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venerdì 11 dicembre 2015

E dopo i simboli.... i fatti

Lo scorso sabato vi illustrai quella che, in fondo, era un analogia fra simboli e realtà: una cosa su cui molti sorvolano ritenendoli "amenità" solo visti i problemi quotidiani che tutti i giorni dobbiamo affrontare: ed è vero ma, ritengo, ciò vale se guardiamo un pezzo della realtà, o quella che crediamo essere realtà; se invece andiamo a un livello più alto approfondendo la materia a volte capita che anziché vedere alcuni tasselli della realtà, o quella che crediamo essere realtà, vediamo l'insieme di essi: e allora la cosa cambia .... e molto. Quello che sembra essere una casualità diventa una norma; e quello che potrebbe essere uno scherzo del fato diventa un esito finale di un processo magari messo in moto anni prima. Simboli ed eventi: la storia ne è piena; sono lì.. basta saperli leggere e unire nel loro recondito significato. Se sappiamo guardare son lì: basta capirne il significato.
Veniamo al dunque. Tutti sappiamo del 9/11: è entrato nella memoria collettiva; è uno di quegli eventi che rimangono lì fermi nella storia. In particolare per gli americani ha rappresentato il giorno in cui hanno repso atto che non erano più inviolabili ed erano stati attaccati in casa propria..... il WTC e l'edificio 7 sono crollati: i primi due, secondo la storiografia ufficiale, in conseguenza degli impatti di due aerei dirottati da terroristi islamici: ma ci sono delle incongruenze, colte dai soliti complottisti, che dovrebbero far riflettere tutti su quello che sembra "essere" e quello "che è" realtà. Ad esempio sapevate che nel 1993 il Pentagono aveva a degli "esperti" di esaminare la possibilità che un aereoplano venisse usato per attaccare obiettivi su suolo americano? I risultati non furono mai resi pubblici eppure una loro bozza, a detta di qualcuno di questi "esperti" (che ne parlarono dopo che accadde davvero, è girata per diverso tempo negli uffici dei dirigenti dei dipartimenti americani addetti alla sicurezza del paese (forse qualcuno l'ha preso a modello per farlo accadere davvero?). E se ciò non bastasse nel 1995 vennero a conoscenza, grazie alle indagini della polizia filippina su un gruppo di terroristi islamici locali, di un "progetto" che prevedeva, proprio, l'uso di aerei civili da lanciare contro obiettivi americani (nella lista c'erano anche le torri gemelle .. ma NON l'edificio 7); aerei provenienti da diverse parti del mondo: questo progetto era denominato "Bojinka". Naturalmente i servizi si misero subito all'opera ma ad un certo punto o meglio ad un certo livello, politico, tutto fu arenato.. si perse nei meandri e nessuno mise insieme le due cose finché, anni dopo, accadde davvero.... tutti sapevano, perfino i russi che misero in guardia in tempi non sospetti i loro omologhi americani ma furono ignorati: perchè questa disattenzione che fu poi giustificata con il fatto che i "servizi" avevano fatto fiasco nel  seguire la cosa (non è vero perchè a quanto pare la pratica relativa fu seguita eccome.. solo che i vari Presidenti non se ne interessarono)? Eppure, conoscendo la paranoia americana per la sicurezza, i servizi erano all'erta... chi si distrasse? Stesso giornali americani ne parlarono sia allora che poi eppure la cosa passò nel dimenticatoio... nel frattempo i "combattenti per la libertà" erano diventati quel che erano sempre stati ossia  talebani, diventati tristemente noti a noi occidentali dopo, da un lato e Al Qaeda dall'altro: due entità distinte che furono sovrapposte ai nostri occhi ma che erano ben distinte nella realtà.
Sapevano, quindi, e temevano che accadesse; tutto come da programma quindi si potrebbe dire... ma questo programma chi lo pianificò? Perchè proprio quel giorno a vigilanza della costa est degli USA c'erano solo due aerei in volo e per giunta disarmati perchè in ricognizione? E perchè giusto quel girono la difesa passiva dei radar era in "esercitazione"? E perchè, infine, tutta la difesa aerea era concentrata ai confinid el canada per una ultreriorre "esercitazione" congiunta con i canadesi?  Guarda caso proprio quel giorno il fattaccio accadde? Un caso? Sicuramente... ma troppi casi fortuiti, o coincidenze, fanno qualcos'altro e non dev'essere io a idrvi cosa, vero?
Sappiamo poi com'è andata a finire: la prosopopea sui morti (mentre i sopravvissuti sono ancora in causa con lo Stato per ottenere un qualche riconoscimento e per ottenere anche il pagamento delle cure mediche che lì sono a carico delle assicurazioni private....); l'indicazione dell'Afghanistan come sede del capo di Al Qaeda (Osama che se ne stava invece in Pakistan); e l'attacco all'Iraq peraltro del tutto incolpevole ecc. il resto è storia.. ivi compresa la non secondaria cosa che le pipeline passavano proprio dall'Afghanistan e che l'Iraq era il quarto produttore al mondo di petrolio; per tacere della necessità di attutire gli effetti del rallentamento dell'economia americana in seguito alla bolla della new economy, ricordate? Niente di meglio di una guerra per ritardare il crollo di borsa; l'hanno già fatto in passato.
E le Torri gemelle? Com'è possibile che edifici omologati in un certo modo, a causa del traffico aereo incessante su new york, crollino come cartapesta? Bè gurdate questo filmato preso da youtube
 ... il filmato qualcosa la dice, vero? Inoltre qualcun'altro sostiene che per fondere il metallo non poteva bastare la temperatura di appena 700°; ci voleva molto di più... sapete cosa serve? La termite. E sapete chi la usa, oltre ai militari? Le ditte che fanno di mestiere le demolizioni controllate... dice nulla?
C'è un ultima cosa: come ha fatto ha crollare l'edificio n°7? E' crollato per "solidarietà"? Era ad oltre 200 metri di distanza, come ha fatto a cadere? Di tutto ciò detto finora la Commissione ufficiale ha detto poco e si è attenuta alla versione fornita dagli enti preposti... e le risultanze dei controlli; peccato che le macerie furono subito rimosse e riusate per altri edifici: non ne rimase traccia nè furono rese possibili future indagini; strano vero? Nemmeno in Italia siamo mai stati così bizantini....
altra clip

