martedì 19 maggio 2015

Macedonia: nuova rivoluzione colorata diretta da Washington

isto e riportato da real time
Macedonia, cronache del futuro: un'altra rivoluzione colorata


Inauguro una nuova forma di giornalismo. Appunto cronache del futuro. Proprio nel giorno che, forse, vedrà l'inizio di una nuova rivoluzione colorata. Quale sarà il colore, lo vedremo dopo. Per il momento non è stato ancora deciso. Ma il sangue c'è già. Il 9 maggio scorso a Kumanovo, confine tra Macedonia e Kosovo, un attacco armato ha prodotto 14 morti tra gl'incursori e 8 tra i poliziotti macedoni, con oltre 30 arresti.
Serviva per preparare il terreno ad una grande manifestazione in piazza, a Skopje, che doveva riunire 70.000 persone e iniziare l'assalto al palazzo del governo. Stile Euromaidan. Dunque una rivoluzione colorata "speciale", cioè un mix tra sollevazione "pacifica" interna, interetnica ( circa il 30% dei macedoni sono musulmani di etnia albanese) e aggressione armata dall'esterno. I seguaci di Gene Sharp "Come si abbattono le dittature") hanno fantasia da vendere.
Come tutte le precedenti rivoluzioni colorate, anche questa vanta alcune caratteristiche standard. La prima è l'immediato appoggio di tutto il mainstream occidentale. Che, allenato a dovere, si mette subito a gridare ai diritti umani violati dal governo autoritario. Questo è l'inizio canonico. Poi, quando il primo sangue scorre, il governo da abbattere diventa anche "sanguinario". La seconda qualità colorata è che le cancellerie occidentali si mobilitano subito per fare pressioni. Perfetto. Nei giorni scorsi l'ambasciatore americano a Skopje, Jess Bailey, dopo avere incontrato il premier macedone Nikola Gruevski rende noto un comunicato congiunto, firmato anche da Italia, Francia, Regno Unito, oltre che dalla Unione Europea, che critica"l'inazione" del governo sulla questione delle intercettazioni telefoniche.



Lo zelante ambasciatore italiano Massimo Belelli fa sentire la su voce. Skopje, - dichiara - rischia l'isolamento diplomatico se non prende misure riguardo la libertà di stampa e lo stato di diritto". E i giornali e le tv di George Soros, insieme alla sua "Open Society" pubblicano registrazioni telefoniche compromettenti per il governo, senza spiegare, ovviamente, da dove vengono quelle registrazioni e come mai sono finite nelle mani del capo dell'opposizione socialdemocratica Zoran Zaev. Scrivono anche, all'unisono, che l'operazione di Kumanovo è stata una messa in scena organizzata dal governo.
La terza caratteristica delle rivoluzioni colorate è quella, ben vista a Kiev, nel 2104, della processione dei leader occidentali sulla piazza della rivolta prossima-ventura. A incitare, incoraggiare, benedire la sovversione. I primi ad arrivare a Skopje saranno i membri di una delegazione del Partito Socialista Europeo, quello di Martin Shulz e di Matteo Renzi. Si attende l'arrivo di John McCain, che griderà: "siamo con voi", come fece a Maidan.
Un tempo si chiamava "ingerenza negli affari interni di un paese sovrano". Oggi si chiama "difesa dei valori occidentali". I quali si riassumono in pochi concetti essenziali. Dovete fare come diciamo noi. Sennò vi facciamo a pezzi. E come devono fare i poveri macedoni ortodossi? Aderire alle sanzioni contro la Russia, in primo luogo. Cosa che invece non hanno fatto e non fanno. In secondo luogo mai e poi mai prendere in considerazione il passaggio verso l'Europa del gas russo proveniente dal "Turkish Stream".
Già, ecco l'inghippo. La Grecia, in aprile, si è detta disposta ad attaccarsi al tubo di Ankara. E a maggio la Macedonia si è detta pronta a fornire il passaggio del gas verso la Serbia. La quale ben volentieri farebbe altrettanto. Ma questo non si deve fare, secondo Washington, che sta dalla parte di Kiev. Così la Macedonia s'ha da ricondurre ai valori occidentali. Energicamente. Facciamo una "Grande Albania", mettendo insieme i musulmani di Kosovo, Albania e Macedonia. Lo dice apertamente il premier di Tirana. Lo dice Alì Ahmeti, capo e fondatore del partito albanese del Kosovo, Bdi. Il nuovo stato entrerà nella Nato a vele spiegate.
La gigantesca ambasciata americana di Skopje sarà finalmente paragonabile al nuovo stato. Adesso è, evidentemente, sovradimensionata per la piccola Macedonia di due milioni scarsi di abitanti.
C'è un problema, però: che la maggioranza dei macedoni è ortodossa. Che ne pensano? Saranno contenti? Non importa. A Bruxelles, forse, pensano di imitare la soluzione tentata dai nazi ucraini nel Donbass con i russi, cioè bombardandoli. Là è andata male, ma non è detto che andrà sempre male. Così, magari, si troverà anche il colore di questa nuova rivoluzione, molto democratica e molto colorata: verde "islamico" con molte macchie di sangue.

