lunedì 18 luglio 2016

Jobs act, creare finte coop per tagliare costi non è più reato. “Così il lavoratore perde il posto e l’impresa onesta chiude”

14/07/2016 di triskel182
La riforma ha cancellato il reato di somministrazione fraudolenta, che si configurava quando un’azienda creava società fasulle a cui affidare alcune attività sulla pelle dei dipendenti, con contratti capestro, stipendi ridotti, abusi negli orari. Un fenomeno che va a braccetto con il caporalato. Il docente: “Sono state aumentate le sanzioni, per cui lo Stato guadagna di più, ma l’operaio perde il lavoro”.Prima era reato. Dopo il Jobs act, non più. Fino a un anno fa, gli ispettori del lavoro potevano obbligare le imprese colte in flagrante ad assumere i dipendenti sfruttati. Ora i lavoratori perdono semplicemente il posto. E le imprese rispettose delle regole hanno costi più alti e vanno fuori mercato. E’ il quadro dipinto dagli addetti ai lavori a 13 mesi dalla cancellazione del reato di somministrazione fraudolenta. Quello che si verifica quando le imprese creano società fasulle, in particolare cooperative, per affidare loro alcune attività e ridurre così gli esborsi sulla pelle dei lavoratori, con contratti capestro, stipendi ridotti, abusi negli orari. Un fenomeno che va a braccetto con il caporalato e che, non a caso, è evidente in modo particolare nel settore agroalimentare.
“Un anno fa, l’ispettore del lavoro interveniva per il ripristino immediato delle tutele del lavoratore: retribuzione, tempi di lavoro, contratto, inquadramento – spiega Pierluigi Rausei, docente di Diritto sanzionatorio del lavoro alla scuola di dottorato Adapt presso l’Università di Bergamo – Adesso, invece, ci sono solo sanzioni economiche. Che sono più aspre di prima, ma l’obbligo di assumere il dipendente non c’è più. Oggi lo Stato guadagna più soldi, ma il lavoratore perde il posto”.
Il reato, istituito dalla legge Biagi del 2003, si contestava di fronte a una somministrazione di lavoro “posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore”. In sostanza, come spiega Rausei, si verificava quando “un’impresa affidava un’attività, svolta in proprio fino al giorno prima, a una società creata ad hoc, una finta cooperativa o una finta srl, per abbattere i costi riducendo le tutele dei lavoratori”. Nel 2015, secondo i dati del ministero del Lavoro, i rilievi ispettivi in materia di “esternalizzazioni fittizie”, tra le quali rientra anche la somministrazione fraudolenta, hanno coinvolto 9.620 lavoratori, il 16% in più rispetto all’anno precedente.
Ma il decreto attuativo del Jobs act sul riordino dei contratti, firmato da Matteo Renzi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti e entrato in vigore nel giugno 2015, ha spazzato via questo reato abrogandolo. “L’abolizione della somministrazione fraudolenta – aggiunge Rausei – ha determinato l’immediatadecadenza dei procedimenti sanzionatori in corso”. L’opera cominciata con il Jobs act è poi stata compiuta con un decreto approvato nel gennaio del 2016, il numero 8. Con questo provvedimento, il governo ha inasprito le sanzioni, ma al tempo stesso ha esteso l’ambito della depenalizzazione. Prima, i trasgressori dovevano pagare un’ammenda pari a 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro. Da gennaio, la sanzione parte da 5mila euro e può arrivare fino a 50mila. Ma intanto le violazioni in materia di somministrazione sono scivolate dall’ambito penale a quello amministrativo. “Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda”, stabilisce il decreto.
