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martedì 25 febbraio 2014

Renzi versus Taverna.... a voi la decisione

Personalmente credo che la squadra messa su dal neo Presidente del Consiglio sia l'espressione tattile dell'orizzonte verso il quale il Capo del Governo naviga.... e non c'è nessun raggio verde da vedere ma solo meteoriti che stanno cadendoci addosso: chiunque abbia un minimo di buon senso ha capito che è l'estremo tentativo di tener su l'insostenibile d aun lato con un personaggio sacrificabile, e conscio di esserlo,  dall'altro anche se è portatore d'interessi forti alle spalle ma, come diceva nel film l'onore dei prizzi, sono solo affari e quando il vero personaggio frote del sistema, quello che sperano lo slvi, si affaccerà sul palcoscenico tutto il resto non avrà più spazio di manovra... compreso questo che c'è ora. E' questo il vero motivo per cui non si va a votare: temono quella che loro chiamano ingovernabilità ma che ha un altro nome ossia che il responso popolare potrebbe essere non quello che loro auspicano.... e questo è un problema.
Questo è, però, quello che io penso.... che è cosa diversa da quello che i viaggiatori della rete possono pensare, quindi credo che la cosa migliore sia che leggiate e sentiate cosa si son detti a distanza i principali protagonisti della vicenda: M5S e il Segretario e Presidente del consiglio ma con un piccolo fuori programma... lo scambio di msg fra Di Maio e Renzi che il Fatto ha pubblicato e che voi potete leggere (interessanti interazioni sono avvenute) klikkando qui.
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 febbraio 2014
Una riduzione “a due cifre” del cuneo fiscale, da presentare “immediatamente” al Parlamento. E’ l’impegno più concreto preso da Matteo Renzi in Senato nel suo intervento per ottenere la fiducia al nuovo governo (domani 25 febbraio si voterà alla Camera). Renzi ha parlato a braccio, leggendo pochi appunti (cosa che non accadeva da decenni in un’occasione simile, hanno osservato i commentatori), con una mano spesso tenuta in tasca, di fronte all’aula che vuole abolire (e non ha mancato di rimarcarlo) con la sua proposta di riforma istituzionale. Uno stile sottolineato da diverse forze politiche come “leggero” per un discorso programmatico, ma che Renzi – nella replica dopo circa 6 ore di dibattito parlamentare – difenderà così: “Al fatto che paradossalmente la Lega e Gal ci chiede un doppio registro rispondo che questo governo non avrà mai un doppio registro. Saremo gli stessi, trasparenti, non chiedeteci di essere diversi qui e fuori anche perché a differenza di altri siamo capaci di stare ancora in mezzo a persone”.
Renzi assicura poi nella replica al dibattito di Palazzo Madama che avrebbe “sicuramente voluto e forse dovuto impostare un discorso molto più cerimonioso e probabilmente la prossima volta lo scriviamo così non vi facciamo perdere troppo tempo. Ma c’è un passaggio: questa non è un’operazione di lifting o di potere. Questa non è un’operazione di lifting o di potere. Se fosse un’operazione di potere, non scommetteremmo tutto noi stessi. Non ci siamo dati una tempistica da calende greche: abbiamo detto che l’obiettivo è il 2018 e lo confermiamo”. 
“Ho provato vergogna quando fu chiesto a Napolitano il secondo incarico”
E la cartina di tornasole, secondo Renzi, saranno le riforme. L’unico modo per rendere merito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del sacrificio fatto un anno fa quando gli fu chiesto di accettare un nuovo – inedito – incarico come capo dello Stato. “Provo vergogna – ha detto Renzi – per il fatto ci sia stata incapacità di individuare successione ad un Presidente della Repubblica che aveva chiesto di non avere secondo mandato, gli fu invece chiesto un reale sacrifico personale e politico e lui chiese ai partiti di farsi carico processo riforme che poi non è partito e si è fermato. E’ giusto e rispettoso nell’Aula del Senato citare il presidente della Repubblica con parole formali e cerimoniose e non avere poi il coraggio di dire che l’unico modo di rispettare la figura straordinaria che è Giorgio Napolitano è realizzare quelle riforme chieste? Pensate sia possibile prendere in giro gli italiani dicendo ‘faremo, faremo, faremo” con noi che poi ‘rinvieremo, rinvieremo, rinvieremo’”.
