Visualizzazione post con etichetta handicap. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta handicap. Mostra tutti i post

domenica 23 aprile 2017

Manovrina, soldi a tutti tranne a disabili e poveri (Carlo Di Foggia)

Dietrofront – Nelle bozze del decreto non c’è traccia dei 250 milioni tagliati ai fondi per il sociale trasferiti alle Regioni che il governo s’era impegnato a restituire.Di tutto di più, tranne i fondi per le categorie più a rischio, in barba alle promesse. La rassicurazione era arrivata il 17 marzo scorso: quel giorno il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, accompagnato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini aveva promesso di ripristinare le risorse destinate al fondo per le non autosufficienze e alle politiche sociali appena tagliate tra polemiche feroci. Nel primo provvedimento utile, però, della misura non c’è traccia: nelle bozze della manovrina del governo, il cui testo ufficiale dovrebbe uscire oggi, lo stanziamento infatti non compare.
E le speranze che possa spuntare all’improvviso sono poche. Tra i governatori – da quanto filtra – c’è molta preoccupazione, e per questo ne hanno discusso nell’ultima conferenza delle Regioni tenutasi giovedì scorso. Al termine è toccato a Massimo Garavaglia, assessore in Lombardia e coordinatore per gli affari finanziari della Conferenza lanciare l’allarme: “C’era l’impegno del governo, ma da quanto risulta dalla versione fantomatica del decreto non c’è nulla. È opportuno che venissero messe le risorse e venisse mantenuta la parola, anche perché a farne le spese sono le categorie sensibili”.
Breve riassunto. Il 23 febbraio scorso, per effetto di un’intesa nella Conferenza Stato-Regioni è stato deciso un maxi-taglio di 485 milioni ai fondi sociali che vengono trasferiti dal governo centrale ai governatori. Tra questi: 50 milioni al fondo per la non autosufficienza (disabili, malati gravi e familiari che li assistono), che è tornato così ai 450 stanziati solo nell’ottobre scorso e 211 milioni a quello per le politiche speciali, che passa così da 311 a 99 milioni (-67%). Soldi che finanziano asili nido, misure di sostegno alle famiglie più povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza. Il fondo per le non autosufficienze, peraltro, era appena stato incrementato di 50 milioni dal “decreto Mezzogiorno” come promesso dal governo alle associazioni che seguono i malati di Sla.
La scure calata il 23 febbraio viene da lontano: le Regioni, infatti, dovevano ripartire i 2,7 miliardi di tagli sul 2017 imposti dalle manovre finanziarie del governo Renzi. Di questi, 2,2 miliardi per effetto del decreto sul “bonus Irpef” del 2014, i famosi 80 euro in busta paga (finanziati in buona parte con questa partita di giro a danno degli Enti locali). Una volta resa pubblica l’intesa, è arrivata la rivolta delle associazioni, in primis la Federazione italiana per il superamento dell’handicap. I 5Stelle, ma anche Sinistra italiana e parte del Pd hanno chiesto lumi al governo, che ha fatto finta di scoprirlo in quel momento (le trattative, però, erano state fatte con Palazzo Chigi).
Per spegnere le polemiche, il governo ha così promesso di tornare sui suoi passi riportando il fondo politiche sociali a 311 milioni e incrementando quello per la non autosufficienza di 37 milioni (destinati al capitolo del trasporto dei disabili). Dal canto loro, le Regioni s’erano impegnate a trovare altri 50 milioni. Il tagli erano a valere sui fondi 2017, c’era quindi una certa urgenza. La manovrina era la destinazione perfetta per lo stanziamento, anche perché il decreto, nato per correggere di 3,4 miliardi il deficit pubblico come chiesto dalla Commissione europea, nel frattempo è diventato un provvedimento “omnibus” di 68 articoli. “È quasi una finanziaria”, ha ammesso ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Nella bozza del testo, però, i fondi promessi non compaiono.
In compenso, c’è la garanzia pubblica da 97 milioni per la Ryder cup, la gara internazionale di golf che l’Italia ospiterà nel 2022 e i fondi per permettere a Cortina d’Ampezzo di ospitare le finali di Coppa del mondo e dei Campionati mondiali di sci alpino nel 2020 e 2021. Nel testo ci sono anche risorse (poche, per la verità) per i Comuni e le Province, oltreché per il trasporto pubblico locale.
(Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 22/04/2017.)

mercoledì 21 ottobre 2009

E ora tocca alla 104/92 sull'handicap...