strano vero? Leggenda vuole che fosse pieno di uffici governativi; non lo sapremo mai naturalmente. Di tutto quanto sopra cosa rimane? Le migliaia di morti, fra soccorritori e civili, e altrettanta migliaia di persone che ancora oggi subiscono gli effetti delle polveri del crollo. Rimane la macchia del dubbio sull'attentato da parte dei servizi; rimane l'inspiegabile crollo e rimane anche l'attacco al Pentagono di cui, nonostante le tante telecamere, oggi si ha a disposizione solo uno, e gli altri?  Ma questa è un altra storia... ha rimane anche il fatto che il mostro Osama è stato ucciso .... in Pakistan e la sua salma mai mostrata. Rimane anche il dubbio, mai dimostrato, che qualche mese dopo fu visto in un ospedale, americano, dell'Arabia Saudita dove si stava curando per insufficienza renale: una cosa mai dimostrata e il cui segreto rimane nei meandri dei servizi.
Inganno? Complotto? Balle? Chissà.... io come sempre in questi casi provo a mettere tutti i tasselli insieme acriticamente per farmi, prima, e per fornire, a voi,  un quadro del tutto: sia chiaro un quadro dal mio punto di osservazione ossia quello che chiunque altro si potrebbe creare se volesse fare lo stesso lavoro di ricerca...... non foss'altro per curiosità personale.
tutto quello che è accaduto dopo è la diretta conseguenza del 9/11.. compreso l'isis
Non dobbiamo mai dimenticare che elimini l'improbabile quel che rimane è la verità...
p.s.
tutto quanto scritto in questo post è FACILMENTE REPERIBILE IN RETE con le appropriate ricerche fatte sui più noti motori di ricerca.. e senza passare nemmeno una volta sui blog "complottisti".
come sempre
 Buon weekend
.. di riflessione

lunedì 2 maggio 2011

Morto Osama, W Osama

L'hanno tovato, e ucciso!!!! Era ora diciamo tutti, ed é vero: non possiamo che esserne felici. Il Capo charismatico delle rete qaedista simbolo stesso della enduring freedom americana in stile bushiano che aveva rivendicato l'attentato del'11/9 con le twin tower é morto e il suo corpo si trova già negli USA; era in Pakistan e non ai confini dell'Iran come volevano farci credere (non poteva essere altrimenti dato che era sunnita mentre in Iran sono sciiti e non si amano certo fra loro). Dobbiamo esserne lieti perché vendetta é fatta. Ma ora ci aspettano tempi durissimi: nel momento stesso che l'hanno ucciso da terrorista imprendibile fautore e fonte di ogni male é diventato un martire: e contro i martiri non si può combattere né li si può uccidere. E' chiaro che il senso di giustizia americano richiedeva la sua pelle come pagamento delle vittime doveva essere soddisfatto; mai veri problemi nascono ora: si saranno fatti i calcoli per la rabbiosa reazione dei fondamentalisti? Spero di si perché non credo che lasceranno impunito una cosa del genere: aumenterà il livello delo scontro o la rete qaedista sparirà per morte del suo simbolo stesso?

