lunedì 19 gennaio 2009

Ecco a chi diciamo ADDIO

http://it.youtube.com/watch?v=TsBF2FFWHRM. stasera l'inquilino della Casa Bianca G. W. Bush e lascia un mondo peggiore di come l'ha trovato. E' vero c'è stato l'11/9 (anche se rimangono tutti gli interrogativi, che da più parti sono stati sollevati, espressi sul se "sapevano" che si stava preparando ecc.), c'è stato l'Iraq, l'Afghanistan (gestiti male da cui ora non si sa come uscirne) è c'è stata la peggiore crisi di sistema dal 1929 e c'è stata Katrina (il più grande fallimento delal mitica macchina dei soccorsi americana): tutto vero. Però l'ideologia di cui è stato portatore ha lasciato ferite profonde e cambierà gli asset internazionali creando quel "nemico" di cui sempre si ha bisogno quando si vuole distogliere l'attenzione delle pubbliche opinioni da altro che si sta preparando al proprio interno e che ha peggiorato le condizioni di vita dei propri cittadini: mai come in questi anni l'impero (e il suo gestore protempore) ha mostrato il suo lato peggiore e meno democratico (ricordate la frase "rinunciare a qualche diritto per essere più sicuri"?) della propria, e nostra, storia. Su Obama, a differenza dei tanti sempre pronti a saltare sul carro vincente del momento, non nutro molte speranze ma la sua stessa elezione simboleggia il giro di boa: l'impero ne sarà ridimensionato? Non credo. Semplicemente riprenderà l'alveo naturale della propria linea pre reaganiana e, certamente su un'altro livello politico e soprattutto culturale, e manterrà quelle prerogative di superpotenza armata fino ai denti che lascia da un lato ai suoi amici il rimettere insieme i cocci dei danni fatti dal predecessore e dall'altro metterà mano alla crisi tremenda che stanno attraversando (e noi di riflesso): guardando ai ceti maggiormente colpiti e non aiutando chi dalla stessa crisi ne esce più ricco è tutta da vedere. Per ora limitiamoci a tirare un sospiro di solievo nel constatare che colui che ha violato tutti i parametri internazionali dei diritti umani (guantanamo docet), autorizzando anche al tortura come metodo di interrogatorio, va via senza rimpianti da parte della maggioranza della popolazione mondiale o almeno di quella parte che ha a cuore la pace, il clima, la solidarietà, l'economia mondiali che hanno bisogno di una svolta effettiva e non di vaghe e vacue promesse e barzellette...............
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