Il programma
Una prima parte più visionaria, una seconda più programmatica, ma nel discorso del successore di Enrico Letta mancano i numeri, i provvedimenti specifici. In campo economico Renzi qualche dettaglio lo fornisce, chiamando in causa la Cassa depositi e prestiti, ente controllato dal ministero dell’Economia, per ”lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione” e per alleviare il credit crunch che schiaccia le piccole e medie imprese. Più vaghi i termini di una riforma della giustizia – amministrativa, civile e penale – che sarà presentata “entro giugno” dal ministro Orlando, stante la ventennale incapacità dei due poli di “convincersi” della bontà delle proprie ricette. Come a suo tempo Tony Blair, il neopremier annuncia un grande piano per la scuola e l’edilizia scolastica, “allentando il patto di stabilità per i Comuni”. E alla fine avverte con grande enfasi che sulla realizzazione dei punti illustrati “non ci sono più alibi per nessuno. Abbiamo una sola chance, se perdiamo è colpa mia”. L’accoglienza del Senato verso il premier è tiepida: 14 applausi in un’ora e dieci di discorso, ma i più sonori sono risuonati quando ha nominato Enrico Letta e i marò detenuti in India. E a chi rileva l’assenza dei riferimenti alla questione del sud Renzi chiede se erano meglio “gli impegni verbali e i disimpegni sostanziali degli ultimi decenni, le parole in libertà”. Il capo del governo ha messo in rilievo, all’opposto, la volontà di puntare sui fondi strutturali europei.
Per due volte il discorso (qui il testo integrale) è stato interrotto dalla contestazione dei parlamentari Cinque Stelle, e in entrambe le occasioni Renzi ha replicato con ironia, ricordando la mancata presentazione dell’M5S alle elezioni in Sardegna e le “difficoltà con la base: non è facile stare in un partito dove c’è il capo che vi dice io non sono democratico”. Sul fronte dei programmi, oltre a un intervento straordinario sulla scuola “anche attraverso l’allentamento del patto di stabilità”, Renzi promette “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti. Poi lo “sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp. E, soprattutto, “porteremo immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati”.
La riforma della giustizia
Renzi prende poi atto che “in vent’anni” i due poli non sono riusciti a “convincersi l’un l’altro” della bontà delle loro posizioni. Ci penserà quindi il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a presentare “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, dalla giustizia amministrativa a quella penale. ”Ormai le posizioni sono calcificate e intangibili, nessuno riuscirà a convincere l’altro”, afferma Renzi. “A giugno sarà all’attenzione del Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Giustizia amministrativa: negli appalti pubblici lavorano più avvocati che muratori. Un provvedimento di un sindaco o del Parlamento è costantemente rimesso in discussione, una corsa a ostacoli impressionanti”, ha sottolineato Renzi. “Giustizia civile: viviamo un tempo in cui la lunghezza e difficoltà del processo civile” è motivo per cui “se ne vanno investimenti e possibilità di credere che il Paese sia recuperabile”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Giustizia penale: a fronte di una straordinaria qualità di uomini e donne che lavorano nella giustizia esiste una preoccupazione costante nell’opinione pubblica che la giustizia corra il rischia arrivi tardi e colpisca in modo diverso”, ha concluso Renzi.

