domenica 16 ottobre 2011

che fare (ora)? O vogliamo rimanere nella tela del ragno?

C'è un libro di Lenin che era così intitolato ... ok lo so che è strasuperato però mai come quel titolo é attuale: che dobbiamo fare per fare in modo che l'opposizione sociale anzi la "nascente e quasi abortita" opposizione sociale democratica non sia rincatucciata nell'angolo buio? Perché, vedete, il mondo reale é in cammino e, tranne che in Italia dove le tante manine e manone tegono a freno la società, i popoli hanno ben compreso in quale buco nero il turbocapitalismo li abbia infilati e tentano disperatamente di uscirne costi quel che costi: e giustamente si oppone..... perché spesso non ha altra scelta che farlo a meno di accettare un futuro di stenti, precarietà, povertà che li avvicina al quarto mondo mentre teoricamente sono nel primo e, nel caso degli americani, al centro dell'impero decadente anche perché il mondo finanziario non sta certo a guardare sicuro com'é che i governi faranno di tutto per evitare che il sistema nel quale si crogiolano non vada ramingo, per venirgli incontro in tutti i modi perdendoci anch'essi e le oligarchie che rappresentano cui abbiamo consentito di sbatterci sullo sfondo .... e intanto la UE, con la "dotta" consulenza della DB tedesca (non bastava la BCE), presenta un ulteriore "sacrificio" da far fare alla Grecia: altri tagli e sacrifici in cambio di uno sconto sugli interessi da pagare sui debiti. Gli altri piigs é meglio che si preparino..... e se si avesse memoria si ricorderebbe quale spoliazione fu fatta dell'Argentina. Ma c'é un altra novità: la cina si fa sotto: segretamente sta trattando l'arrivo di un fiume di denaro che inonderebbe il vecchio mondo salvando probabilmente capra e cavoli; c'é un ma naturalmente: memore delle lezioni apprese da Milton Friedman, guru del turbocapitalismo, chiede Tagli e sacrifici nonché privatizzazione e liberalizzazioni... insomma il classico "volere cammello? Pagare moneta...." ma come, si dirà, la Cina é un paese comunista e applica le regole liberiste (quel liberismo capitalista che per qualche testina è sinonimo di libertà e democrazia)? Si amici miei: ha compreso così bene la lezione che ora la rivolge contro chi l'ha teorizzata. In pratica la tenaglia fra paesi forti della UE e la Cina mettono un peso enorme sul mercato: semplicemente ci comprano e basta. Come l'Argentina non saremo proprietari più nemmeno dell'aria e per che so avere un qualche servizio lo dovremo pagare non in base alla sua utilità ma in base al suo rendiconto e costo; per tacere del definitivo soffocamento delle aspirazioni di un futuro stabile e non precario di intere generazioni. Ieri era importantissimo che quel movimento facesse quel corteo, si contasse e comprendesse la sua forza di penetrazione nella società ed ecco, anche, perché doveva essere fermato: se poi lo si riusciva a fermare annichilendolo con le frange marginali, magari infiltrate, di utili idioti meglio ancora perché si ottenva anche un effetto depressivo sulla sua futura evoluzione. Ed ecco perché, mai come ora, tutte le varie componenti del movimento devono cominciare a ricercare una comune piattaforma che vada al di là del proprio particolarismo e trovi dei punti di unione e di forza che li riunisca in una grande opposizione sociale che sappia dare del filo da torcere al sistema, democraticamente parlando, scuotendolo nel profondo e costringedolo ad arretrare su posizioni difensive e meno arroganti.... é l'unica scelta che rimane davanti.
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