mercoledì 2 dicembre 2015

siamo fuori dal tunnel....

.... sempre per capire i numeri una delle cose che ho imaparato è che non basta saperli prendere, leggere e sciorinarli ma bisogna sapersene distaccare per assumere una visione dall'alto degli stessi e delle realtà che ci danno: una cosa che questa politica nion fa volutamente non foss'altro perchè, ritengo, ciò potrebbe comportare notevoli problemi con i propri elettori. Ecco perchè strombazzano gli "zero virgola" e tacciono o cercano di rivoltare la frittata quando vengono sonoramente smentiti proprio dagli stessi dati che poco prima hanno strombazzato.... ne avevo parlato in un precedente post e ora ne riparlo non foss'altro perchè si sta verificando proprio il caso del "rigirare la frittata"... ricorderete gli annunci del genere "ormai la ripresa c'è", vero? Ebbene già allora, una volta letti, gli stessi dati denunciavano una realtà diversa, molto diversa ma i nostri, non contenti, proprio in questi giorni  son tornati alla carica con altri dati, peraltro che confermano quelli dello stesso periodo dell'anno scorso che erano NEGATIVI, dell'Istat che sottolineanno le "magnifiche sorti" della nostra economia del dopo "annuncio ripresa gazie alle riforme del cosiddetto mercato del lavoro, del job (o forse si potrebbe definire meglio come ha fatto il Fatto Quotidiano ossia JOB Crack)", Act e dell'Austherity della Troika (MES, UE, FMI).
Eccoli i dati:
  1. Nei fatti il governo altro non ha fatto che regalare qualche miliardo di euro agli imprenditori nonché un esercito di precari da assumere, con qualunque tipo di contratto, per poi dopo qualche mese licenziarlo per poi riassumerlo ecc. in un girone infernale che non porta da nessuna parte se non ad una redistribuzione di ricchezza ai furbetti del job act e basta. Il Job Act è un vero e proprio fallimento!!!!
  2. disoccupazione al, non so cosa ci sia da festeggiare, 11,5% (anche il tasso di disoccupazione giovanile si è ridotto). In realtà a essersi ristretta è la platea dell'offerta ossia il differenziale rispetto al dato precedente si è RITIRATO DAL MERCATO: meno offerta numeri più bassi e oplà si riduce ache la disoccupazione ma NON perchè ci sono nuovi assunti ma solo perchè c'è meno gente che offre le proprie braccia.. di ciò naturalmente non troverete traccia da quasi nessuna parte se NON nei freddi dati dell'ISTAT.
  3. Discorso a parte è il segmento di mercato degli over 50. Ebbene: non sono nuovi assunti ma semplicemente sono gli stessi lavoratori che hanno superato la soglia dei 50 ma che, grazie alla riforma delle pensioni, si son visti allungare la vita lavorativa ben oltre i 60.... se manterranno il posto di lavoro.
  4. Cresce il PIL. Già il PIL ..... negli obiettivi del governo avrebbero fatto salti di gioia con uno striminzito + 0,9 e invece... se va bene sarà grasso che cola se si arriva allo 0,6%  e questo differenziale significherà che sono altri mld di euro da trovare per coprire il buco che artatamente è stato creato: miliardi di tagli naturalmente; indovinate voi dove... altro discorso è il "quantum" pensionistico: chi entra nel mondo del lavoro a partire dal 1980 si ritroverà ad avere pensioni infime ad una età che va per i 75 anni: eccolo il contributivo e si suoi risultati! Soprattutto se applicato all'italiana dove nella busta paga dei lavoratori pesano ben 90 e rotte leggi che stabiliscono altrettanti balzelli che ne appesantiscono il costo e ne riducono il valore reale: ma scopro l'acqua calda perchè questo lo sanno tutti ma se a dirlo è il Presidente dell'inps, peraltro sempre più impegnato in "politica", un peso ce l'avranno no questi dati?
  5. art. 18 per tutti. Di solito quando si mettono mano alle riforme, quelle vere, l'obiettivo non è quello di eliminare l'esistente ma migliorare le condizioni di chi ancora non beneficia delle cosiddette "garanzie": ma non è andata così.... ricordate sempre quanto disse il CEO della Goldman-Sachs ossia che "costituzioni antifasciste così come uscite dalla seconda guerra mondiale dovevano essere rese compatibili con le esigenze dei mercati": devo tradurlo o è chiaro? Ma qual'è il problema? Semplice la Cassazione ha stabilito che l'art.18 non solo si applica al privato ma dev'essere esteso, in quanto non escluso dalla legge, anche al pubblico impiego; non che la cosa non sia giusta ma è giusto ricordare però che se una categoria ha saputo raggiungere un certo livello, senza danneggiare le'conomia nazionale, di solito si portano gli altri allo stesso livello, quindi verso l'alto, e non si riducono di livello quelle della categoria che ha saputo meglio difendersi...  questo dovrebbe essere compito del sindacato: se ci fosse un sindacato.