Qui invece molto riporto l'intervento in video della Cittadina Senatrice Taverna... spiega molto bene: notate che i media hanno riportato solo una piccola parte del suo intervento tralasciando alcune "cose" dette, forse ritenute (a voler pensar bene) non importanti dagli stessi ma, secondo il diritto a essere informati, che credo avremmo avuto il diritto di conoscere..... buon ascolto

più chiaro di così....

lunedì 2 maggio 2011

Morto Osama, W Osama

L'hanno tovato, e ucciso!!!! Era ora diciamo tutti, ed é vero: non possiamo che esserne felici. Il Capo charismatico delle rete qaedista simbolo stesso della enduring freedom americana in stile bushiano che aveva rivendicato l'attentato del'11/9 con le twin tower é morto e il suo corpo si trova già negli USA; era in Pakistan e non ai confini dell'Iran come volevano farci credere (non poteva essere altrimenti dato che era sunnita mentre in Iran sono sciiti e non si amano certo fra loro). Dobbiamo esserne lieti perché vendetta é fatta. Ma ora ci aspettano tempi durissimi: nel momento stesso che l'hanno ucciso da terrorista imprendibile fautore e fonte di ogni male é diventato un martire: e contro i martiri non si può combattere né li si può uccidere. E' chiaro che il senso di giustizia americano richiedeva la sua pelle come pagamento delle vittime doveva essere soddisfatto; mai veri problemi nascono ora: si saranno fatti i calcoli per la rabbiosa reazione dei fondamentalisti? Spero di si perché non credo che lasceranno impunito una cosa del genere: aumenterà il livello delo scontro o la rete qaedista sparirà per morte del suo simbolo stesso?

domenica 11 aprile 2010

.. e sono 50!!

Come ho scritto su facebook: "nel mezzo del cammin della mia vita, mi ritrovai su facebook e libero quando la vita parea smarrita........" grazie a tutti

martedì 14 ottobre 2008

ma perchè aiutare chi ci ha rifilato il proprio debito?

Proprio non ci arrivo: tutti a parlare della crisi che arriva e tutti a precipitarsi a dire che si devono salvare le istituzioni finanziarie e connessi; in america ci sono reprimende per chi ha guadagnato milioni di dollaroni a scapito di chi di soldi e aveva pochi. Nessuno invece che parli del vero male di cui soffre il sistema: l'accrescimento della ricchezza a scapito della maggioranza della popolazione. Infatti è questo il problema il sistema liberista che da 20 anni e oltre ci governa e che ha avvelenato non solo il capitalismo ma le società stesse creando una disparità enorme al suo interno fra chi aveva troppo e chi non perdeva quel poco che aveva: per non dire naturalmente dei paesi del terzo mondo, che da decenni pagano il nostro benessere, che sono sempre più lontani da un miglioramento sperato. Però, tutti i governanti che fanno? Anzichè punire chi ci ha ridotti così li premia o nazionalizzandole o finanziando i loro debiti a babbo morto e come se non bastasse gli squaloni hanno comrepso che possono spillare soldi facendo le lacrime di coccodrillo ed infatti mandano attraverso operazioni finanziarie di vendite massicce le borse in rosso guadagnando sulla fame altrui inconsapevoli che la rabbia aumenta come anche la miseria provocata da un sistema basato sui salari bassi e sulla distruzione dello stato sociale. Infatti ora arriva la recessione e ..... non è una nave che arriva malconcia in porto ma un relitto che affonda in mezzo al mare i cui passeggeri affogano senza salvagente e con poche speranze di essere salvati da eventuali soccorritori i quali si preoccupano "solo" di tenere a galla la nave ormai irrecuperabile. Parole come fiscal drag, tassazione sui redditi da lavoro dipendenti, recupero del potere d'acquisto ecc. sono solo chimere per chi scientemente ha solo in mente di salvare chi lo tiene lassù senza minimamente preoccuparsi di chi, appunto, affoga. Marx diceva, a ragione, che il capitalismo è un mostro che si divora da solo e mai come ora ne abbiamo una prova provata. In realtà in crisi è la follia di chi credeva che si crescesse all'infinito finanziariazzando l'economia senza comprendere che senza l'economia reale non ci sono finanze nè soldi, nè persone che acquistano i beni. Questa interpretazione è fallimentare e si sta rivelando a nostre spese quanto lo fosse ma soprattutto il vero problema è che fare ora? Cambiare rotta? Mandare in galera chi ha mangiato a nostre spese? Poco, troppo poco e troppo tardi ormai, siamo oltre ormai e bisognerebbe impedire a chi fino a qualche ora fa cantava le lodi del liberismo e che ora si cosparge il capo di cenere e si dichiara "alternativo": una classica operazione di trasformismo che è tipica di chi cerca di levarsi di dosso le responsabilità e che se la gente avesse qualche secondo per pensare avrebbe già condannato, anche se ormai serve a poco................ che fare? Per ora stringere i denti e tirare avanti credo: poi si vedrà .........

sabato 12 gennaio 2008

Il Papa e Veltroni: solo, come dicono gli avversari, una "sculacciata"?

