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giovedì 19 novembre 2015

Attentati Parigi: la strage, il silenzio e lo sgomento (Andrea Scanzi)

Attentati Parigi: la strage, il silenzio e lo sgomento (Andrea Scanzi)
Post n°3595 pubblicato il 19 Novembre 2015 da ninograg1

Tag: 5 Stelle, Al Qaeda, Assad, Belpietro, Bergonzoni, Blair, blog, Crozza, Hollande, Moni Ovadia, Parigi, politica, santanchismo, terrorismo

19/11/2015 di triskel182
Silenzio. Finora non ho detto né scritto nulla sui fatti di Parigi. Me lo avete chiesto di continuo (grazie), ma ho preferito deliberatamente il silenzio. Karl Kraus, in quel capolavoro inaudito che è “Gli ultimi giorni dell’umanità”, notava con toni satirico-allucinati come la Prima guerra mondiale non avesse indotto l’umanità a riflettere di più. Al contrario: tutti avevano un’opinione e dovevano esternarla, generando un cicaleccio inutilmente assordante come la coda della deandreiana La domenica delle salme.
Provo quasi invidia per chi, un attimo dopo la strage, aveva già un parere. O addirittura una soluzione. Ovviamente era quasi tutta gente che non sa nulla, ma proprio nulla, di Abu Bakr al-Baghdadi, di sciiti e sunniti, delle mirabili analisi di Zack Beauchamp, della guerra civile in Siria e del suo sconfinamento inIraq. La stessa rivalutazione (a casaccio) delle capacità “profetiche” di Oriana Fallaci è stata tanto colpevole quanto puerile. E neanche riseco, come lavacro della coscienza, a farmi bastare un avatar col tricolore francese. Beati voi: a me non riesce, non mi viene. So che siete sinceri e senz’altro sbaglio io. Come ha scritto qualcuno – mi pare si chiamassero Gaber e Luporini – mi volto indietro e quel che provo (e trovo) è questo: “Io come uomo posso dire solo ciò che sento/ cioè solo l’immagine del grande smarrimento (..) Di fronte al terrorismo e a chi si uccide c’è solo lo sgomento”. A volte, prima di parlare, occorrerebbe stare zitti (questa arriva tardi, ma arriva).
I due poli. Il dibattito, soprattutto nell’immediato, non pareva contemplare qualcosa che fosse diverso dal pacifismo tout court, che fa tanto sinistra flowerpower peace and love, oppure dal rutto becero guerrafondaio di chi si compiace nel cavalcare gli istinti peggiori dell’uomo. Impossibile una via di mezzo: uno spazio serio di dibattito. Dire (da qui) che Hollande ha sbagliato a dichiarare guerra è molto comodo, ma se la strage fosse accaduta in Italia avrei probabilmente voluto anch’io una reazione analoga. Quantomeno nell’immediato. E non sono certo un guerrafondaio. (Anche per questo, spesso, è meglio stare zitti. Studiare. Riflettere. Per non pentirsi di quello che si è appena detto).
L’odio e Bergonzoni. Allo stato attuale, dopo lo studio e la riflessione, le lacrime e lo smarrimento, il mio stato d’animo si attesta dalle parti del marito della donna uccisa al Bataclan. Era sua moglie, ma non per questo – così ha scritto – i terroristi avranno il suo odio. E’ una lettera bellissima, come lo è l’ennesimo guizzo di genio di Alessandro Bergonzoni, che stamani trasforma sul Fattol’invocazione “O Dio Onnipotente credo in te” in un oltremodo misericordioso – e dunque utopico – “Odio onnipotente/ Non credo in te!/ ma non ti farò una guerra spietata”. Ieri ho goduto delle parole di Moni Ovadia a Ballarò quasi che fossero un balsamo per l’anima, e persino Salvini – quasi mai condivisibile ma certo non stupido – per una volta è stato zitto e ha incassato il colpo. Mi tornano, una volta di più, le parole di Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”. Per meglio dire: torniamo umani. O addirittura diventiamolo: una volta per tutte.
Sì, ma la guerra serve? Tutto questo però non è una risposta politica o strategica, ma emotiva: l’unica possibile, per noi che non abbiamo ruoli di governo. Difendere la propria umanità, ove ammesso che sia presente, dovrebbe essere il nostro orizzonte quotidiano. Poi però uno si chiede: la guerra servirebbe? In primo luogo siamo già in guerra. L’Occidente la fa da decenni in Medioriente, con risultati quasi sempre disastrosi. Un certo Tony Blair, professione “macellaio ilare della sinistra” (per questo piace a Renzi), con una decina di anni di ritardo ha ammesso che la guerra in Iraq era sbagliata, e che proprio la guerra ha permesso allo Stato Islamico di germogliare. Tutto vero, ma ora cos’è cambiato? Semplice: adesso la guerra è alle nostre porte. E dunque ci interessa molto di più. Finora l’Europa era stata quasi sempre salvata, a parte Madrid e Londra più di dieci anni fa. Esprimere solidarietà agli Stati Uniti, dopo l’11 settembre, era facile da lontano. Con la mattanza di Charlie Hebdo è cambiato tutto. E ora che il Giubileo sta per cominciare, scopriamo di colpo quanto la nostra vita sia smisuratamente labile.