Giulietto Chiesa (Fatto Quotidiano)

p.s.

... il punto è: crederci? visti i precedenti direi di si... non credo abbiate dimenticato come in ucraina i "cecchini" sparassero addosso sia ai patrioti che ai "rivoluzionari (ne parlai all'epoca anch'io riportando il dialogo fra il ministro degli esteri lettone e l'allora Alto rappresentante della UE che affermava proprio questo) e questo fece divampare la guerra civile; così come, e ne sono tuttora convinto, ormai abbondano le prove che l'occidente sta artatamente provocando l'orso russo perchè faccia un passo falso. Sia chiaro non sono un sostenitore di putin ma, solo andando a buon senso e senz'altre considerazioni, non è uno stupido: sa benissimo che non può permettersi una guerra aperta e nemmeno una guerra asimmetrica; troppo stretto anche l'abbraccio cinese perchè in cambio deve mollare la siberia piena di risorse.. ed è estremamente difficile farlo quando nel ceto che lo sostiene ci sono appetiti altrettanto famelici come quelli occidentali e difficilissimi da accontentare; infine il suo esercito è ancora "novecentesco" ossia tropi uomini e troppa poca tecnologia e ciò è un handicap per una, presuntissima, superpotenza..... ha solo una cosa a suo favore: il patriottismo. E' quest'aspetto del popolo russo che incute (o dovrebbe indurre a farlo) timore nei suoi avversari: chiunque finora ha avuto a che farci ci si è scornato e ne è uscito sconfitto. Visto che gli americani, a parte le atomiche che hanno anche i russi e i cinesi, hanno un alto livello tecnologico ma sul terreno non hanno vinto una guerra che fosse una le forze son pari e allora... per loro potrebbero essere dolori. E' noto che ai confini ucraini le forze nato sono ammassate; è anche noto che in quel paese ci sono "consiglieri" delle forze speciali americane (pari tagliagole ci sono anche dall'altra parte); è infine noto che l'ucraina è indebitata con mezzo mondo fino al collo per sostenere non solo lo sforzo bellico ma pure l'economia e la èlite corrotta che ora se ne è impadronita dai soldi occidentali dipende..... gli ucraini non hanno scmpo o combattono o affogano. Come fare per "alleggerire" il frotne ucraino? Creando tensioni altrove: e la macedonia ha tutte le carte in regola per diventarlo... il resto verrebbe da se.