martedì 1 dicembre 2015

Russia-Turchia, c’eravamo tanto amati. Che succede tra Putin e Erdogan

DAl Fatto Quotidiano del 29 novembre 2015 a firma di
Continua il braccio di ferro tra Russia e Turchia. Due leader populisti che fino a poche settimane fa andavano a braccetto. Erdogan è infatti l’unico leader occidentale che ha assistito alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Sochi. E bisogna ricordare che sono state imprese turche a costruire gran parte dell’infrastruttura dei giochi olimpici di Sochi. In cambio i russi hanno vinto gli appalti per costruire una centrale nucleare sulle coste mediterranee della Turchia, per un valore di crica 20 miliardi di dollari. Ma, dopo l’abbattimento del caccia russo, questo progetto è stato sospeso.
La Turchia è il secondo maggior consumatore di gas naturale russo e i due leader hanno approvato mesi fa la costruzione di un gasdotto attraverso il Mar Nero, che naturalmente al momento è stata anch’essa sospesa. Basta questo per illustrare il rapporto speciale che fino a pochi giorni fa legava le due nazioni e come stia evaporando nelle ultime settimane. Che succede?
Sicuramente i bombardamenti russi hanno fatto salire il numero dei profughi siriani che si riversa in Turchia e messo a dura prova l’appartenenza della Turchia alla Nato. Ma è anche vero che le tensioni politiche tra turchi e kurdi sono più legate all’intervento armato delle forze di coalizione che a quello della Russia. Mosca ha solo peggiorato una situazione già critica. Allora perché abbattere un aereo russo?
Difficile capire le dinamiche politiche. Forse Erdogan dopo la schiacciante vittoria elettorale pensa di avere carta bianca e vuole mostrare agli americani che la Turchia sta con l’Occidente. O forse è convinto che le promesse della Merkel si avvereranno, che la Turchia riuscirà ad entrare nell’Europa Unita ed a quel punto potrà ignorare l’importanza commerciale della Russia. Oppure si tratta di un errore, spiegazione più plausibile. Secondo alcune fonti turche che vogliono rimanere anonime dopo un certo numero di ‘violazioni’ scatta automaticamente l’ordine di abbattere gli incursori.
Nel frattempo la Russia sta studiando una serie di sanzioni economiche da imporre, comprese quelle relative al commercio di grano e riso. Intanto da venerdì sono state interrotte le autorizzazioni doganali per le spedizioni di frumento dai porti del Mar d’Azov, dove viene gestita la maggior parte dell’esportazione di grano. L’esportazione di grano russo in Turchia è uno dei più importanti scambi tra le due nazioni. Da luglio ad ottobre, la Turchia ha acquistato circa 1,6 milioni di tonnellate di grano russo, è quindi il secondo più grande acquirente della Russia dopo l’Egitto. Se la Turchia venisse tagliata fuori dalle esportazioni russe, gli importatori dovranno pagare dai 30 ai 40 dollari in più per tonnellata di grano perché costretti ad acquistare dal Canada, dall’Australia o dagli Stati Uniti.
Sul piano economico la fine del rapporto speciale tra Turchia e Russia può avere un impatto negativo per entrambe le nazioni. Nel 2014 il commercio tra Russia e Turchia ha raggiunto i 31,6 miliardi di dollari. La Russia vende petrolio e gas naturale alla Turchia ed acquista prodotti agricoli, macchinari e servizi turchi. Negli ultimi 13 anni, la Turchia è stata il paese più gettonato dai turisti russi. Nel 2014 i 3,3 milioni di russi hanno speso in Turchia 3,7 miliardi di dollari.
Sulla base di queste cifre l’ostinazione della Russia appare poco comprensibile. A meno che l’accordo con Hollande sia il preludio del ripristino delle relazioni commerciali tra Russia ed Europa. Le sanzioni sono a tempo e stanno per scadere, è quindi possibile che in sordina non verranno rinnovate.