“E’ il capitolo due rispetto al Jobs act – aggiunge Rausei – Se la riforma del lavoro ha abolito la somministrazione fraudolenta, il decreto ha depenalizzato tutti gli altri reati in materia di somministrazione, eccetto quelli che riguardano l’impiego diminorenni. Per il resto, i reati si sono trasformati in illeciti amministrativi che prevedono solo il pagamento di una sanzione pecuniaria“.
Sono i sindacati a raccontare le conseguenze pratiche della depenalizzazione. “L’abolizione del reato è stata un’ulteriore libertà di bypassare le norme concessa dal governo a caporali, false cooperative e committenti senza scrupoli – spiega Umberto Franciosi, segretario Flai Cgil Emilia Romagna – E così le imprese che rispettano le leggi di questa Repubblica, che hanno costi più alti, vanno fuori mercato“. Gli abusi della somministrazione, spiega il sindacalista, sono particolarmente diffusi nel settore agroalimentare: “Nel distretto della lavorazione delle carni in provincia di Modena non c’è grande marchio che non faccia ricorso a queste pratiche fraudolente. Ma dappertutto stanno germogliando false cooperative con lavoratori sottopagati, senza malattia, senza vincoli di orario: ci sono dipendenti che formalmente lavorano 20 ore a settimana, ma in realtà ne fanno anche 50″.
Esempi concreti? “Noi ci limitiamo a fare le segnalazioni di quelli che riteniamo casi di somministrazione fraudolenta, non conosciamo l’esito dei rilievi ispettivi – spiega Franciosi – Ma il caso più recente, che rappresenta la punta dell’iceberg di questo fenomeno, è la vertenza della Castelfrigo di Modena“. L’azienda in questione, attiva nel settore della macellazione della carne, è stata al centro di una vertenza che si è risolta con un accordo sindacale a febbraio. “Si trattava di circa 100 lavoratori inquadrati in due cooperative di dubbia legittimità – racconta il sindacalista – sottoposti a una serie di abusi su contratto, orari, stipendi”.
A febbraio, il deputato Pd Davide Baruffi aveva presentato un’interpellanza al governo sulla vicenda della Castelfrigo. Il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano, pur non riferendosi nello specifico all’azienda in questione, ha spiegato che nel distretto modenese delle carni “le verifiche hanno evidenziato, oltre all’applicazione di contratti collettivi nazionali differenti per i lavoratori delle società committenti e per quelli delle cooperative operanti in regime di appalto, anche fenomeni di interposizione di manodopera, omissioni contributive, registrazioni infedeli sul libro unico del lavoro e violazioni della normativa in materia diorario di lavoro“.
dal Fatto Quotidiano
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.. e dopo i salari dati con i buoni pasto (anche nella civilissima Toscana nel quale gli esponenti del partito e della coalizione che ha votato per queste riforme ora chiedono che vengano arrestati coloro che ne usano gli strumenti) ora abbiamo le finte coop legalizzate dal Job Act. Manca ancora qualcosa all'appello? Certo le free tax zone (come in Messico ecc.), le zone franche (dove non paga le tasse chi investe (confine coree nord/sud, ecc.),  ecc. ecc. eppure le associazione e le ong ne hanno fatte di lotte per denunciare le grandi aziende che facevano lavorare nei paesi asiatici e africani come schiavi bambini e adulti per pochi centesimi al giorno.. avreste mai pensato che anche qui nel grasso Occidente spuntavano fuori cose del genere appena 20 anni fa? No, naturalmente... e quando li avete votati avreste mai pensato che gli stessi partiti che una volta denunciavano questi guasti del capitalismo facevano una riforma che introduceva, e nemmeno surrettiziamente, figure del genere?
Bene.. chi la fa l'aspetti, ora ci tocca fare da colonia economica

