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martedì 25 giugno 2019

I ghiacci in Groenlandia si sciolgono. Aspettiamo uno tsunami per preoccuparci?

Fonte: Il Fatto Quotidiano Ambiente & Veleni | 24 Giugno 2019 

Ha fatto il giro del mondo la foto della slitta tirata da cani che viaggia in mezzo all’acqua in Groenlandia, dove prima c’era uno strato di ghiaccio. Contemporaneamente, il National Snow and Ice Data Center ha diffuso i dati di un improvviso aumento della velocità di fusione del ghiaccio in Groenlandia. Cosa sta succedendo? Ci dobbiamo preoccupare?
La risposta è che sì, ci dobbiamo preoccupare, anche se non per questo evento in particolare. La perdita di ghiaccio in Groenlandia del 17 giugno è stata di circa 4 Gt (gigatonnellate, ovvero miliardi di tonnellate). E’ stato un fenomeno anomalo, certamente, ma simili perdite si erano già viste nel 2012, anche se non così presto nella stagione estiva. Possiamo comparare questo dato con la massa totale della calotta di ghiaccio della Groenlandia che si stima come 2,5 milioni di Gt. Ovvero, la perdita di un giorno è stata circa un milionesimo del totale. Sappiamo che ci vuole la fusione di circa 400 Gt di ghiaccio per alzare il livello del mare di un millimetro e, secondo un articolo recente, la perdita totale di ghiaccio dalla Groenlandia dal 1972 a oggi ha contribuito per circa 14 millimetri. E’ chiaro che a questi ritmi non rischiamo di vederci arrivare addosso uno tsunami a breve scadenza.
Ma, come dicevo, c’è comunque da preoccuparsi. Sapete la storia di quello che era caduto dal 20esimo piano di un palazzo? Pare che le sue ultime parole prima di schiantarsi sul marciapiede siano state “fin qui, tutto bene”. Con il cambiamento climatico è un po’ la stessa cosa. Fin qui, tutto bene: per ora non sta succedendo niente di spaventoso in Groenlandia o altrove. Il problema è se prima o poi andremo a schiantarci contro l’equivalente climatico di un marciapiede.
E’ certo che la calotta di ghiaccio della Groenlandia si sta fondendo per effetto del riscaldamento globale e non solo, e si sta fondendo a ritmi sempre più rapidi. Se la calotta sparisse completamente causerebbe un aumento medio del livello dei mari di almeno 6 metri. Questo per non parlare della possibilità della fusione dei ghiacci antartici: in quel caso si parla di qualcosa come 60 metri di aumento del livello del mare.
Qualcosa del genere potrebbe davvero succedere? Non è impossibile: la Terra è stata priva di calotte glaciali per lunghi periodi nella sua storia passata, quelle attuali hanno cominciato a formarsi qualche decina di milioni di anni fa. Non che oggi ci aspettiamo di vedere sparire di nuovo le calotte glaciali a breve scadenza, ma sappiamo che la liquefazione del ghiaccio alla base della calotta ha un effetto lubrificante che fa fluire il ghiaccio più velocemente, generando perdite ben più importanti di quelle che derivano dalla fusione superficiale. Se le calotte dovessero subire una perdita considerevole del loro volume nei prossimi decenni, le conseguenze sarebbero spaventose: perdita di suolo fertile, migrazioni di massa, abbandono dei porti e delle città costiere e altri effetti, tutti spiacevoli.
Nessuno può dire quando la fusione dei ghiacci continentali potrebbe cominciare a farci gravi danni, anche se possiamo ragionevolmente sperare che non succeda niente in tempi brevi. Ma l’accelerazione del cambiamento climatico la vediamo non solo con i ghiacci continentali ma in tutti i campi, in particolare con le temperature medie terrestri. L’ondata di calore che ci sta arrivando addosso in questi giorni è solo un altro episodio di un processo in continuo movimento.
Con il riscaldamento globale, abbiamo messo in moto forze gigantesche che si stanno cominciando a manifestare e che si manifesteranno sempre di più nel futuro. Ma, per il momento, continuiamo a pensare che i nostri piccoli litigi quotidiani siano più importanti. L’episodio di fusione dei ghiacci di giugno è apparso brevemente sui media ma è stato subito dimenticato. Dovremo aspettare che ci arrivi veramente addosso uno tsunami prima di renderci conto dei danni che stiamo facendo?
Ambiente & Veleni | 24 Giugno 2019

giovedì 13 giugno 2019

Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2

Fonte: No all'Italia petrolizzata

 

Monday, June 10, 2019
Artico: il Maggio piu' caldo che mai, 29 gradi in Siberia, il permafrost che indietreggia, sfonda la CO2


L'Artico non ce la fa piu e tutti i ritmi immutati da milioni di anni pian piano cambiano senza che nessuno davvero sappia cosa questo significhi.

