo del Messico sono state piu' afose del normale. Tutte queste zone sono state piu' calde di sempre.

Le temperature in Francia, Germania, e Spagna sono state anche di 10 gradi piu' alte del normale. In  Francia sono arrivati anche 46 gradi centigradi, mai visti prima.

Anche le temperature del mare sono in aumento, con una media di quasi due gradi in piu' rispetto alla media di 16 gradi centigradi. Siamo al pari con il 2016, l'anno del mare piu' caldo di sempre. 

Secondo il NOAA, il 2019 sara' di certo uno degli anni piu caldi di sempre.

Cosa fare? 

Beh, e' semplicissimo: prendere azioni per fermare le fonti fossili, la ragione primaria di questo disastro; incoraggiare il sequestro di CO2 piantando alberi e foreste e fermando la deforestazione, e controllando le nascite. 

Siamo troppi sul pianeta.
Sara' sempre peggio.

mercoledì 10 luglio 2019

Alaska: temperature record, incendi, visibilita' ridotta, la calamita' dei cambiamenti climatici

Fonte: No all'Italia petrolizzata di Maria Rita D'Orsogna

La situazione in Alaska e' drammatica. Specie se si pensa che si parla di uno stato ai confini, e in qualche tratto pure dentro, al circolo polare artico.

Il Giugno 2019 e' stato disastroso e Luglio non promette di meglio.
Ad Anchorage, una delle citta' piu' grandi, la temperatura e' arrivata a 32 gradi, record mai raggiunto qui. I meterologi prevedono una lunga, lunghissima, ondata di caldo ulteriore.  La temperatura media e' di 24 gradi. Quindi siamo ad 8 gradi in piu' della media.
  
Nel circondario vari incendi che hanno mandato in fiamme foresta boreale, permafrost e tundra. Per paura che arrivino ancora piu' incendi in zona, il 4 luglio non ci sono stati fuochi pirotecnici.

Intanto il cielo di Anchorage, e' carico di fumi dagli incendi, specie dal cosidetto Swan Lake fire che arde da un mese. La visibilita' e' scarsa in una vasta area a sud della citta'. Ci sono quasi 500 pompieri a cercare di estinguere questo incendio, con circa 30mila ettari andati in fiamme. Alle persone sensibili e' stato consigliato di restare in casa.  

Ci sono qui 100 incendi attivi in questo momento.

E infine ci sono alti tassi di scioglimento delle nevi che ha portato anomalie e dannni specie alle popolazioni indigene che dipendono dalla pesca e dalla caccia.

In Alaska.

giovedì 13 giugno 2019

Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2

Fonte: No all'Italia petrolizzata

 

Monday, June 10, 2019
Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2


L'Artico non ce la fa piu e tutti i ritmi immutati da milioni di anni pian piano cambiano senza che nessuno davvero sappia cosa questo significhi.

E' stato il Maggio piu' caldo che mai, con temperature in Russia fino a 29 gradi. In Maggio! Il permafrost in Canada indietreggia di 1 metro al giorno. I livelli complessivi di ghiacci sono
quasi ai minimi storici. Solo nel 2016 ce ne'era di meno.
 
Occorre davvero fermarsi a riflettere su questi numeri perche' fanno paura.

Le informazioni sul permafrost in Canada vengono da un gruppo ricercatori dell'Universita' di Edinburgo che hanno usato dei droni per monitorare in continuo i ghiacci dell'Artico del paese.

Quello che hanno rilevato e' che appunto, il permafrost si disintegra, a un tasso di sei volte superiore rispetto a quanto considerato normale. Nell'arco di 40 giorni nel 2017, la costa era indietreggiata di un metro al giorno.

Il permafrost, o anche la tundra, e' terreno che resta congelata perennemente. Tipicamente funziona da stoccatore naturale di CO2. Ma quando si scioglie o si disintegra, cadendo in mare, iniziano i problemi, perche' questa tundra contiene il doppio della CO2 presente in atmosfera, e dunque amplifica i meccanismi dei cambiamenti climatici.  Oltre a rilasciare CO2 il permafrost rilascia anche metano, un altro gas serra.

E il ciclo continua. In alcuni casi puo' essere che il permafrost inizi ad emettere piu' CO2 di quanto ne assorba.  E' gia' successo in alcune localita' d'Alaska.  E quando il ghiaccio si schioglie, il mare che resta assorbe ancora piu' energia del ghiaccio, portando a cicli sempre piu' estremi.

