lunedì 21 settembre 2009

"Ritirateli, quanti morti ci devono essere ancora?"

Funerali di Stato; sei eroi e su questo NON discuto: m'inginocchio davanti a loro. Ma la domanda del titolo del post, ripreso da Repubblica, rimane e sale sempre più forte nel cuore delle persone che non si fanno accecare dalla retorica ufficiale: che ci stiamo a fare in quel paese? Perchè difendere un regime corrotto che ha cercato di legittimarsi con elezioni fortemente contestati dagli osservatori internazionali per evidenti brogli? Si sta aspettando che la diplomazia sotterranea si metta d'accordo mentre nel frattempo sul Washington post il Comandante superiore di USA e NATO in Afghanistan dichiara apertamente che senza più truppe, otto anni di conflitto "volontà probabile risultato in fallimento." (tradotto con google)? In pratica chiede più uomini da mandare in quel mattatoio. Vale davvero la pena di avvalorare ulteriormente la teoria della "guerra umanitaria" (tradotto anche questo con google) ossia dell'intervento armato di Stati in nome di principi dietro i quali spesso ci sono ragioni molto terra terra: ad esempio gli italiani erano nel sud dell'Iraq forse perchè lì c'erano pozzi petroliferi che c'interessavano dal punto di vista strategico perchè gestiti da azienda italiana. E se Bush mandò i soldati per "trovare" Osama ed eliminare il burqa qual'è il risultato ad oggi? A molti anni di distanza il burqa è rimasto e Osama è sempre uccel di bosco mentre la popolazione simpatizza sempre di più con gli "ex combattenti per la libertà" (allora, quando combattevano i sovietici, erano tali) a fronte della corruzione di regime e degli improvvidi attacchi su villaggi con morti e feriti civili: in pratica eravamo invasori e siamo rimasti tali. Quanti altri ancora?
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