Un pò alla volta si delineano i connotati del quadro e sempre più sale alla gola quel nodo formato da rabbia e indignazione che ogni persona civile di questo paese non può non avere. Lo scontro istituzionale era nell'aria e si aspettava solo il momento giusto per far scattare il trappolone politico/mediatico dentro cui far cadere i target inziali prendendo due piccioni con una fava: ridurre il ruolo degli altri organi costituzionali (Parlamento, Capo dello Stato, Corte Costituzionale, Corte di Cassazione) a una semplice subordinazione del Governo e rinsaldare l'asse con la Chiesa in un'alleanza pragmatico/politica che vede entrambi attori di un disegno di controllo e indirizzo dell'intera società italiana; gli indugi sono rotti ormai. Ne parla La Repubblica in termini bene articolati identificando chiaramente sia la svolta "bonapartista" che la "istituzionalizzazione del carisma" di weberiana memoria che certo non porta ad un'ampliamento degli spazi democratici a disposizione dei cittadini: un'esempio è quello di accomunare binomi di facile presa per confonderli come ad esempio morte/statalismo e vita/libertà menrte invece non è assolutamente così; ma non tutti ci arriveranno e cadranno anch'essi nel trappolone lasciandosi trascinare e coinvolgere dall'onda anomala che hanno creato volutamente. Si parla di tentazione autoritaria: non è proprio così. Perchè più che tentazione si tratta del classico "autoritarismo democratico" che dopo otto anni, con la sconfitta di Bush, è appena stato buttato nel cestino della storia negli USA: lì ha miseramente fallito, qui rischia (soprattutto per la timidezza,a esser buonisti, della cosiddetta opposizione del PD che in linea di massima condivide il quadro liberista) di avere successo e di trasformare in senso antistorico, illiberale e a-democratico la società italiana. Tutto fa parte del disegno: le proteste dei cittadini; quella civilissima di un padre disperato che dopo 17 anni si vede ancora una volta allontanare la possibilità di lasciare sua figlia libera dai vincoli meccanici che la tengono sospesa in un limbo fra vita e morte prigioniera di pregiudizi che vanno molto oltre il singolo caso (anzi lo pongono sullo sfondo) e riguardano il tentativo di mutare nel profondo la storia del nostro paese.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
sabato 7 febbraio 2009
Davvero ci sarà frattura costituzionale?
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venerdì 6 febbraio 2009
Caso Englaro: lo scontro risale i vertici istituzionali
E' ormai al calor bianco lo scontro che sta spaccando l'Italia praticamente in due sul caso Englaro: da un lato la Chiesa (e ora il Governo), dall'altro Il Capo dello Stato (e, sorpresa, il Presidente della Camera che suona come una lieta sorpresa) ma soprattutto (quello che ne rimane) la società civile e laica più le non molte personalità che hanno avuto il coraggio di dire la propria in merito, spesso sommessamente. Da un lato uno Stato straniero che è connotato da teocrazia e per nulla democratico che ha schierato le sue truppe e gli ultras, dall'altro la residua società laica che ha solo la parola e la forza della ragione, delle sentenze definitive, e della scienza dalla loro. Il Governo ha dapprima cercato di tenersi fuori dalla diatriba (tranne qualche Ministro che ha provato, e prova ancora, a fermare il processo) ma ora è sceso pesantemente in campo dal lato della Chiesa tentando prima con decreto legge (respinto dal Capo dello Stato) e poi con un disegno di legge che dovrebbe essere approvato a tempo di record per fermare il processo: c'è solo un piccolo, ma per il nostro Capo del Governo molto significativo, particolare ossia i sondaggi che dicono che gli italiani sono a favore della famiglia Englaro; una cosa non da poco conto vista l'importanza che essi rivestono oggi nella politica italiana. Tralasciando i toni forti usati se ne ricava che nel nostro paese contano di più le "pressioni" di Oltretevere che il comune sentire della gente? Pare di sì. Ma mi chiedo se il caso Englaro sia davvero così "fondamentale" per il nostro paese che ha milel e più urgenti problemi? Non c'è la crisi che distrugge posti di lavoro? E come mai tanta rapidità per una tragedia che si trascina da 17 anni e che ha avuto una sentenza passata in giudicato (che in base al nostro ordinamento non può più essere modifcata se non per il futuro) che ha stabilito il diritto (peraltro costituzionalmente garantito) a disporre della propria persona in vita ma, soprattutto, alla fine di essa? Il filosofo Severino dice che il cosiddetto concetto di dono (molto pubblicizzato in questo periodo) ha degli aspetti che sono contraddittori e che possono rivolgersi proprio contro i suoi sostenitori a oltranza e sarebbe meglio non approfondire perchè creerebbe più problemi ai suoi propugnatori che ai suoi detrattori. Ci si attendeva reali interventi per i meno abbienti che finora hanno visto "solo" social card e pochi spicciolotti anche a suon di decreti legge mentre stasera si è consumata una frattura pericolosissima: si è tentato per via di decretazione di annullare una sentenza definitiva, una cosa che mette in discussione lo stesso Stato e tutti i principi su cui esso si basa (ce ne sono state altre ma questa è grossa) e denota la considerazione nella quale è tenuto il disposto della massima Magistratura ma soprattutto il comune sentire della gente soprattutto come facilmente ci si passa sopra quandosi sente il rintocco della campana "oltreteverina" che richiama all'ordine. Lo scivolo sul quale sta finendo l'Italia è realmente preoccupante e pone uno spartiacque netto che rende impossibile qualunque dialogo fra le parti e scopre quale sia il reale disegno egemone che ci grava addosso e il pericolo che tutti corriamo: nati sotto uno Stato democratico (anche se a sovranità limitata vista l'incipiente guerra fredda) rischiamo di invecchiare e morire, se ce lo permettono, in una teocrazia di stampo iraniano.............
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