mercoledì 16 settembre 2009

qui a fare flop è la democrazia e il paese....

Non sono un giornalista nè un politico quindi non sta a me usare aggettivi mirabolanti o polemici su quanto è passato ieri sera in televisione su raiuno. Non sono io a dire che l'Italia è al 77° posto fra i paesi per quanto riguarda la libertà di stampa, la chiamano "zona grigia" questa fascia. Non sono io a dire che la forte concentrazione di potere mediatico, politico, economico nelle mani di pochi mina le fondamenta della società: di qualunque società. Non sono nemmeno io a dire che ieri non c'è stato contraddittorio e quindi non c'è stata possibilità di dibattito (questo è un cavallo di battaglia della destra populista quando vogliono colpire i soliti "noti" che però diventa smemorata quando è lei è al centro dei riflettori). E allora la domanda è d'obbligo: è questo il paese che è nato dalla seconda repubblica? E' realmente questo il paese che vogliamo costruire per le future generazioni? Qui prodest quando ci sono queste cose? A chi conviene mantenere alto il livello di scontro? E' proprio vero che all'attuale oligarchia che ci governa non c'è alternativa? Realmente non c'è nessun pericolo per la democrazia italiana (ammesso che sia democrazia questa che è venuta avanti dal 1992 in poi)? Un segnale importante della crescente indifferenza del paese reale alle vicende politiche è proprio lo share di ieri sera: il 13.47%, un flop che per un comunicatore come il Capo del Governo suona preoccupante forse perchè tocca con mano che, a parte lo zoccolo duro, anche parte del proprio elettorato gli sta voltando le spalle o quantomeno è "distratto" da altro; ci fosse stato un'altro competitor forse sarebbe andata anche peggio. Preoccupante è anche il "giubilo" della cosiddetta "opposizione": solo sull'onda del "compiacimento (reciproco) delle disgrazie altrui" riesce a essere visibile, un pò poco per essere credibili di fronte a noi cittadini che si aspettano altro dai politici: ci aspettano anni di enormi difficoltà, disoccupazione in testa, sociali ed economico-politiche e le oligarchie che fanno oltre a contendersi il potere fra loro? Si guardano il proprio ombellico....... Nel caso in specie: la RAI non è loro ma nostra perchè siamo noi a pagare il canone e quindi come cittadini si deve pretendere, non chiedere, che essa rispecchi tutto e tutti e che varia sia l'offerta televisiva e non che diventi la succursale del potere. E tacendo sul manuale Cencelli in auge ancora oggi mi chiedo se davvero è lo spot il principale problema di questo paese e non lo siano invece: le migliaia di terremotati ancora nelle tende; i milioni di disoccupati di oggi e di domani; i pecari; i giovani senza lavoro; i servizi svuotati e per pochi; l'istruzione ormai ridotta ai minimi termini; il biotestamento secondo i dettami non dell'individuo che è l'unico proprietario del proprio corpo ma delle gerrachie religiose ecc. ecc.......... se si facessero tutte le sere spottono come quello di ieri sera ma avessero il benessere dei loro datori di lavoro, noi cittadini, sempre presente allora sarebbero anche accettabili ma così ....... no grazie.
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