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venerdì 28 luglio 2017

legge sui vitalizi: sentenza ‘suicida’

Si alla fine l'hanno approvata, anche i 5 stelle (i quali hanno dimostrato di essersi perfettamente integrati nel 'sistema'), l'abolizione dei vitalizi... in realtà tutti sanno (proprio tutti) che questa legge avrà vita breve e servirà solo a far dire a tutti: avete visto? Noi l'abbiamo approvata ma i giudici la cancellano!!!
Infatti ritengo abbia ragione sul Fatto Quotidiano online di oggi quando afferma:  "qualora un provvedimento giudiziario sia affetto da incompatibilità o gravi contraddizioni tra dispositivo e motivazioni, allora si evince una volontà dei redattori di mandare quel provvedimento incontro a una fine certa. Si tratta di una prassi che è stata persino oggetto di un tentativo di regolamentazione, ovvero si è tentato di rendere questo atteggiamento un ‘illecito disciplinare’ da sanzionare, posto che l’unica sanzione a cui va incontro una sentenza suicida è quella processuale stessa. Pare che questo escamotage abbia un’origine nobile: durante il fascismo, le corti d’appello condannavano seguendo desiderata politici, ma poi motivavano in modo da predisporre la sentenza a una bocciatura da parte della Cassazione."
E questa si chiama malafede. Milioni cittadini che sono appena sopra, al limite e sotto il livello di povertà vengono per l'ennesima volta persi in giro se non raggirati dal ceto politico.

domenica 23 febbraio 2014

2016, fine della democrazia: il privilegio sarà legge

Si chiama Ttip, Trattato Transatlantico, e se va in porto siamo rovinati. A decidere su tutto – lavoro, salute, cibo, energia, sicurezza – non saranno più gli Stati, ma direttamente le multinazionali. I loro super-consulenti, attraverso lobby onnipotenti come Business Europe e Trans-Atlantic Business Dialogue, in questi mesi stanno dettando le loro condizioni alle autorità di Bruxelles e di Washington, che nel giro di due anni contano di trasformarle in legge. A quel punto, la democrazia come la conosciamo sarà tecnicamente finita: nessuna autorità statale, infatti, oserà più opporsi ai diktat di questa o quella corporation, perché la semplice accusa di  aver causato “mancati profitti” esporrà lo Stato nazionale – governo, magistratura – al rischio di pagare sanzioni salatissime. Già oggi, vari Stati hanno dovuto versare 400 milioni di dollari alle multinazionali. La loro “colpa”? Aver vietato prodotti tossici e introdotto normative a tutela dell’acqua, del suolo e delle foreste. E le richieste di danni raggiungono già i 14 miliardi di dollari. La novità: quello che oggi è un incubo, domani sarà legge.
Se sarà approvato il Trattato Transatlatico, avverte Lori Wallach su “Le Monde Diplomatique”, niente fermerà più l’appetito privatizzatore dei David Rockefeller
“padroni dell’universo”, specie nei settori di maggior interesse strategico: brevetti medici e fonti fossili di energia. Un sogno, a quel punto, concepire politiche di lotta all’inquinamento e per la protezione del clima terrestre. Il Ttip «aggraverebbe ulteriormente il peso di questa estorsione legalizzata», che giù oggi ricatta molti Stati, dal Canada alla Germania. Il grande business lavora per eliminare le leggi statali per far posto a quella degli affari. Attualmente, negli Usa sono presenti 3.300 aziende europee con 24.000 filiali. Ognuna di esse, dice Wallach, «può ritenere di avere buone ragioni per chiedere, un giorno o l’altro, riparazione per un “pregiudizio commerciale”». Peggio ancora per gli europei: sono addirittura 14.400 le compagnie statunitensi dislocate nell’Unione Europea, con una rete di 50.800 filiali. «In totale, sono 75.000 le società che potrebbero gettarsi nella caccia ai tesori pubblici».
L’aspetto più inquietante del “cantiere” del Trattato, un dispositivo destinato – se approvato – a sconvolgere la vita democratica di tutto l’Occidente – è la sua massima segretezza: la stampa è stata espressamente invitata a starsene alla larga. Si tratta di un ordinamento decisamente eversivo: il grande business si prepara ad emanare i propri diktat non più di nascosto, attraverso le lobby e politici compiacenti del Congresso e della Commissione Europea, ma ormai alla luce del sole, trasformando addirittura in legge il privilegio di una minoranza, contro la stragrande maggioranza della popolazione. L’autonomia istituzionale dello Stato? Completamente aggirata, disabilitata, in ogni settore: dalla protezione dell’ambiente a quello sanitario, dalle pensioni alla finanza, dai contratti di lavoro alla gestione dei beni comuni primari, Ttip
come l’acqua potabile. Si avvicina la “grande privatizzazione definitiva” del mondo occidentale.
Sicurezza degli alimenti, norme sulla tossicità, assicurazione sanitaria, prezzo dei medicinali. E ancora: libertà del web, protezione della privacy, cultura e diritti d’autore, risorse naturali, formazione professionale, strutture pubbliche, immigrazione. «Non c’è una sfera di interesse generale che non passerà sotto le forche caudine del libero scambio istituzionalizzato», scrive Lori Wallach. Rispetto al Trattato Transatlantico, le condizioni-capestro oggi imposte dal Wto sono considerate “soft”. A decidere su tutto saranno tribunali speciali, formati da avvocati d’affari che si baseranno sulle “leggi” della Banca Mondiale. Fine della democrazia: «L’azione politica degli eletti si limiterà a negoziare presso le aziende o i loro mandatari locali le briciole di sovranità che questi vorranno concedere loro». Neppure la fantasia di Orwell era arrivata a tanto. Eppure, è esattamente l’incubo che ci sta aspettando, se nessuno lo fermerà. Ed è inutile farsi illusioni: per ora, del “mostro” non parla nessuno. Non una parola, ovviamente, dalle comparse della politica, e neppure da giornali e televisioni. La grande minaccia si sta avvicinando indisturbata, all’insaputa di tutti.
dal blog: libreidee

domenica 29 marzo 2009

E' nato, è nato. il nuovo p.c. è nato: orate gente orate il socing prossimo venturo s'approssima.......