lunedì 18 maggio 2015

Crisi, il futuro non è rosa

Fonte: Il Fatto Quotidiano di del 17 maggio 2015
Il futuro è rosa? A detta dei politici europei ad americani pare proprio di sì, la crisi è passata e tra poco ricominceremo a crescere. La gente li crede perché molti pensano che peggio di così non si possa andare. Ed invece un gruppetto di economisti sostiene che i continui picchi degli indici di borsa altro non sono che una gigantesca bolla finanziaria, pronta ad esplodere in un futuro non troppo lontano. La grande depressione evitata all’indomani del crollo della Lehman Brothers potrebbe dunque travolgerci nei prossimi vent’anni. Tra costoro ci sono due fratelli Alan e Brain Beaulieu, abbastanza conosciuti negli Stati Uniti che hanno da poco fatto la loro comparsa nelle City di Londra quali consulenti e guru.
Nel loro libro Prosperity in the Age of Decline: How to Lead Your Business and Preserve Wealth Through the Coming Business Cycles sostengono che tra 15 anni gli Stati Uniti, e quindi anche il resto del mondo, saranno vittima di una depressione simile a quella sofferta esattamente un secolo prima. I motivi li conosciamo bene: l’invecchiamento della popolazione, i programmi pensionistici ed i tassi d’interesse vicini allo zero. Ci troviamo di fronte ad uno squilibrio demografico che si tradure in uno scompenso finanziario. Da una parte c’è la generazione dei baby boomers, la più numerosa degli ultimi 100 anni ed anche la più ricca e longeva che vuole godersi la pensione, dall’altra ci sono le generazioni Y ed i millennial, e cioè chi è nato dal 1980 fino al 2000, decisamente meno numerosi e con prospettive di guadagni inferiori. Basta questo per capire che ad un certo punto il sistema pensionistico imploderà e lo stato si troverà a corto di fondi.
Ma non basta, i tassi fermi intorno alla zero gonfiano il valore delle azioni ed offrono alle grandi imprese denaro a costi troppo bassi. Un fenomeno che a sua volta ne fa gravitare i guadagni contabili aumentando il valore delle azioni. Un spirale destinata anch’essa ad implodere.
Si potrebbe obiettare che nella forza lavoro dei prossimi 15 anni ci sono anche gli emigrati e che gli scompensi demografici sono minori di quanto si creda, ma i due aspetti più interessanti della teoria dei Beaulieu si riferiscono ai suggerimenti su come proteggersi e guadagnare dalla grande crisi economica non alle cause. Consigli in gran parte diretti ai giovani della generazione Y ed ai millennial- poiché le prime vittime saranno proprio loro – che i fratelli incitano a seguire un comportamento più razionale di quello dei genitori e che garantisce maggiore sicurezza economica.
In primo luogo devono partecipare maggiormente alla vita politica. Poiché i baby boomers sono più numerosi, il loro peso nell’elettorato è di gran lunga maggiore di quello dei propri figli e nipoti. E questo spiega la reticenza della classe politica a posticipare l’età del pensionamento. Secondo i Beaulieu anche nei paesi dove sono state approvate leggi che alzano la soglia del pensionamento, siamo ancora lontani da una posizione di equilibrio. Spetta ai giovani far pressione sui politici affinché ciò avvenga.
Bisogna poi imparare a vivere al di sotto delle proprie possibilità, ciò significa risparmiare ogni mese, anche solo piccole quantità di denaro. E’ importante introdurre i giovani al risparmio ed insegnare loro ad investire. Accumulare denaro infatti non aiuta, questo deve fruttare qualcosa, deve moltiplicarsi. Secondo i fratelli Beaulieu il mercato azionario durante gli anni 20 sarà particolarmente vantaggioso ed offrirà profitti al disopra del tasso d’inflazione.
Altro consiglio: scegliere una carriera in un’industria in crescita. Qualsiasi settore che ha a che fare con gli anziani va bene, lo stesso vale per tutte le attività economiche relazionate a paesi dove la classe media è in aumento, ad esempio l’America Latina e l’Asia. Assolutamente non entrare in politica. Fino allo scoppio della crisi i politici saranno costretti a misure molto poco popolari: aumento delle tasse, aumento dell’età del pensionamento, tagli della spesa ecc. ecc. Tutto ciò renderà sempre più difficile e meno lauto il loro mestiere.
Pagare tutti i debiti prima dello scoppio della crisi, e cioè il 2030. Cercare poi di non indebitarsi per consumare, se non è possibile acquistare ciò che si vuole in contanti, allora è meglio non farlo. Naturalmente prima dello scoppio della crisi bisognerà liquidare tutti gli investimenti e tenersi il contante per usarlo dopo il crollo ed acquistare a poco prezzo pacchetti azionari, imprese ed immobili.
Ed infatti secondo i fratelli Beaulieu, dopo la grande depressione inizierà un forte ripresa. Anche per loro insomma il futuro, però quello di lunghissimo periodo, è rosa.
p.s.
ATTENZIONE quest'articolo, come quello di ieri, va soppesato e vagliato con molta prudenza perchè gli sacerdoti dell'austerity, se costretti, lo ammettono: non siamo affatto usciti dalla crisi, anzi... ci siamo dentro fino al collo e vi rimarremo finchè non si prenderà atto che unificare un insieme diversificato e culturalmente differente che rappresenta i 2/3 del pianeta non può che creare guasti; soprattutto se chi dovrebbe vigilare e fare l'interesse comune dei singoli, i governi, fanno gli gnorri o, ipotesi più vera e verificabile, tifano perchè ciò accada. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, vero? Ricordate che c'è subito stato qualcuno che ha detto che ci vorranno decenni prima di tornare a livelli di pre-crisi, vero? Ricordate anche che le serie storiche e quindi le equazioni alla base della politica dell'austerity sono errate, vero? Bene se è chiaro ciò chiedetevi se vale davvero la pena di continuare a votare per gli stessi che stanno attivamente contribuendo a rovinarci il futuro...

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