giovedì 25 novembre 2010

In Italia c'é pace sociale! che cosa vogliono.......

In Italia non c'é conflitto sociale, e le riforme si fanno senza colpo ferire: tutte le riforme. Sia la sinistra (....) ufficiale che la destra (....) possono lavorare per il bene comune senza avere di fronte effetti "perturbanti". A parte le sparute minoranze comuniste, le quali ancora non hanno capito che il comunismo é morto e con esso é morto il conflitto di classe, tutti gli altri hanno compreso che hanno a vivere nel migliore dei mondi possibile, perfettibile sicuramente, ma non si poteva non essere felici perché viviamo tutti nell'era dell'amore e dell'affetto reciproco. Questo é la prospettiva che giornalmente ci viene data; questa é la realtà che ci viene costruita intorno e c'é un buon 40% di nostri concittadini che ci crede e quindi non capisce come mai, ad esempio, i giovani (entità comprensibile solo quando danno di matto per i cellulari o per i jeans alla moda o per i casting del grande fratello, o quando fanno arricchire le società commerciali in qualità di consumatori in erba) scendono in piazza per protestare contro la riforma della scuola (materna, primaria, secondaria, universitaria) prendendosi per giunta anche le manganellate, e non capisce cosa mai volessero i precari che salgono sui tetti anch'essi per protestare contro i tagli: volevano merito e premialità, l'hanno avuta. E gli operai cosa vogliono? Mica possiamo garantirgli il posto a vita? quei comunistacci dei cinesi sono più bravi e costano meno quindi fora dalle scatole e accettate le regole del mercato.... un lavoro poi lo si trova sempre. Questa idiosincrasia, queste differenti realtà, non dipende solo dalla propaganda ufficiale ma anche trova riscontro nella volontà di chi la riceve: volontà di nascondersi la realtà e dalla realtà; nascondersi il fatto che oggi siamo alla fine del processo che proprio i governi di centrosinistra hanno innescato (e ci si sono anche arricchiti personalmente) ed é bene non dimenticarlo; siamo all'iperbole del processo e non ci si deve nemmeno nascondere il piccolo fatto che Berlusconi é figlio di quel processo e ne anche la conseguenza: chi é causa del suo mal pianga se stesso visto che chi poteva fermare il processo non l'ha fatto anzi prima l'ha sottovalutato, poi l'ha coadiuvato; infine, quando gli é scoppiato fra le mani rivoltandosi contro, cerca di combatterlo senza infliggergli troppi danni perché sa benissimo che se davvero crollasse lui crollerebbero anche gli altri dato che vi sono strettamente avviluppati: sapete l'impressione, che ora é certezza, ho? Che i primi liberisti in salsa berlusconiana non sono i suoi seguaci, ma proprio i suoi, finti, avversari e quindi dovremmo fare tesoro del motto "temi i Greci che portano doni" dovrebbe essere incastonato nella Costituzione italiana scolpito con lettere di fuoco a imperitura memoria, che spesso difetta, dei posteri.
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