domenica 15 marzo 2009

web controllato è un web morto?

Da tempo i governi cercano di controllare la rete; quelli dittatoriali ci riescono con la complicità "caprina" delle grosse aziende e di quelle che gestisconoci i grandi portali le quali pur di accedere ai mercati consentono i controlli (anzi come in Cina partecipano attivamente); nel mondo occidentale è più difficile perchè i cittadini sono magiormente liberi e protestano se la vita si stringe ma anche da noi il problema c'è e rimane anche perchè i fenomeni criminali usano la rete pro domo sua (pedofilia, malavita, terrorismo ecc.): ciò però non giustifica le tecniche di controllo nesse in atto. Anche in Italia ci si sta riflettendo: e si può star certi che la vite si stringerà inesorabilmente soprattutto perchè da noi la rete è l'unica vera opposizione al sistema di potere e sappiamo come il potere fine a se stesso non ammette ruote che girino in senso opposto (o meglio l'ammettono se gli sono congeniali). Sia chiaro che, a differenza di altri, il sottoscritto è a favore di controlli per i fenomeni criminali ma ciò non può, e non deve, essere il "là" per un controllo tout court di tutto e tutti navigano perchè perchè la stragrande maggioranza non commette cose rilevanti per la legge ma spessissimo dice la sua in libertà. E se a ciò vi aggiungiamo l'inteersse commerciale delle aziende che lavorano in rete e hanno tutto l'interesse che non ci siano canali alternativi, di controllo e non, sulla loro attività: già perchè il mercato non ammette controlli nememno dall'oggetto del suo interesse, i consumatori.
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