Non ho alcuna intenzione di strumentalizzare nulla in questa vicenda anche perchè le parole dette in un contesto sono una cosa, "decontestualizzate" ne assumono un'altro: quindi calma e gesso; ma sarebbe dovuta andare diversamente l'udienza del Segretario del ParDem e Sindaco di Roma dal Papa (era accompagnato dai Presidenti di Regione e Provincia), perchè di solito è una formalità in cui ognuno dice parole di circostanza e finisce lì, invece prima si è fatto un'ora di attesa in seguito alll'incontro fra Papa e Ambasciatore americano poi si è sorbito una reprimenda direttamente dal Papa sul degrado di Roma (che detto fra parentesi non è cosa di ora nè è misconosciuto da tutti che ci sono zone della Capitale che sono da IV° mondo), cosa che ha lasciato sconcertato il politico per la franchezza delle parole. Nell'entourage di Veltroni si è subito messo la sordina e si è cominciato a riflettere sul che "fare" ma da come i media hanno presentato la cosa è chiaro che il colpo subito ha lasciato un segno profondo e netto: e ciò nonostante lo stesso politico avesse, per ingraziarsi la gerarchia papalina, detto no al registro delle unioni civili e stretto contatti con vari alti prelati vaticani; allora la domanda è: perchè? A chi parlava? al Sindaco o al Segretario del ParDem? Perchè si sa che le vie della politica (nessuno mi dica che in Italia la Chiesa "non" faccia politica perchè è un'assurdo nei termini, la fa eccome ed anche bene) sono spesso tortuose. E' probabile che ci fosse anche una ramanzina (bonaria hanno poi precisato quando subito dopo e nelle ore successive è intervenuta la diplomazia per evitare il più clasico degli incidenti diplomatici rompendo l'idillio che si è creato) per le condizioni dell'umanità dolente che vive ai margini della società italiana e di cui la politica di questo paese si accorge solo quando sono commessi reati o quando c'è qualcun da mettere alla gogna o da mostrare al pubblico odio: e questo è nel DNA della Chiesa farlo: qui i ritardi sono tanti e spesso le associazioni cattoliche fanno un'utlissima azione di (ri)costruzione del tessuto sociale che lo Stato non è a tutt'oggi in grado d fare. Invece se si da un'attenta lettura concatenando i fatti a partire dalla crescente ingerenza della gerarchia ecclesiale nella vita politica italiana allora la cosa cambia e di molto. Si dice: si parla al Sindaco perchè Il Segretario ascolti. Perchè il ParDem non prenda via non gradite, perchè la parte cattolica (non tutti sono teodem nel ParDem e i cattolici con una visione più aperta non mancano come i 60 che firmarono l'appello per i DICO che furono "fortemente" criticati dai giornali cattolici per aver abbandonato l'origine "identitaria") del partito non sfugga al controllo dele coscienze; c'è anche un chiaro avvertimento in vista della stesura dello Statuto del partito, ora in versione 2.0, dal quale l'accento marcato della confessionalità è attenuato da una maggiore, e per ora solo letterale, richiamo alla laicità: nulla di trascendentale, per amor del vero, ma solo un'accentuazione per non perdere voti a sinistra del partito mantenendo (con un sottile gioco di equilibrio) ferma la barra della vicinanza al mondo cattolico (anche integralista) presente al suo interno. L'impressione che si ricava è quella di un'avvertimento chiaro e netto a non uscire dal solco creato e fare ogni sforzo per accontentare i "desiderata" vaticani: aborto; legge 40; unioni civili; trattamento "sanitario" della diversità ecc. ma anche un segnale, ulteriore, ai cattolici che non sono allineati con la linea vaticana per farli rientrare all'ovile. Se si voleva un'esempio reale di quale centro di potere politico fosse la gerarchia vaticana oggi nel nostro paese in quell'udienza lo ha avuto: senza se e senza ma.........

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