Crozza Paradox. Ieri Maurizio Crozza ha coraggiosamente sottolineato come tanti italiani si riempiano la bocca (e la bacheca) di slogan tipo “Je suis Paris”, ma poi non glie n’è mai fregato nulla delle morti lontane. Insomma: ipocrisia. Pensate ai curdi: vengono massacrati da decenni, ma non mi risultano fiaccolate nostrane. Di curdi e peshmerga si parla solo adesso perché ora all’Occidente d’improvviso fanno comodo, visto che in Iraq e Siria gli “stivali sul terreno” ce li mettono loro (e stanno” “dalla nostra parte”). Crozza ha ragione, ma è sempre stato così: i morti non sono tutti uguali. Non solo perché alcune morti sono salvifiche (esempio: Hitler) ma anche perché il morto più vicino è più morto degli altri. Perché? Perché il morto vicino che ci ricorda la nostra morte. Spesso, più che compassione, la nostra è egoistica – ma umanissima – paura di morire.
“E’ colpa dell’Occidente”. Certo che lo è, ma dirlo non aiuta a risolvere il problema. Non del tutto. Saddam Hussein, per lungo tempo, agli Stati Uniti ha fatto comodo. La Francia è intervenuta in Siria contro il despotismo di Assad, finendo però col fare il gioco dell’Isis (e dando addirittura ragione a Putin, che infatti adesso in Francia – e non solo – è tornato di moda). Anche l’Italia resta equivoca: che rapporti ha Renzi con gli emiri, che ha riverito anche di recente in alcuni dei suoi viaggi tragicomici? Ed è proprio necessario vendere altri caccia Eurofighter al Kuwait per 8 miliardi con la compartecipazione di Governo e Alenia (cioè gruppo Finmeccanica), con la scusa che “il Kuwait è nostro alleato e pure moderato”? Esaurite l’analisi e l’autoanalisi atte a individuare il colpevole, resta il problema di fondo: che fare concretamente? Bombardare? Non reagire? Azzerare i finanziamenti (a chi? All’Isis, che i soldi se li procaccia benissimo già da solo col suo autogoverno)? Oppure, come sento ripetere ovunque come un mantra, “Operare con un’attenta intelligence?” (che vuol dire, di grazia?). Io non ho soluzioni, ma mi fanno un po’ sorridere quelli che alla mattanza reagiscono prendendosela con Belpietro (che resta Belpietro: lo scoprite adesso?) o invocando la misericordia. E’ un atteggiamento che va certo perseguito come esseri umani, ma se foste governanti cosa fareste? Vale anche per i 5 Stelle, che hanno avuto il merito di attendere prima di dare una risposta – per il frastuono inutile bastavano Fiano e Luttwak – ma che hanno poi dato risposte eticamente accettabilissime ma concretamente fumose.
E l’Italia che farà? Neanche l’Italia lo sa ancora. E’ ovvio che, appellandosi all’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona, la Francia non chiede all’Europa soltanto “un appoggio morale”, come tartagliava un po’ pateticamente ieri il rutilante Gentiloni a Otto e mezzo(mamma mia, in che mani siamo). La Francia ci chiede di intervenire militarmente. Magari non con nuove milizie a terra, ma verosimilmente intensificando le attività aeree e di informazione. Al momento la Francia è parsa comprensibilmente confusa e drammaticamente impreparata sul fronte dell’intelligence, ambito – per quanto possa sembrare assurdo – in cui invece l’Italia sa eccellere.
Purtroppo siamo abituati a fronteggiare terrorismo e malavita organizzata. E questo ci ha tenuto allenati. Gli stessi Servizi Segreti, quando non deviati, non sono privi di eccellenza. Resta però il quesito dirimente: che fare concretamente? Renzi è un politico imbarazzante quando si occupa di politica interna, di questione morale, di economia. E ha pure una “classe dirigente” che fa quasi sempre pena. E’ un disastro e si sa. In questi giorni, almeno per ora, sta però usando toni equilibrati e ponderati. Ha giustamente tirato per le orecchie il ministro Pinotti (sì, la Pinotti è un ministro), che aveva straparlato di bombardamenti, e lui stesso sarà terrorizzato all’idea di dipendere da Gentiloni. E’ una fortuna – se non altro – che oggi al governo non ci sia un premier guerrafondaio (Berlusconi, Salvini). Renzi sta prendendo comprensibilmente tempo. Forse perché è sgomento pure lui, forse perché un intervento armato non sarebbe elettoralmente redditizio. Non è dato sapere. Ma è già qualcosa.
Il santanchismo. Gli attentati parigini, pensati e commessi – giova ricordarlo – da terroristi ritenuti “troppo eccessivi” persino da Al Qaeda, hanno ovviamente ringalluzzito le carampane querule dell’ignoranza. Sono in servizio permanente in tivù, possibilmente da shampiste fraintese per giornaliste. Straparlano genericamente di musulmani, dimenticando per esempio che l’uomo che ha evitato la strage allo Stade de France era musulmano. O che il 95% delle vittime del sedicente Stato Islamico è a sua volta islamico. Di fronte alle tragedie e alle paure, gli avvoltoi dell’odio sono i primi a volare. Per questo sarà dura non cedere alla rabbia e all’odio. Ma occorre provarci. Anzi riuscirci.
P.S. Qualche caso umano, che non cito perché “se gli sputo li profumo”, ha colto l’occasione in questi giorni per spalare merda su Emergency. E’ gente così repellente, intendo non solo fisicamente, che perfino la repellenza si vergogna di albergare in loro. Io, per quel che vale, trovo che essere connazionale di Gino Strada sia una cosa bellissima. E ne vado fiero.
Da ilfattoquotidiano.it
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/18/attentati-parigi-la-strage-il-silenzio-e-lo-sgomento/2231029/

