lunedì 26 agosto 2013

Credito: l'ultima frontiera.....

Incredibile, ma è tutto vero: per avere un prestito bisogna ..... dare in pegno; come ai vecchi tempi dei monti di pietà cui si rivolgevano coloro che:
  1. erano troppo poveri per poter dare garanzie alle banche e non volevano finire nelle mani degli usurai;
  2. erano troppo indebitati per potersi impegnare in ulteriori cambiali.
Oggi artigiani, imprenditori e famiglie meno abbienti si trovano nelle stesse condizioni e le banche, tese sempre alla ricerca del modo di spillar soldi, anche laddove bisognerebbe chiudere gli occhi e darli senza interessi, hanno riscoperto il pegno peraltro adattissimo allo scopo.
E' vero che il credito al consumo è in grande espansione (non eravamo in crisi?) ma il pegno è un revival che pochi si sarebbero aspettati nella, presunta, V° potenza mondiale...... se invece fossimo alla stregua che so del II° mondo o del III° allora il discorso potebbe anche tornare, ma non è così: ci vantiamo ai quattro venti di essere una potenza economica sulla base dei numeri, semplici numeri... ed è vero:
  1. 8800 mld di euro di ricchezza privata;
  2. uno stato inefficiente nella riscossione delle tasse la cui classe politica non si è dimostrata all'altezza del compito, anzi spesso è stata collus con chi le tasse le evade....... 5000 "sconosciuti al fisco" appena scoperti dalla GdF;
  3. un debito pubblico elefantiaco provocato dai ceti parassitari che si scarica sulla parte sana della società cui spetta il compito di pagarlo, interessi compresi;
  4. le banche, che dopo un processo di aggregazione durato anni, si trovano a fare finanza con i soldi raccolti dai depositi e dai conti correnti scaricando poi le perdite sui conti.....
è la solita storia e con la "solita" morale: poche regole chiare, pene certe un processo certo che tenga in gran conto le garanzie costituzinali e legislative; ma soprattutto basterebbe per un mercato realmente libero che lo stato facesse la sua parte, ossia il regolatore ed evitasse di favorire le posizioni dominanti o di tifare per chi paga di più e meglio: dovrebbe essere neutrale.
Non vi preoccupate, parlavo dell'italia non della ..... Germania

domenica 25 agosto 2013

.. e qui non si va avanti

no, non si va avanti:
  1. l'iva aumenterà checchè se ne dica; dal 21% al 22%;
  2. aumenta anche il debito pubblico che tranquillamente veleggia al 130% nonostante i tagli, ritagli e frattaglie siamo destinati illo tempore a ripagarlo..... e ad aumentarlo contribuiranno allegramente i vari F35, elicotteri, portaerei, il progetto difesa 2000 nonchè la tav, e tutto quello che la fervida fantasia dei galoppini politico-affaristici si sa inventare.
  3. l'imu, che si chiami così o che rinasca, come l'araba fenice, come tassa sui servizi (da far pagare anche agli inquilini, che non si dica che non sono equanimi) la si pagherà...... forse perchè qui c'è un problema: il partito dell'amore non la vuole perchè i riccastri non la vogliono, punto e basta.
  4. il pd(-l) sostiene che è giusto cambiare la costituzione....... c'entra nulla l'esortazione a farla di JP morgan?
....nonostante quanto sopra il problema non sembra essere l'economia agli steroidi, come segnalato dall'economista Loretta Napoleoni in un suo articolo di oggi sul Fatto, da cui dipendiamo per vivere, ma dalle sorti del governo e da cosa ne deciderà di fare l'amato capo.. o meglio dal fatto se ne uscirà o no a venirne fuori dalla sentenza definitiva della Cassazione: solo lui però perchè per altri la stessa legge è perfettamente costituzionale, per lui no.
Si dice che tutto si tiene in un sistema complesso; e non potrebbe essere più vero che nel nostro paese: mentre la società reale è ferma in mezzo al mare intenta a non annegare mentre la nave affonda, sulle sponde i capitani sono comodamente seduti nelle taverne si scolano fiumi di birra alla loro salute.....

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