domenica 25 settembre 2011

3 mila miliardi.....

... è la cifra stanziata, non per aiutare i Piigs a uscire dal pantano, ma per salvare le banche; si le banche, e di conseguenza anche le agenzie di rating loro associate, ossia le maggiori responsabili della crisi finanziaria che sta strozzando l'economia di mezzo mondo. Come mai? Semplice: ceti dirigenti, industriali, ceti sociali che con la crisi si sono arricchiti, ecc. ecc. sono tutti, dal terrore di perdere quanto guadagnato, tesi a proseguire (finché é possibile o in eterno.. dipende dall'altr 99% della popolazione) sulla via segnata costi quel costi. E una facile equazione questa: finché ci sono soldi da mungere loro perdurano e quando saranno finiti e la gente, finalmente, farà sentire la propria voce loro si eclisseranno dietro i rappresentanti del popolo che ripeteranno la solita storiella da dare in pasto al pubblico ... e la storia si ripeterà. O, magari, potrebbe scoppiare un conflitto e tutto diverrebbe relativo, il resto lo farà la propaganda. In Italia, poi, é anche più facile: non c'é nemmeno una opposizione che si possa definire tale e quindi il campo é spianato. Sindacati divisi; la sinistra sparita; l'oppsizione sociale divisa in mille rivoli; media assoggettati o epurati ... quale miglior situazione per darla a bere? Ecco infatti che gli industriali, ampiamente beneficiati dal governo, questo come i precedenti, anche con il condono che fanno sentire la propria voce con i 5 punti:
  1. Ridurre le tasse a lavoratori e imprese: é lo specchio delle allodole per tenere buoni sindacati e la loro base ma in realtà é il solito batter cassa con lo Stato-bancomat;
  2. Grandi opere: ci risiamo. In teoria secondo i manuali di economia politica possono fungere da volano ... se ci mette i soldi lo Stato naturalmente, mica di tasca loro e sono tutte assolutamente inutili no forse una no ma ne abbiamo parlato nel precedente post;
  3. Liberalizzazione professioni e servizi: sulla carta sono auspicabilima in realtà é un regolamento di conti fra lobby ossia industriali, ordini professionali, aziende pubbliche di servizi locali e una volta eliminati ..... ne resterà soltanto uno....;
  4. Dismissioni dei beni dello Stato: ecco ci risiamo; gli appetiti sono sempre gli stessi e i nostri industruali, non contenti di tutti i soldi dati in 60 anni, vogliono anche quel patrimonio che ci evita, in caso di fallimento, di rimanere davvero in mutande come l'Argentina del default di alcuni anni fa, ricordate? Naturalmente li posso capire loro sono a tavola, però vedono un altra tavola imbandita e si chiedono perché non sono invitati, tutto qui;
  5. Pensioni: dulcis in fundo il loro cavallo di battaglia. Siamo alle solite perché sappiamo tutti cosa vogliono ossia, con la scusa che le pensioni sono il 2,5% sopra la media europea (ahhh la statistica che scienza che é, vero?), diamoci un bel, ulteriore, taglio e se poi i futuri pensionati li beccano a rubare nei negozi e supermercati o nei cassonetti dell'immondizia mica è un loro problema ... tanto le loro pensioni sono assicurate.

Vedete com'é facile? Ci sono problemi? Niente paura, con l'aiuto di qualche economista sempre pronto a far soldi, ci pensano loro. E quando, ammesso che i punti riescano a metterli in pratica, sarà tutto finito? Con cosa li pagheremo i debiti? E, come se non bastasse, ci mancava pure la tiritera che l'amato capo sciorina ogni volta che può e che conosciamo tutti e quindi ve la risparmio. Ma si può continuare così? Si può lasciare in mano a rapaci predatori la gestione del futuro nostro e dei nostri figli? Non credo negli altri mondi pissibili: e nemmeno credo nella Provvidenza; però credo che un popolo può prendere in mano i il proprio destino..... basta che abbia il coraggio.

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