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SOLO DUE PAROLE: SCANZI SEI UN GIGANTE!!!!
In poche righe hai messo a nudo tutta l'ipocrisia che ascoltiamo dopo ogni attentato o fatto grave di cui i media ci portano a conoscenza.....

giovedì 28 agosto 2014

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 28 agosto 2014
Il settimanale economico britannico titola: "Quella sensazione di affondare (di nuovo)". E, nell'editoriale, spiega che "l’euro potrebbe essere condannato" se i leader dei maggiori Paesi "non riusciranno a trovare il modo di rimettere a galla l’economia". Quanto a Draghi, l'unico che nella foto tenta di salvare la barca, "nonostante i suoi sforzi la politica monetaria e fiscale è troppo restrittiva"
Una barchetta fatta con un banconota da 20 euro che rischia di affondare. A bordo Matteo Renzi che tiene in mano un gelato e davanti a lui, a prua, Francois Hollande che scruta l’orizzonte e una soddisfatta Angela Merkel. A poppa, Mario Draghi che cerca di svuotare lo scafo dall’acqua che lo sta sommergendo. E’ la copertina con cui l’Economist lancia l’allarme sui nuovi rischi per l’economia dell’Unione e la stabilità dell’euro, dopo “l’illusione” di essere riusciti a superare la tempesta. “Nelle ultime settimane i paesi dell’eurozona hanno ricominciato a fare acqua”, scrive il settimanale economico nell’editoriale che dà il titolo alla copertina, “Quella sensazione di affondare (di nuovo)”. “Se Germania, Francia e Italia non riusciranno a trovare il modo di rimettere a galla l’economia dell’Europa, l’euro potrebbe essere condannato”, avvisa il giornale britannico. “Le cause profonde dei nuovi malanni dell’Europa sono tre problemi ben noti e correlati” scrive l’Economist, riferendosi alla mancanza di leader con il “coraggio per le riforme”, ad un’opinione pubblica ancora non “convinta della necessità di cambiamenti radicali e ad un “sistema monetario e di bilancio troppo rigido”. Mali che vengono “drammaticamente rappresentanti dalla Francia” di Hollande, scrive l’Economist, che ha parole molto severe per il presidente francese. Mentre concede ancora un’apertura di credito a “Renzi che ha coraggiosamente spinto per drastiche riforme”, pur “ancora comunque da portare a termine”. Quanto a Draghi, “nonostante i suoi sforzi la cornice di politica monetaria e fiscale è troppo restrittiva e soffoca la crescita”.
p.s.
e cosa mai vuoi aggiungere quando si supera anche il limite del ridicolo?

giovedì 10 maggio 2012

PD (-L) SI? PD (-L) NO? Non c'é storia....

