giovedì 22 gennaio 2009

"Caos Calmo" Obama: comunicazione, trasparenza e partecipazione ... e Bush è servito

Tre minuti dopo l'insediamento alla Casa Bianca Obama rimette online la Casa Bianca. A differenza dell'era Bush, dove tutto era "secret" in nome della sicurezza (inventata) e della "emergenza" (anch'essa inventata) il Nuovo Inquilino della Casa Bianca cambia decisamente rotta e, letteralmente, parte in quarta inaugurando la nuova era tutta all'insegna delle parole d'ordine, che ho messo nel titolo di questo post, e che segnano davvero un passo diverso rispetto al passato. Il sito della Casa Bianca torna online completamente rinnovato e in "chiaro" senza omissioni e mezze misure; un nuovo sito Change.gov dove i cittadini possono (anzi sono invitati a farlo) comunicare direttamente con la Nuova Amministrazione ed, infine, un messaggio video agli americani e al mondo che non solo è visibile sul sito change.gov ma anche, e liberamente, su youtube (e accessibile a tutti nonché, udite udite, scaricabile) e che qui vi metto in visione (come state a inglese?)
http://it.youtube.com/watch?v=qN1S1LdkUeg
dove, partendo dalla tradizione demcratica, traccia il percorso che intende fare e segna il distinguo con Bush, e i suoi sodali, parlando semplicemente e chiaramente a tutti. Pur non essendo un suo sostenitore devo ammettere che il piglio con il quale è partito è davvero interessante perchè è una svolta reale rispetto ai suoi perdecessori ma soprattutto risulta estremamente coinvolgente per chi non ha voce in capitolo. Essendo italiano (e con l'esempio dei politici nostrani che tutti abbiamo sotto gli occhi) e, quindi, disincantato la prima cosa cosa che ho pensato è: pura demagogia. La seconda è stata: questo è fumo, e l'arrosto dov'è? Domande legittime guardando all'esperienza nostrana: se invece vogliamo capire cosa realmente rappresenta per il suo paese quest'uomo di 47 anni allora ho provato a "volare" alto e cercare di capire l'intento recondito perseguito e ho capito che dovevo dimenticare la mia "italianità" e ragionare come parte in causa di quel pianeta pericoloso che è diventato dopo anni di guerra, artatamente creata, al terrorismo (con la partecipe e volontaria connivenza delle altre èlite occidentali). Solo dopo questo processo ho compreso la novità del fatto (che va molto al di là del puro gossip a cui nel nostro paese hanno ridotto l'avvento del Presidente Americano "un pochino abbronzato") visto che quest'uomo ha capito che solo rivolgendosi alla gente direttamente può avere la minima speranza di poter almeno creare quelle condizioni che creino quella "rupture" con il passato da usare come contraltare agli interessi potenti che già ora lo pressano per frenarne la spinta riformista (della quale non dubito ma rimango scettico se glielo lasceranno fare) e che lo mette in cima alla blacklist di coloro che lo vedono come pericoloso e sovversivo dell'ordine (ingiusto) "pre"costituito che non prevede la partecipazione della gente comune alla cosa pubblica perchè finora delegate alle varie èlite che si sono susseguite dal 1980 in poi (e spesso decidevano al di fuori delle istituzioni) che non hanno certo fatto il diavolo a quattro per coinvolgere gli "amministrati" che rimanevano sempre più lontani dai loro destini e dal loro futuro. Non è un caso se la grande finanza, interna ed internazionale, abbia accolto piuttosto male il suo insediamento salutandolo con un deciso segno negativo nelle borse finanziarie: un segnale chiaro e preciso che arriva diritto al cuore del sistema imperiale americano. Non so se le speranza andranno deluse o se sarà fermato nel suo programma ma una cosa l'ho ben chiara: il velo mediatico che nel nostro paese è calato su Obama (solo La7 ne ha trasmesso in diretta la cerimonia) fa pensare che qui è temuto e soprattutto è temuta l'onda "anomala" che potrebbe innescarsi, per pura imitazione, tipicamente nostrana, e rovesciare la traballante barca del sistema di potere che si è insediato dal 1990 in poi con il pericolo, per esso, connesso di innescarne il crollo definitivo. Se nel nostro paese ci fosse una reale opposizione o meglio ci fosse il normale gioco democratico (invece di quello illiberale che ci ritroviamo) la elezione di Obama avrebbe un'effetto dirompente e un vento forte si leverebbe per creare le condizioni di un reale cambiamento di rotta anche da noi...... invece (a parte le notizie di cronaca dei tg e qualche voce puramente demagogica che tenta di appropriarsi dell'evento dandogli una colorazione non propria) il vuoto pneumatico è sembrato innescarsi e perdurare, nel mentre quelle parole che sono nel titolo di questo post da noi perdono la loro reale valenza, levandoci anche il gusto di riflettere un pò sulla nostra reale condizione: un brutto segnale per la nostra società.

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