domenica 17 luglio 2016

Le stranezze continuano..

Se non bastassero i dubbi sollevati dai media ci si mettono anche i social.... partiamo da nizza. Non so se avete avuto modo di vedere le foto che i media stanno diffondendo, ci sono anche i video ma stranamente youtube li leva, sul tir che ha fatto la strage:
se ingrandite l'immagine noterete, l'ho fatto anch'io, il raggrupparsi dei proiettili su un lato del tir... e quel lato non è quello del guidatore: qualche domanda mi assale.. ma le lascio lì nell'aere.
questa foto rappresenta... l'immagine di colui che si darebbe per morto nell'attentato vivo e vegeto in un paese arabo; il punto è: se è un fake o se è vero e nel secondo caso, chi mente? Perchè lui è sconosciuto agli annali dei terroristi (dal profilo fatto dai media beveva, problemi mentali, ecc.) mentre a partire da sua moglie per arrivare a suo padre e ad alcuni suoi amici, questi si che erano radicalizzati... anche qui qualcosa non va, almeno secondo me...
Veniamo al colpo di Stato, se è tale visto il livello di dilettantismo dimostrato,  in Turchia; anche qui qualcosa non va:
  1. di solito vengono occupati tutti i media e non alcuni come dif atto avvenuto;
  2. la seconda cosa che si fa.. si acchiappa il governo e il presidente della repubblica, nessuna delle due cose è avvenuta;
  3. se, come sta venendo fuori nelle ultime ore, erano decisi perchè si sono arresi subito esponendosi al linciaggio della folla e sotto le telecamere dei media?
  4. come ha fatto Erdogan a filaserla?
  5. Perchè UK e Germania hanno rifiutato preventivamente il visto al satrapo turco per poi alcune ore dopo fornirgli appoggio politico.. qualcosa non è andata per il verso giusto e per chi?
  6. come mai Erdogan ha chiuso la base di Incirlik da dove partono gli attacchi al Daesh islamico?
  7. E l'esiliato volontario, di cui ora i turchi chiedono agli usa l'estradizione, ha davvero dato il via a un colpo di stato dall'altra parte del pianeta senza muoversi da casa ... e senza che NSA, Cia, Fbi ecc. muovessero ciglio dimostrando, se è questo che ha fatto, falle enormi nella sicurezza americana?
  8. Il mandante.. sono vere le voci che dicono che sia 'occidentale'? Spiegherebbe la riluttanza europea a dare al Califfo l'eventuale asilo... chi ha rimestato nel calderone turco? E quale sarà il conto che il vincitore presenterà all'Occidente?
  9. il ruolo dei militari nel mondo turco era centrale: se qalcuno sgarrava essi erano i custodi della costituzione kemalista... intervenivano e rimettevano le cose a posto: sapete qual'è la prima cosa che ha fatto Erdogan? Una bella epurazione.. tutti a casa passando prima per processi, galere ecc. costruendosi nel frattempo i propri appoggi nello stesso mondo: non è un caso che erano pochissimi i rivoltosi.
Da un certo punto di vista Erdogan dovrebbe ringraziare i golpisti anziché perseguitarli.. perchè può eliminare anche quella parvenza di democrazia che ha lasciato in vita proprio in seguito al golpe non riuscito. Ne aveva voglia, gli serviva il movente e il colpevole: guarda caso gli sono arrivati fra le braccia entrambi a stretto giro di posto: non è un caso che in rete i complottisti parlano di golpe ' fatto in casa' o qualcun'altro di 'sindrome delle torri gemelle' ossia 'io sono a conoscenza di un qualcosa che qualcuno sta preparando e lo lascio fare perchè in questo modo posso fare quel che avevo in mente fin dall'inizio e con l'appoggio popolare per giunta...'. si si lo so: ipotesi e illazioni ma non vorrei fra dieci anni scoprire che era noto il mandante, occidentale, e l'esecutore e che il tutto era previsto per fare il turkish job e traspostare quel paese da democrazia a una semi-democrazia a uno stato islamico in barba ad Ataturk e tutto il resto.....
Sia chiaro: sono domande, perplessità e nulla è certo ma annoto che qualcosa sotto traccia si stia muovendo e non è un qualcosa che può avere esiti positivi per tutti... anzi. Sento puzza di cambi di alleanze, ricatti, guerricciole, stragi, terrorismi più o meno manovrati ecc. insomma c'è aria di cambi, più o meno traumatico, di regime e di orizzonte se non di

fate voi...

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