E' stato il Maggio piu' caldo che mai, con temperature in Russia fino a 29 gradi. In Maggio! Il permafrost in Canada indietreggia di 1 metro al giorno. I livelli complessivi di ghiacci sono
quasi ai minimi storici. Solo nel 2016 ce ne'era di meno.
 
Occorre davvero fermarsi a riflettere su questi numeri perche' fanno paura.

Le informazioni sul permafrost in Canada vengono da un gruppo ricercatori dell'Universita' di Edinburgo che hanno usato dei droni per monitorare in continuo i ghiacci dell'Artico del paese.

Quello che hanno rilevato e' che appunto, il permafrost si disintegra, a un tasso di sei volte superiore rispetto a quanto considerato normale. Nell'arco di 40 giorni nel 2017, la costa era indietreggiata di un metro al giorno.

Il permafrost, o anche la tundra, e' terreno che resta congelata perennemente. Tipicamente funziona da stoccatore naturale di CO2. Ma quando si scioglie o si disintegra, cadendo in mare, iniziano i problemi, perche' questa tundra contiene il doppio della CO2 presente in atmosfera, e dunque amplifica i meccanismi dei cambiamenti climatici.  Oltre a rilasciare CO2 il permafrost rilascia anche metano, un altro gas serra.

E il ciclo continua. In alcuni casi puo' essere che il permafrost inizi ad emettere piu' CO2 di quanto ne assorba.  E' gia' successo in alcune localita' d'Alaska.  E quando il ghiaccio si schioglie, il mare che resta assorbe ancora piu' energia del ghiaccio, portando a cicli sempre piu' estremi.

E la perdita di ghiaccio fa si che le ondate di caldo piu' a sud siano piu' intense, perche i venti polari sono meno forti come riporta l'Arctic Report Card, un documento apposito stilato dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Intanto, i livelli di CO2 sono ai massimi storici: 416ppm, e continuano a crescere. 


Tutto questo nell'arco delle nostre vite, creato dall'uomo.
E' terrificante se ci si pensa bene, e non fa presagire niente di buono.

venerdì 18 gennaio 2019

La Groenlandia che si scoglie piu' velocemente che mai

Fonte: No all'Italia petrolizzata Thursday, December 27, 2018

La Groenlandia si scioglie a ritmi mai visti prima, e vince ogni record per la perdita di massa di ghiaccio che finisce nei nostri mari.

Ogni anno, secondo un recente studio pubblicato su Environmental Research Letters e condotto da un team di scienziati dagli USA, Cile, Canada, Norvegia e Olanda dalla Groenlandia, arriva in oceano l'equivalente un millimetro in piu' di innalzamento dei livelli del mare, solo dalla Groenlandia.

Lo scioglimento delle nevi di questa isolona danese e' piu veloce di piu' di quanto sia mai stato negli scorsi 7,000 anni, i tempi a noi accessibili per studio e paragone.

Ci sono qui in totale 650,000 metri cubi di ghiaccio che si sciolgono a ritmi  50% piu' veloce che in tempi pre-industriali. 

Uno dira': e' solo un millimetro, ma questo vuol dire che in dieci anni avremo un centimetro di innalzamento dei livelli del mare dalla sola Groenlandia.

Ovviamente non c'e' solo la Groenlandia.

Secondo la NASA in totale ogni anno i livelli del mare si innalzano di 3 millimetri in totale. I ghiacciai, dall'Artico, dall'Antartico, si sciolgono e l'acqua allo stato liquido occupa piu volume che allo stato solido.  Il tutto procede a ritmi galoppanti.

La Groenlandia (e l'Artico) sono le regioni piu' fluide, ma anche l'Antartico contribusce. Anzi, e' considerata una bomba inesplosa, nel senso che gli effetti sono piu' lenti, per cui il futuro sara' peggiore del presente.

Per ora i numeri sono i seguenti:

Artico: 447 miliardi di tonnellate di ghiacchio in meno -- 14,000 tonnellate di acqua in piu' per secondo, dal 2005 al 2015, almeno.  Fra il 1986 e il 2005 il tasso era di 5,000 tonnellate al secondo.
Per cui la perdita di ghiaccio dall'Artico si e' triplicata dal 1986.

Antarctico: 219 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno ogni anno dal 2012 al 2017.

In totale: ogni anno perdiamo 666 miliardi di tonnellate di ghiaccio dai poli terrestri.

Lo scioglimento continua anche nei mesi invernali perche' le onde dell'oceano Atlantico, dovute a forti venti invernali, sono in realta' calde abbastanza da far sciogliere il ghiaccio. Le acque calde entrano cosi' nei fiordi e vicino ai ghiacciai sciogliendo anche le nevi in profondita'.  

E questo e' solo l'inizio. Ovviamente non sappiamo niente delle dinamiche future: se tutto questo scioglimento attuale accellerera' ancora quelli futuri, se ci saranno effetti domino e se tutto procedera' a ritmi ancora piu' devastanti.

Intanto, il resto del pianeta sembra non preoccuparsene, finche' un giorno sara' troppo tardi.

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