si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
martedì 14 ottobre 2008
ma perchè aiutare chi ci ha rifilato il proprio debito?
Proprio non ci arrivo: tutti a parlare della crisi che arriva e tutti a precipitarsi a dire che si devono salvare le istituzioni finanziarie e connessi; in america ci sono reprimende per chi ha guadagnato milioni di dollaroni a scapito di chi di soldi e aveva pochi. Nessuno invece che parli del vero male di cui soffre il sistema: l'accrescimento della ricchezza a scapito della maggioranza della popolazione. Infatti è questo il problema il sistema liberista che da 20 anni e oltre ci governa e che ha avvelenato non solo il capitalismo ma le società stesse creando una disparità enorme al suo interno fra chi aveva troppo e chi non perdeva quel poco che aveva: per non dire naturalmente dei paesi del terzo mondo, che da decenni pagano il nostro benessere, che sono sempre più lontani da un miglioramento sperato. Però, tutti i governanti che fanno? Anzichè punire chi ci ha ridotti così li premia o nazionalizzandole o finanziando i loro debiti a babbo morto e come se non bastasse gli squaloni hanno comrepso che possono spillare soldi facendo le lacrime di coccodrillo ed infatti mandano attraverso operazioni finanziarie di vendite massicce le borse in rosso guadagnando sulla fame altrui inconsapevoli che la rabbia aumenta come anche la miseria provocata da un sistema basato sui salari bassi e sulla distruzione dello stato sociale. Infatti ora arriva la recessione e ..... non è una nave che arriva malconcia in porto ma un relitto che affonda in mezzo al mare i cui passeggeri affogano senza salvagente e con poche speranze di essere salvati da eventuali soccorritori i quali si preoccupano "solo" di tenere a galla la nave ormai irrecuperabile. Parole come fiscal drag, tassazione sui redditi da lavoro dipendenti, recupero del potere d'acquisto ecc. sono solo chimere per chi scientemente ha solo in mente di salvare chi lo tiene lassù senza minimamente preoccuparsi di chi, appunto, affoga. Marx diceva, a ragione, che il capitalismo è un mostro che si divora da solo e mai come ora ne abbiamo una prova provata. In realtà in crisi è la follia di chi credeva che si crescesse all'infinito finanziariazzando l'economia senza comprendere che senza l'economia reale non ci sono finanze nè soldi, nè persone che acquistano i beni. Questa interpretazione è fallimentare e si sta rivelando a nostre spese quanto lo fosse ma soprattutto il vero problema è che fare ora? Cambiare rotta? Mandare in galera chi ha mangiato a nostre spese? Poco, troppo poco e troppo tardi ormai, siamo oltre ormai e bisognerebbe impedire a chi fino a qualche ora fa cantava le lodi del liberismo e che ora si cosparge il capo di cenere e si dichiara "alternativo": una classica operazione di trasformismo che è tipica di chi cerca di levarsi di dosso le responsabilità e che se la gente avesse qualche secondo per pensare avrebbe già condannato, anche se ormai serve a poco................ che fare? Per ora stringere i denti e tirare avanti credo: poi si vedrà .........
Quel massone ......
Qualche giorno fa ero con la mia amena famigliola in giro per la città quando un'altrettanto amena, o forse dovrei dire aliena, famigliola si ferma nella locale piazza garibaldi e il marito verso moglie e figlioli apostrofa il personaggio riprodotto dalla statua, garibaldi appunto, nel modo succitato: " quel massone" ecc..... vi dirò sono stato in primis preda di sentimenti contrastanti e lontani fra loro: da un lato gli avrei voluto dire due "cosette" sulla storia del paese dall'altro però alla luce dell'evoluzione della storia italiana non me la sono sentita di dargli addosso un pò perchè, in perfetto stile americano e liberale genere ognuno per se, ognuno può pensarla come vuole e un pò perchè a uno così che gli dici? Poi a casa ci ho riflettutto e sono giunto all'idea che, pur nella sua rozzezza, non aveva tutti i torti. Innanzitutto perchè la storia la scrive chi vince e mai chi perde e nel nostro paese massima siffatta mai più vera fu dato che il sud fu conquistato dai garibaldini (complice anche l'accordo fra latifondisti del sud che vedevano salvate le proprie prerogative e la borghesia industriale e la classe politica del nord accomunati dalla comune appartenenza a entità quali massoneria, carboneria e dal comune interesse a mantenere lo status quo ante per le cose realmente importanti lasciando ai cantori gli aneliti passionali e ideali che venivano dati in pasto alle masse), il centro (con varie vicissitudini) votò l'annessione al regno di piemonte (non essendoci il suffragio universale si può ben immaginare quanti abbiano realmente votato un passo di tale importanza), il nord bè lì fu tutta un'altra musica per cui non mi dilungo. Il punto che mi interessa sottolineare però è la prima grande operazione di trasformismo della nostra storia: l'unità del paese fu raggiunta semplicemente sostituendo un contenitore ad un'altro senza soluzione di continuità. Aristocrazia era e tale rimase, borghesia idem, latifondismo pure, laddove vigeva la una norma essa fu sostituita da quella piemontese ecc. insomma siamo lontani da quella costruzione idealizzata nella retorica risorgimentale (e dai suoi prodromi rinascimentali di Dante e Petrarca e Machiavelli) che tutti, spero abbiamo studiato a scuola e all'università. E se semplicemente osserviamo la storia del dopoguerra del nostro paese non possiamo non meravigliarci che ci siano oggi cittadini che la pensano in quel modo: un sud povero e arretrato usato come mercato coloniale oltre che come serbatoio di braccia per il nord (non scopro io che 4.5 mln di meridionali dal 50 ad oggi hanno fatto del nord la punta dell'economia del paese, vedi fiat) e nè scopro io che la sensazione che si fosse "voluto" un'area del paese così perchè serviva da sbocco ai prodotti della parte avanzata del paese è molto più di una semplice sensazione. Alla luce di questa breve e incompleta riflessione non mi sento di condannare quel cittadino, il quale per la cronaca aveva uno spiccato accento del nord e quindi delal parte che ci ha guadagnato dalla nascita del regno di italia, che inveiva contro la il personaggio rappresentato dalla statua visto che un'esame approfondito e spiritualmente moderato/ liberale della nostra storia non è mai stato fatto: o ci si è accodato al trend o ci si è racchiusi in una nicchia livorosa e vendicativa che ha portato a fenomeni localistici e secessionisti che nulla hanno a che vedere con la storia dei popoli che abitano la nostra penisola. Non sono mai stato nè nazionalista nè cosmopolita, nè però mi sono mai fermato a dire cose ovvie e oggi di moda quali fanno altri, anche alla luce dell'immaturità evidente del nostro essere italiani (preda di dittatorelli, di tycoon tv, di gemagogia della paura ecc.) non mi ha fatto sentire nè ferito nè offeso anzi mi ha spinto a riflettere che forse tutti i torti non ha.........
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