Il vulcanico Ministro Brunetta ha messo nel mirino la legge 104/92 sull'handicap. Prima i fannulloni; le fasce orarie antimboscamento; poi la polemica sul posto fisso; ecc. e ora la legge sull'handicap e i presunti abusi che verrebbero commessi soprattutto nell'ambito (e poteva essere altrimenti?) del pubblico impiego dove l'uso è alto a differenza di quello privato. Naturalmente fornisce dati, statistiche, ecc. e naturalmente non gli sfiora nemmeno il dubbio che nel privato la legge 104, come tutto del resto, è solo una noia che costa al Capo soldi e basta: mentre nel pubblico le leggi vengono rispettate e quindi se ne usufruisce come dovrebbe essere normale quando purtroppo si hanno problemi di questo genere: leggete il link che vedete sopra non tanto per le parole del Ministro che a me pare, e lo dico da cittadino, ha un'approccio da ragioniere alla problematica quanto per un messaggio di una signora che gliene dice quattro in maniera che più chiara non si può...... non servirà a nulla perchè ormai da noi lo Stato sociale è morto e sepolto e chi non "serve" non ha peso (quindi state pur certi che se farà mettere le mani a questi politici della legge sull'hanidcap ne resterà ben poco) in questo mondo e si dovrà accontentare di "assistenza" compassionevole e basta e comunque è solo con il suo problema.

giovedì 17 gennaio 2008

L'anno dei disabili: un'altra vergogna "nostrana"

Dovrebbe essere l'anno dei diversamente abili ma in Italia pare non se ne sia accorto nessuno: tutti presi dal sopravvivere i cittadini e dagli affari loro i politici. Nel nostro paese c'è già stato un'avanzamento culturale il disabile non lo nascondiamo più ma lo mettiamo in società ed è già un passo avanti; però non abbiamo la situazione ideale anzi, al contrario, come sempre siamo indietro: 7 su 10 NON LAVORANO nonostante ci dovrebbe essere una "corsia preferenziale" nel collocamento, un vero buco nero della democrazia dove, nonostante quanto scritto nella Costituzione, i cittadini oggi hanno meno diritti di 50 anni fa ma sia chiaro in teoria non è così (come anche nelle parole di politici, economisti ecc.) ma nella pratica la situazione è grave e si aggrava di anno in anno: per non parlare dell'indifferenza degli illuminati imprenditori italiani che si scapicollano letterealmente a dare lavoro non solo ai diversamente abili ma a tutti i giovani italiani!! In ogni aspetto la società italiana è arretrarta ma nei confronti dell'handicap sconta ritardi economici culturali ecc. e si vedono tutti e nessuno è stato risolto nella maniera giusta e molti dei problemi sul tappeto non solo non sono stati risolti ma si sono nella maggior parte dei casi si sono incancreniti come, per esempio, nella scuola: da un lato vengono ridotte progressivamente le ore per il sostegno (nonostante i proclami di assunzione di nuovi insegnanti) e quelle per gli OSE (il meccanismo va in questo modo, lo Stato non riduce direttamente in queste materie ma taglia i fondi agli Enti Locali con l'intento di ridurne le spese per consulenze e simili? No problem Questi ultimi tagliano il SOCIALE e fanno pagare ai cittadini le loro clientele), dall'altro lo sfascio della scuola pubblica indotto per spingere le famiglie a mandare i loro figli a quelle private (in maggioranza cattoliche) mettendo il servizio pubblico sullo stesso (basso) piano di queste ultime mentre invece sarebbe dovuto essere il contrario: lo Stato avrebbe dovuto mantenere alta la qualificazione delle scuole pubbliche richiedendo gli stessi standard a quelle private e, come afferma la Costituzione, senza oneri per NOI lasciando la scelta ai cittadini di dover far educare i propri figli ma essendo certi in base alla concorrenza dell'offerta che gli standard sarebbero stati pressochè uguali: mai accaduto. Naturalmente ci sono le eccellenze e non si può generalizzare però l'andamento generale è questo. I professori? O inefficienti e fannulloni o sfavati e stanchi; se aggiungiamo che non non c'è nemmeno la volontà di fare in modo che nelle ore di normale lavoro senza il sostegno non tutti i professori perdono 5 minuti con il disabile la socializzazione va bene l'istruzione e la preparazione professionale vanno a farsi benedire con tutto quello che questo significa per la futura autonomia dello stesso creando una "serie C" che nessuno coscientemente vuole però nell'ottica della selettività anche dell'istruzione (tanto cara ai liberisti che insegnano in questo modo la competizione a chi avrebbe ancora da imparare la propria storia) a scapito del resto. Insomma, come sempre, a fronte di idee e progetti ma aanche di molto più floride situazioni di altri paesi anche vicini a noi nel nostro paese, come in tutto del resto (ormai), si scontano ritardi, menefreghismo, indifferenza e incapacità di cogliere le potenzialità della diversità. Non è da ora ma dalla notte dei tempi che ormai va così e sperare che proprio quest'anno qualcosa cambi é come credere alla befana a 50 anni..........

VERGOGNA

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore