martedì 25 novembre 2008

la giornata contro la violenza; l'isola dei famosi finisce..

Ieri tutti, almeno la parte sensibile, si è discusso della violenza contro le donne in tutti i suoi aspetti ..... oggi indovinate un pò di cosa si parla? Della fine dell'isola dei famosi. Ottimi ascolti, sorprese a non finire, un canale dgt dedicatovi, sponsor contentissimi e finalmente smentiti quei "comunisti" che criticavano il format dei reality e li davano per morti. Notate il contrasto? Capite cosa significa? Che possiamo farci tutte le ricorrenze possibili; che possiamo snervarci a parlare dell'importanza della parità e del progresso della condizione femminile della dignità umana; che possiamo dire tutto quelo che vogliamo ma alla fine ci fermiamo vicino alla tv a "guardonare" tipi, più o meno noti, che stanno su una o più isole a imitare i naugraghi di lusso(pagati bene) e a comportarsi di conseguenza dovendo seguire delle regole note e stranote. Non c'è ma che tenga; siamo ormai un popolo dopato di tv e dedito al guardonismo (non immaginate nemmeno quante ne ho sentite in treno e non solo a proposito dell'isola ma anche di altri come il grande fratello) esasperato. Quando mi ci fermo a riflettere mi viene lo scoramento a pensare che persone di questo emisfero stiano incollate a guardare, poi guardo gli esiti delle elezioni e capisco: capisco che non sappiamo più distinguere la realtà dal virtuale e il mondo dei sogni dalla sveglia quotidiana per procurarci il pane (chi con il proprio lavoro chi con il lavoro altrui) e magari non aspettiamo che di tornare a casa e vedere cosa è accaduto nel microcosmo del reality preferito. E' dimostrato che la tv con i programmi esalta la corteccia cerebrale degli individui grazie al flusso delle informazioni, immagini ecc. che ci bombardano quotidianamente, questo stress comporta per l'individuo una distorsione della percezione della realtà e lo porta a reazioni estreme di fronte a situazioni che sono normali visto che avendo perso il contatto con la realtà non siamo più in grado di filtrare le nozioni che ci pervengono e quindi non abbiamo nemmeno il modo di comprendere ciò che abbiamo di fronte. Il problema è sempre quello ed è spiegabilissimo: ci commuoviamo per una tragedia lontana e ce ne freghiamo del nostro vicino così come ci danniamo per "spiare" dei personaggi noti, e meno noti, spersi (si fa per dire) su un'isola, e urliamo alla luna quando un governo ci vende anche la sedia sotto al sedere per salvare chi ci ha irresponsabilmente portato ala fame.......

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