giovedì 17 settembre 2009

Nasiriya, Kabul, la prossima?

E ci risiamo. Altri 6 nostri figli se ne sono andati per sempre nel Vietnam afghano. Soldati mandati lì come "peacekeeper" ufficiali ma in realtà come unità combattenti; la domanda è: per cosa e per chi? SIA CHIARO CHE NON CRITICO IN UN MOMENTO DI DOLORE PROFONDO PERCHE' SAREBBE SCIACALLAGGIO E IO NON APPARTENGO A QUELLA SPEME ma ritengo comunque di fare alcune considerazioni che, anche se suonano scontate, ritengo necessarie per capire e aiutare a capire cosa ci facciamo lì?
Innanzitutto realmente difendiamo "libertà e democrazia" in quel paese? Si sono appena tenute le elezioni e sono stati denunciati brogli (si parla di oltre un milione di voti non chiari) elettorali e alleanze "elettorali" con personaggi che in qualunque stato di diritto starebbe in galera e la chiave andrebbe buttata via. Quello che è comunemente chiamato il "Sindaco di Kabul" è poco più che un'immagine dato che i talebani hanno il controllo di oltre il 40% del territorio afghano e con oggi hanno dimostrato che possono colpire nella stessa capitale con una notevole efficacia militare: stanno dimostrando di potersi muovere liberamente e che costringono i soldati, afghani e occidentali, a rintanarsi nei blindati o nei villaggi e nelle città, ossia la stessa situazione strategica in cui si trovarono i sovietici (quando noi chiamavamo gli attuali terroristi "combattenti per la libertà" e Osama era un reclutatore finanziato dagli ocidentali).
Chi ha fatto il casino è stato Bush nella sua vanagloriosa "guerra infinita" al terrorismo in seguito all'attentato alle Torri gemelle (ci sarebbe da spiegare come mai c'erano per quel paese gli interessi della unocal nella costruzione di pipeline - fondamentali per la strategia politica ed economica nella regione dato che proprio quel paese è un crocevia importantissimo per le risorse e il controllo di esse in concorrenza con Russia e Cina - e per farlo più di un'osservatore ha detto che era questo il reale motivo dell'invasione dell'Afghanistan; l'idea era semplice: loro tiravano giù qualche dittatore e gli altri, noi i paesi satelliti degli USA, passano a rimettere insieme i cocci. Come ben si è visto non è andata così anzi la propaganda sul burqa (mai eliminato) e sulle altre amenità è stata tambureggiante e ha fatto da background all'invasione ma in realtà, a parte qualche opera pubblicitaria, poco si è fatto per la popolazione civile (che potrebbe essere l'unico vero alleato nella guerra) che è rimasta più o meno com'era prima e rischia di diventare un serbatoio di combattenti non contro i "terroristi" ma contro di noi che li abbiamo invasi: non c'è la saggezza che ci fu dopo la seconda guerra modiale dove i "vincitori" crearono un piano marshall per la ricostruzione e, soprattutto, lo misero in opera.
Affermiamo una volta per tutte che lì i nostri soldati sono dentro una guerra, abbandoniamo l'ipocrisia delle parole. E se sono dentro una guerra a che pro? Per difendere chi o cosa? E' solo una questione di "immagine" internazionale del nostro paese laddove la Costituzione italiana dice chiaramente che l'italia ripudia la guerra?
Nell'inchinarmi ai morti del'attentato di Kabul; nel rispetto del dolore delle famiglie colpite nei loro affetti più cari; non posso, proprio per i motivi suindicati, che auspicare il richiamo dei nostri soldati da quel pantano. O dobbiamo aspettare la prossima strage per ritornare a parlare di una guerra che non ci appartiene e a cui vi siamo costretti solo perchè dietro essa c'è il solito interscambio "negoziale" fra i potenti del pianeta nel perpetuare il proprio potere su esso?

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