venerdì 25 aprile 2008

25 Aprile: V- Day e tradizione

Oggi, secondo molti, c'è la contrapposizione fra il "popolo" di Grillo e coloro che ricordano la Festa della Liberazione, un pò perchè così fanno notizia e lettori, un pò perchè in questo modo (almeno i cointeressati) fanno il gioco di chi vuol mandare in vacca sia l'uno che l'altro. In realtà non c'è contrapposizione: questo paese ha bisogno di una ventata di aria fresca che rinnovi gli "ambienti" istituzionali. Davvero non si può continuare in questo modo: pochi segretari di partito decidono su tutto e tutti; e ancora, pochi determinano i destini economici; un'oligarchia ci gestisce: in piena sintonia con la teoria dei "migliori" che si fanno "carico" dei destini del mondo a mio parere anticamera del medioevo prossimo venturo e prodromo della monocrazia. Sia chiaro non sto invocando nè una nuova tangentopoli nè un nuovo moto di indignazione popolare nè una qualche improbabile rivoluzione morale e etica, perchè non ritengo che questo paese abbia più la capacità di indignarsi visto come è ripiegato su stesso, sulla sue miserie e tragedie. Ma oggi il punto è l'informazione e la sua gestione democratica e fa bene Grillo a puntare il dito su essa mettendo un bel riflettore su essa. Un pò dovunque l'informazione è sotto attacco, non è un fenomeno nostrano, un'esempio per tutti: Murdoch ha da poco acquistato il Wall Street Journal (per chi non lo sa ha un'impero mediatico sul "quale non tramonta mai il sole" , pensate al potere che rappresenta) e il Direttore del Giornale "è stato "dimissionato" e fin qui nulla di male il Capo può farlo, ma, c'è un ma infatti, il Nostro ha scritto un'editoriale di politica estera, dettando di fatto la sua linea politica (proponendo, tra l'altro, l'uscita dell'Europa dalla Nato perchè non seguirebbe più i valori che questa organizzazione rappresenta ; e io mi chiedo quali siano questi valori e soprattutto se, guarda caso, dovessero corrispondere con gli interessi del ponte di comando dei poteri forti transnazionali, in questo caso potrei anche essere d'accordo sul "che ci stiamo a fare in un'organizzazione siffatta?) cosa questa mai accaduta, ossia non è mai accaduto che un'editore intervenga così pesantemente, nel mondo occidentale (Italia inclusa), a "indirizzare" le linee guida di un giornale. Questa è la "libera informazione" che ci dobbiamo aspettare in futuro? Da noi la situazione è di stampo liberale o di stampo sovietico? La domanda è volutamente provocatoria ma la risposta è semplice e complessa insieme: c'è infatti una forte concetrazione nelle mani di pochi "salotti" dell'editoria e quindi il temere un controllo sulla linea dei giornali è lecito e pericoloso per il futuro democratico del paese; ma il punto è un'altro ed è l'autocensura. Quanti giornalisti hanno avuto il coraggio di scrivere contro non solo il proprio editore ma soprattuto contro i proprietari reali della testata? Credo pochi. E' questo il "nostro" problema. L'informazione non è repressa ma guidata, anche indirettamente e spesso gli operatori si autocensurano: per esempio molte informazioni su cose che ci riguardano direttamente le troviamo nella blogosfera e non sulla stampa ufficiale (il mainstream per usare il termine tecnico della comunicazione politica): le iniziative che riguardano diritti acquisiti, come la class action, che in altri paesi sono cosa normale e data per scontata, da noi, invece, sono mete raggiunte solo ora (e non è detto che rimangano tali sopratutto con il nuovo governo) e di tutto ciò sul mainstream zero o poco più. Paura? Tengo famiglia? Autocensura? Oppure il" Mi sono fatto una posizione (anche cambiando repentinamente santo e ideologia politica) di benessere, perchè devo perderla?" E anche "Condivido la situazione, quindi mi sta bene, non do per motivi ideologici le notizie che non ritengo utili al mio modo di pensare ecc." C'è un problema però: nei paesi che si richiamano ai valori "occidentali" la libera informazione dovrebbe essere una pietra angolare del sistema e l'operatore dovrebbe astenersi da queste considerazioni mentre l'editore, occulto o meno, dovrebbe a sua volta astenersi dall'indirizzare la lnea dei media: senza essa il sistema stesso è monco e le persone non hanno una corretta visione delle cose e/o ne hanno una errata; qui il punto è che ognuno è libero di dire e pensare come vuole, MA deve poterlo fare con tutte le informazioni sotto mano esposte nella maniera corretta; da noi (e non solo) non va così e l'informazione è partigiana (con tutto il rispetto per partigiani che hanno dato un contributo alto alla liberazione del paese, e se la mia tristezza è vedrne l'uso che i loro successori hanno fatto di quel dono di libertà), schierata e di parte. Quindi voler vedere una contrapposizione fra il "tradizionale" 25 Aprile e quello di Grillo sa di vecchio, bolscevico, antico regime, per non dire interesse di bottega (quella parte che è rimasta in piedi dopo il terremoto elettorale) da un lato; mentre dall'altro fa il gioco di chi se la ride di tutto ciò perchè fa parte del ponte di comando e sa che le leve sono in mano sua ma anche di chi aspira ad entrarci dalla porta di ingresso principale anche a costo di svuotare di significati una Festa come questa. Il dibattito, falso, sull'equiparazione fra i repubblichini e i partigiani ne è un'esempio. E' vero più di mezzo secolo è passato e molti protagonisti non ci sono più, però non si può fare una commistione perchè una parte voleva liberare il paese l'altra collaborava attivamente nelle stragi dei nazisti e ne era complice a tutto tondo; no grazie, va anche bene chiudere il capitolo ma non va bene distorcere la storia pro domo sua, NO GRAZIE, però il tentativo di far passare l'idea del "ttti" dentro o "tutti" fuori c'è eccome ed è proposto ssotto la rubrica "pacificazione" nazionale. Quindi voler vedere una contrapposizione fra i "due" 25 Aprile è PURA LANA CAPRINA" e, in certi casi, anche malafede perchè non sono in contrasto l'un con l'altro, anzi mai come ora chi davvero avesse a cuore i destini di questo morente paese dovrebbe sperare che la società civile, di cui Grillo è solo "una" componente, si destasse dal torpore mediatico politico in cui è stata ricacciata dopo i "voti" alle primarie (che hanno letteralmente terrorizzato i "boiardi" dei partiti facendogli temere per un secondo che i cittadini volessero riappropriarsi del loro diritto a partecipare alla politica e non solo esserne spettatori passivi) e la campagna (non campagna) elettorale di stile (solo quello) kennediano mirata a perdere ma con l'obiettivo recondito di fare tabula rasa dei cespugli di sinistra per poi spartirsene le spoglie in nome di una modernità che sa di elitismo e poliarchismo che inrealtà non farà altro che allontanare sempre di più non solo la cosiddeta società civile ma tutta la società dalla democrazia. So già l'obiezione: hanno votato ed in massa!! Verissimo, e sono andato anch'io a votare, SI VUOLE ELIMINARE ANCHE QUESTO ULTIMO CENTIMETRO DI LIBERTA' CHE CI E' RIMASTO (citato dal film V PER VENDETTA CHE AD OGNI MOMENTO CHE PASSA MI PARE PIU' DENSO DI SIGNIFICATI ATTUALI), che altro si doveva fare? Non votare e dare a questi gli alibi per fare tabula rasa definitiva della democrazia? Il problema, a differenza di Grillo, a mio parere non è "se" ma per "CHI" e "come" VOTARE ed è questo che ci è sfuggito di mano, o ci è stato rubato, da qualche anno.........................
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