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giovedì 20 gennaio 2011

Ci sono valori comuni......

Lo dice il Capo dello Stato e avrebbe ragione se fossimo in una situazione nella quale i partiti, i cittadini e le associazioni collaterali della cosiddetta società "civile" si legittimassero e riconoscessero reciprocamente su un terreno comune che di solito sono i valori ascrivibili nella Carta Costituzionale; invece dal '92 in poi una parte tira la coperta e demolisce sistematicamente proprio la Carta Costituzionale e se ne costruisce una propria "materiale" connessa ad una legislazione tutta tesa sia a eliminare gli ostacoli per la successiva presa del potere sia a creare le giuste condizioni affinché l'utilizzatore finale, seriale o meno, sia messo al riparo da sorprese giudiziarie successive per le tante magagne che ha sul proprio curriculum vitae ... obiettivo naturalmente pienamente raggiunto; e poi c'é l'altra parte (che é la maggior responsabile dell'attuale situazione perché é proprio questa parte che si é innamorata del modello liberista - dove lo Stato "é" il problema come diceva quel sincero democratico di Ronald Reagan amico della Thatcher e, perché no, di tipini altrettanto democratici come Pinochet e co.- e di parole quali "liberalizzazioni, modernizzazioni, ecc." auspicando, con l'adozione di un sistema elettorale pasticciato come il mattarellum, l'alternanza al governo) che condivide sia il quadro generale che l'orizzonte politico economico con gli avversari: e non solo dato che, avendo sottovalutato proprio l'avversario, proprio dal sistema messo su ne é stata prima svuotata e poi schiacciata perdendo in poco tempo anima ed elettori e lasciando senza rappresentanza un buon terzo del paese. E' vero che "pecunia non olet" e quindi "l'abbiamo una banca" farebbe gola a chiunque; é anche vero però che, mentre la controparte si rafforzava e si costruiva uno zoccolo (...) duro elettorale e sociale con il quale creava un circuito vizioso basato soprattutto sull'impunità fiscale, la parte in parola si adeguava con gioia al pensiero unico, debole e fluttuante del partito liquido che tanto assomigliava ai partiti di notabili di inizio '900 che furono i primi responsabili dell'avvento del fascismo nel ventennio successivo. Quest'appiattimento li ha resi prigionieri di se stessi bloccati davanti a uno specchio a rimirarsi perennemente mentre da sotto il golem cui hanno contribuito allegramente li distruggeva pezzo dopo pezzo. E mentre una si fa sempre più aggressiva e autocratica (sul modello putin) l'altra mimava i liberali d'antan facendosi cogliere sempre impreparata e divisa; mentre una, sentendosi al di sopra di tutto e tutti, si scatena esplorando tutto l'orizzonte senza alcun limite (dalla p3 al bunga bunga passando per tangenti ecc.) l'altra chiede, piuttosto sommessamente, le dimissioni ma svicola, perché ci perderebbe, quando si sente odore di elezioni; l'una tiene ferma un intera nazione l'altra si crogiola in una opposizione sterile e autocompiacente che calcola, sbagliando, di far cuocere l'avversario nel proprio brodo: dimenticando che l'avversario in questo pantano ci sguazza e ci vive quindi é nel suo elemento naturale mentre gli altri vi si arenano. Oggi sul fatto quotidiano c'era una illuminante intervista a Zagrebelsky (sui cui saggi mezz'italia, sottoscritto compreso, c'ha studiato e riflettuto) nella quale si leggeva chiaramente la completa sfiducia in una alternativa credibile ma soprattutto la presa d'atto che, essendo arrivati all'atto finale della tragedia, senza una prova di forza era quasi impossibile dare una scossa al sistema; ciò significa che sia una parte che l'altra potrebbero forzare la mano e andare allo scontro non solo in Parlamento ma anche nelle piazze..... e mentre ce li vedo nel farlo quelli della destra autocratico/populista visto che dalla confusione hanno tutto da guadagnarci ce li vedete voi quelli del pdmenoelle a fare attacchi parlamentari affondando il coltello nella piaga e chiamare la gente in piazza? E chi ci va? Che seguito hanno fra i ceti che storicamente erano "loro" e che ora sono senza rappresentanza o votano Lega? Ha ragione Signor Presidente della Repubblica, ci sono valori comuni.... ma non sono i loro.

mercoledì 4 febbraio 2009

Englaro SENATORE A VITA. FIRMIAMO LA PETIZIONE

Affari italiani ha pubblicato una lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana Napolitano di Enrico Andreoli che chiede al Capo dello Stato di nominare SENATORE A VITA il papà di Eluana Englaro; per dimostrare a questo uomo coraggioso che non ci si è dimenticati della sua battaglia laica e di civiltà ma soprattutto perchè dopo gli insulti e le minacce quest'uomo è stanco e provato e l'Italia democratica a laica deve essergli vicino e provargli che non è solo.La testata giornalistica ha aderito alla iniziativa con entusiasmo.Karamazov, il mio blog, pure vi aderisce. Perchè? Perchè è ora di dire basta con questa lotta ideologica e tutta protesa a far ripiombare il nostro paese in un'oscurità medievale dove la paura la fanno da padroni e dove diventa fondamentale, per fare e pensare qualunque cosa, l'imprimatur di una minoranza integralista che in nome di assoluti, non provati nè condivisi da tutti, imperativi decidono dei destini dell'individuo fin nei suoi diritti irrinunciabili e personali: per inciso la nostra Costituzione oltre a riconoscere e garantire a tutti i diritti della persona senza distinzione di sesso, religione ecc. stabilisce che

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

più chiaro di così
AGGIORNAMENTO DA UN QUOTIDIANO ODIERNO
“Quando Eluana non ci sarà più, rientrerò in una dimensione umana, perchè finora ho vissuto in una dimensione disumana. Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile”. Così si è espresso Beppino Englaro, padre di Eluana, durante un'intervista rilasciata a Telecamere, trasmissione della Rai che andrà in onda domenica prossima. Si tratta dell'ultima intervista che ha rilasciato prima che la figlia fosse trasferita alla clinica La Quiete di Udine.

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