Per la Russia le tensioni con la Turchia potrebbero essere anche vantaggiose. La maggior parte della popolazione musulmana – 16,5 milioni, pari all’11 per cento di quella totale, e circa 4 milioni di migranti provenienti dal Caucaso e dall’Asia Centrale – è sunnita e considera il regime sciita di Assad una dittatura violenta e sanguinaria. L’intervento di Mosca in Siria rischia di radicalizzare nuovi segmenti della popolazione mussulmana, secondo dati ufficiali prodotti dal ministero degli affari esteri al momento nelle fine dei jihadisti siriani ci sarebbero già 2.400 russi. Spostare l’enfasi sulla Turchia, dunque, potrebbe facilitare la strategia di Putin di trasformare questo conflitto in una guerra nazionalista, che ha lo scopo di difendere gli interessi della Russia, come ha già fatto in Ucraina ed in Cecenia.
di | 29 novembre 2015
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p.s.
tutto chiaro? A me un pò meno perchè se è pur vero che la partita che si sta giocando nello scacchiere mediorientale è ... complicata perchè:
  • è vero che i milioni di profughi prima dell'intervento russo ci sono stati eccome e quelli dopo non sono altro che un aggiunta al totale;
  • è vero che la Russia appoggia Assad ma è altrettanto vero che (parte della stampa lo dice apertamente) la Turchia commercia armi contro petrolio proprio con l'ISIS e non è un caso che i russi bombardano proprio la zona del confine;
  • è vero che gli occidentali hanno messo sul piatto della bilancia la caduta del tiranno siriano ma ...... è anche vero che i sodali locali degli occidentali, i cosiddetti paesi arabi moderati, appoggiano apertamente sia i cosiddetti "democratici (un infima e insignificante porzione del movimento anti-Assad)" sia la lunga lista di organizzazioni terroristiche che in quello scacchiere si è concetrato e agisce e che è molto improbabile poter definire "combattenti per la libertà" come fu fatto per i talebani non foss'altro perchè fra loro non ci sono solo i cattivi ma anche gente di Al Qaeda, si proprio loro ossia quelli cui viene imputato di aver preparato, progettato e fatto l'attentato alle torri gemelle... la vedo dura per gli occidentali darla a bere ai propri cittadini.
  • è vero che lo zar e il sultano andavano a braccetto fino a poco tempo fa ma è come voler far andare d'accordo cobra e scorpioni..., come già detto prima su questo blog, non è solo una questione politica ma è soprattutto geopolitica ed economica, le risorse fossili su cui è basata tutta la civiltà umana, e quando si va su questo versante la ragione va a farsi benedire....
.... mai come ora, ritengo, l'orologio della guerra è prossimo alla mezzanotte. A voler essere teorici del complotto direi proprio che mai come ora ci sono forze che sembrano essersi impegnate a fondo per farla scoppiare. Se fossi, e non lo sono, un teorico del complotto potrei anche pensare che gruppi di potere occulto stanno spingendo affinchè tutto accada: esiste, sempre a detta dei teorici del complotto, un calendario "della guerra" che prevede per l'anno 2019 l'inizio di una  guerra fra le potenze che prevede lo scoppiare della scintilla proprio nello scacchiere di cui si parla per poi espandersi alle grandi nazioni fra loro contrapposte (USA/UE/ecc. da un lato il blocco regimi satelliti/Cina/Russia dall'altro) in una suicida distruzione reciproca... naturalmente sono solo teorie, favole, paranoie, miti ecc. ma in realtà se ci si volesse fre mente locale e riflettere acriticamente non si può non chiedersi il perchè certe cose accadono e perchè non si riesce mai a trovare il bandolo della matassa del problema che pure è lì sotto gli occhi.....

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