E alla fine nacque (con un Capo e un suo seguito ed anche con la possibile alternativa al proprio interno; esattamente come il suo clone, il PD, ha tutto al proprio interno e mi richiama alla mente qualcos'altro........ 1984 di G. Orwell che descrisse benissimo l'evoluzione nei suoi romanzi dalla democrazia alla totalizzante autorità che si autoriproduce e che necessità di un gregge da badare e comprimere cui dare solo pillole di saggezza in un linguaggio inventato per esso, Orwell lo chiamava Socing io lo chiamerei demagogia ma l'esito è lo stesso) il partito che dà patenti di libertà è nato e tutti sono felici (festeggiamenti ovunque): perchè ora sono più liberi; chi non vi appartiene non può dirsi uomo libero ma fautore della non libertà, della non fede, e della non corretta visione delle cose. Chi invece vi appartiene aspira alla libertà: anche quando la Chiesa gli detta la linea da seguire che viola chiaramente il concetto basilare della libertà, ossia l'autodeterminazione dell'uomo e il suo libero arbitrio anche se si proclama la liberalità si persegue la confessionalità nei fatti; quando si parla di libertà si sa già che poi si scende a compromessi per assicurarsi la "benevolentia" di oltretevere anche al di là delle proprie intenzioni. E' una situazione orwelliana quella che viviamo nel nostro paese: siamo di fronte al pensiero unico (debole e flottante); siamo di fronte ad un bipartitismo di facciata (dove una èlite si fa la guerra al suo interno per il potere ma impedisce che altri entrino in gioco); e soprattutto siamo di fronte ad un regime che ha molte più similarità con l'URSS (di cui nessuno sente la mancanza) che gli USA cui si dice di far riferimento a parole (ma che in realtà alle èlite fanno paura perchè lì ci possono essere si i Bush ma anche gli Obama che tanto noia danno perchè sono la dimostrazione che lì la società è viva e vegeta a differenza del nostro italico stivale). Ora, viste le condizioni di crisi in cui versa la società italiana, la cosa necessaria da fare sarebbe adottare misure tali da non far pesare sulla società, per quanto possibile, gli effetti peggiori della stessa; invece da oltre un'anno di tutto si parla tranne che di come uscirne .... no non è esatto di crisi si parla eccome se se ne parla ma quanto messo in pratica cozza con il buon senso e le più elementari idee economiche (per non parlare del buon senso). Ad esempio: mentre le istituzioni fanno il loro dovere indagando fior di imprenditori che evadono allegramente le tasse (tanto da far dire che lo Stato, in teoria, ha recuperato circa 7 miliardi di euro in base agli accertamenti) si procede a smontare l'apparato che consente di beccarli: una schizofrenia di comprtamenti incomprensibile se non si fa attenzione all'ideologia di fondo della casta che presuppone il dare a chi è dei nostri e comprimere i ceti non "amici" e che comunque non possono sfuggire (infatto lo Stato ha un'ammanco o meglio un buco da 100 miliardi evasi in vario modo con le tasse indirette) alla scure statale mentre le cicale continuano la propria vita indisturbata tant'è che i consumi, particolarmente di lusso, stanno aumentando: liberismo in salsa italiana si chiama e si coniuga benissimo con i ceti che sostengono la casta da cui si aspettano rconoscenza. Altro che preoccupazione qui siamo di fronte all'insostenibile leggerezza di chi essendo egoista vuol badare al proprio particulare senza pagare dazio alla società: e c'è chi gli da pure ragione.

lunedì 23 marzo 2009

pubblicati gli stipendi dei parlamentari .... sobrietà? frustrazione? Indifferenza? Fate voi.

Sono stati pubblicati, come ogni anno, gli stipendi "onorevoli" dei parlamentari; e come ogni anno non si sprecano: battutacce, insulti, demagogia, retorica ecc. si sprecano soprattutto da quando i cittadini non possono esprimere la preferenza alle elezioni la nostra società da buona società liberale presuppone che i migliori lo siano tali perchè stanno in alto perchè meravigliarsi se questi "migliori" sia dei paperoni? E poi l'odio di classe e l'invidia sono bandite oggi: siamo tutti buoni e felici e rispettiamo chi ce la fa (anche se impedisce agli altri il posto al sole), quindi di cosa ci lamentiamo? Anzi dovremmo essere contenti che chi ha proposto di autoridursi il proprio "onorevole" stipendio sia stato ignorato: dove mai si è vista una cosa del genere? E poi i cornetti sono ancora troppo a buon mercato per scatenare una rivoluzione popolare.......... Quando sento cantare l'inno nazionale e sento che molti di questi "stipendiati" (e pensionati) vorrebbero obbligatoria il conoscere a memoria l'inno mi chiedo: solo chi non ha problemi economici e serenità può pensare a queste cose, noi i comuni mortali abbiamo altro da fare per poter attenervisi.

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