Mentre scrivo questo post passano le immagini e le parole di Servizio Pubblico che ci danno uquadro del paese inquietante, a dir poco..... eppure sono anni che vediamo persone alla chiusura dei mercati che rovistano nella spazzatura, o sbaglio? son anni che operai vengono espulsi dalla fabbriche, e noi facciamo finta di non vedere, o mi sbaglio? Ma solo ora ne prendiamo atto, ve lo siete chiesto il perché? Io una risposta ce l'ho: perché in questi anni la crisi ci ha direttamente toccato, nel nostro piccolo particulare... piccoli mondi che ora sbattono contro la durezza della realtà. Poche Cassandre, come il sottoscritto, dicevano "occhio che arriva" ma si veniva tacciati di disfattismo, di essere "comunisti", di badare ai fatti propri ecc., vero? Bé ora ci siamo: la crisi é arrivata, c'é e morde: ma le tasse, come le bollette ecc., arrivano e vanno pagate così come gli affitti e i mutui e come si fa a farlo se non si hanno soldi nemmeno, pur lavorando, per pagarle? Chi é che mette l'accento su queste realtà degli attuali partiti? A mia conoscenza, nessuno....... e a voi tutti cosa risulta? L'unico che vi accenna di continuo é Grillo (ma è retorico, demagogico, populista, casinaro, sa di comico .... analisi tranchant e tropa puzza sotto al naso); qualche volta ne parla Vendola (ma é comunista e mira ad entrare in Parlamento ... vero); altrettanto spesso ne parla Di Pietro (ma é dipietro quindi é uno del partito dei magistrati ...... che significa?): quindi che bisognerebbe fare? Aspettare la crescita salvaguardando le imprese (come vuole il contabile ora al potere)? Spingere sulla domanda (come vorrebbero gli ultimi dinosauri keynesiani puri come Krugman, premio nobel per l'economia, in una intervista)? Belle domande, ma chi sa la rispsota giusta? Ci si potrebbe fare un bel quiz e scommetterci sopra, però .... però la realtà é lì, sempre lì, e per l'attualità che facciamo? Aspettiamo o ..... cominciamo a dare una spuntatina ai sepolcri imbiancati attualmente occupanti il Parlamento? La spuntatina c'é stata mi pare ma evidentemente non basta, come dimostrano i fatti reali che sono sempre lì di cui accennavo prima ..... non potrebbe essere che dovremmo importare qui un qualsiasi Hollande per risollevarci almeno un pò? O, meglio, a qualcuno non viene in mente che ha ragione Aquilino Morelle? E' stato il guru della vittoria di Hollande e oggi, in una intervista, sul fatto quotidiano (10/5/2012), concessa a Telese da una risposta che mi ha colpito: mi ha colpito a tal punto che per tutto il giorno mi é ritornata nella testa; andiamo per ordine: Telese chiede: "Lei sa che anche per il PD(-L) italiano molte di queste parole d'ordine (con cui hanno vinto, nota mia) sarebbero insostenibili? A. Morelle vi risponde: Lo so. Ma noi socialisti francesi siamo sicuramente alla loro sinistra" ..... chiaro? Avete ben chiaro cos'ha detto in così poche parole? I socialisti francesi, da sempre più liberali che biecamente marxisti, più a sinistra del PD(-).. una tranvata; una sconfessione completa e senza fraintendimenti possibili i nostri "democrat" per la proprietà transitiva sono alla loro ...... destra: incredibile scoperta che fa il paio con quella dell'america di Colombo!!!!! Nessuno prima ci aveva pensato, vero? Quella che noi pensavamo fosse "sinistra" scopriamo essere "destra" o meglio sinistra liberista (e berlusconiana); come dargli torto se lo stesso giornale in altra pagina riporta la 184° intervista di D'Alema nella quale sostiene, con fervore, che bisogna perseguire l'alleanza con il centro "moderato" di Casini? Qui due son le cose: o siamo tutti una manica di idioti e i nostri liberisti di sinistra sono gli unici ad aver capito qualcosa o questi qua non riescono a intendere e intercettare la realtà e continuano a ..... vedere asini che volano. Si può votare, ancora una volta, per questi qua? Ci sarebbe quasi da dire: fermate il mondo voglio scendere se non fosse che... il mondo si é fermato e a scendere non siamo noi ma ....... il mondo.




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