E la perdita di ghiaccio fa si che le ondate di caldo piu' a sud siano piu' intense, perche i venti polari sono meno forti come riporta l'Arctic Report Card, un documento apposito stilato dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Intanto, i livelli di CO2 sono ai massimi storici: 416ppm, e continuano a crescere. 


Tutto questo nell'arco delle nostre vite, creato dall'uomo.
E' terrificante se ci si pensa bene, e non fa presagire niente di buono.

mercoledì 28 gennaio 2015

Il 2014 è stato per il mondo l’anno più caldo da circa 150 anni. E all’Italia sta andando peggio

Fonte: greenreport.it
Fonte: 24/01/2015 di triskel182
Icn: «L’aumento delle temperature è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000».
Il 2014, secondo quanto documentato da Nasa, Noaa, Japan Meteorological Agency, Met Office Uk e dagli altri grandi centri di ricerca che ogni anno analizzano i dati delle temperature globali,  è stato l’anno più caldo da circa 150 anni, cioè da quando esistono misurazioni delle temperature dell’atmosfera. I 10 anni più caldi mai registrati, con l’eccezione del 1998, sono stati tutti dopo il 2000. Una tendenza globale, che trova però la sua conferma anche lungo lo Stivale. Come spiega l’Italian Climate Network (Icn), un’associazione che raggruppa cittadini, aziende, Ong impegnati nel risolvere la questione climatica e assicurare all’Italia un futuro sostenibile, dice che «anche in Italia il 2014 è stato un anno record e i dati confermano come la nostra penisola si stia scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta».

Uno dei fondatori dell’Icn, Stefano Caserini, docente di mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano e autore del libro “A qualcuno piace caldo”, analizza i dati diffusi in questi giorni e sottolinea che «questi nuovi record segnano l’ennesima smentita delle tesi negazioniste che negli ultimi anni hanno ripetuto che il riscaldamento globale si era fermato. Avevamo detto che non era così e ora c’è la conferma ufficiale. Archiviamo dunque il negazionismo climatico come abbiamo fatto per quello sui danni del fumo delle sigarette e impegniamoci seriamente e con decisione per ridurre drasticamente le emissioni dei gas climalteranti».
Tornando ai dati del  nostro Paese, i ricercatori dell’Icn spiegano che «l’aumento delle temperature in Italia nel 2014 è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000; rispetto a questo stesso periodo il riscaldamento medio globale nel 2014 è stato di circa 0,46°C. È normale che in un territorio più piccolo la variabilità sia più elevata e quindi ci siano massimi di temperatura più elevati, ma la tendenza del riscaldamento globale per l’Italia è una volta e mezzo quella delle media delle terre emerse e il doppio di quella di tutto il pianeta, mari compresi».
Per Caserini, «non c’è dubbio che la causa del riscaldamento globale siano le emissioni dei gas climalteranti delle attività umane. Ormai su questo la comunità scientifica ha raggiunto un consenso vastissimo. Siamo ampiamente fuori dalla variabilità naturale del clima; il clima cambia velocemente e le attività umane, in particolare la combustione dei combustibili fossili, ne sono la causa principale negli ultimi decenni, come riportato dall’ultimo rapporto Ipcc. Ma una buona notizia c’è: se la situazione del clima è sempre più preoccupante, numerosi studi dimostrano che è possibile ridurre le emissioni senza danneggiare il sistema economico,  in diversi casi addirittura con molti guadagni. Le azioni da mettere in campo sono molteplici e la principale è riuscire a lasciare sottoterra tre quarti dei combustibili fossili conosciuti».
Caserini conclude: «Le politiche sul clima devono diventare uno dei pilastri di un nuovo modello di sviluppo del nostro Paese. Da subito perché il riscaldamento globale continua a crescere mentre siamo impegnati a rispettare il patto di stabilità e a riscrivere la legge elettorale».
p.s.
questa mi sembra la vera notizia da registrare....... perchè hai voglia di parlare e straparlare di crisi, deficit, e altro ma quando il "proprietario (GEA)" decide di sfrattare i suoi 6, e rotti, mld di occupanti son dolori seri.....

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