domenica 2 ottobre 2011

L'arte della democrazia....

Si arte. Se fosse praticata potrebbe creare davvero il migliore dei mondi possibili: l'intera cittadinanza partecipa alla costruzione dello Stato nelle sue varie articolazioni permettendo che ognuno possa avere la possibilità di proporre, partecipare, decidere e assumersi la responsabilità delle conseugenze. In teoria una società del genere dovrebbe impedire l'emergere di retorici personaggi da teatrino di provincia che, con promesse generiche, prendono il potere parlando non al cuore e alla testa delle persone ma alla loro pancia azzerando le conquiste; tali figure tragiche, a qualunque livello essi si posizionino, non sono capaci di gestire ma capaci di ammaliare si: é inutile che le cassandre mettano in guardia dai rischi e dai pericoli com'é anche inutile opporvisi perché i figuri di cui sopra mettono in conto una cosa del genere (d'altronde la stessa epica dei racconti omerici lo dimostra con i suoi simbolismi) e ne prevedono le mosse ampliando la propria retorica demagogica e le cassandre non fanno altro che aprirgli la strada ai vertici istituzionali più alti; é quello che é accaduto nel nostro paese nell'ultimo ventennio ma le radici dell'attuale male hanno radici antiche: a esser buoni il 1948 ma ad essere realisti almeno all'unità del paese sotto le insegne della sua piemontesizzazione. Già perché il punto é esattamente questo: sotto le insegne savoiarde non c'era solo l'anelito dell'unità del paese ma, anche, le mire espansionistiche del piccolo regno sabaudo che sfruttando le altrui debolezze e con una opportunistica politica del suo primo ministro riuscì nell'impresa di creare dal nulla uno Stato, quello italiano. Naturalmente la storia ufficiale ci dice che molta parte l'hanno fatta i garibaldini: quello che la storia ufficiale non dice però é che dietro ai mille c'era la diplomazia inglese che aveva interesse ad eliminare un pericoloso concorrente nel mediterraneo, il Regno delle due Sicilie, che poteva creare non pochi problemi alle sue mire commerciali; sono arcinoti anche i "patti" e la corruttela intervenuta con i grandi latifondisti di questo regno, che furono letteralmente "comprati", con la promessa che nulla sarebbe cambiato rispetto a prima e che aprirono la strada ai cosiddetti mille....... altrove andò diversamente: annessioni (decretate nel migliore dei casi da poche decine di persone), pronunciamenti e simili fecero il resto. Ma ora proviamo a lavorare di fantasia: imamginaiamo che uno Stato siffatto abbia una seconda possibilità: si libera da un regime dittatoriale con una lotta di popolo e crea un qualcosa di diverso ossia si crea una frattura storica con il precedente regime e i cittadini hanno la possibilità di edificare uno Stato nuovo di zecca e democratico nel quale si potevano creare condizioni differenti dalle precedenti e creare anche gli anticorpi per future avventure personalistiche: una nuova Costituzione, nuovi organi, partecipazione diretta e indiretta dei cittadini, uguali possibilità di partenza fra loro, giustizia sociale, diritti economici e politici, equidistanza fra lobby politico-economiche, riequilibrio fra ceti sociali e, soprattutto, democrazia reale. Invece, come ben sappiamo, non é andata così: poteri occulti e non e esigenze di spartizioni del pianeta sulla carta c'hanno offerto 50 anni di pace ma a quale prezzo? Sovranità limitata; trame occulte che impedivano l'emergere di valide alternative al potere; poteri economici premevano per soluzioni "liberali" alternative alla democrazia; un cancro maligno sbocciava allora avvelenando l'intera struttura socio politica .... insomma hanno buttato alle ortiche quella unica occasione di cambiare strada. Altre ce ne sono state e altre ce ne saranno ma quella che poteva essere la volta buona se la sono giocata malissimo e i risultati si vedono ancora oggi: che fare? Aspettare che tutto crolli e provare a ricominciare? Allinearsi dietro il Capo dello Stato e, preoccupato dal vedersi sfaldare il paese, fare fronte comune con lui e con chi ci sta a difendere lo status quo (mentre alle spalle c'è chi lavora allo sfascio)? Costruire per il futuro o accontentarsi del sopravvivere al presente? Segnali che arrivano sono quelli di un minimo risveglio delel coscienze: le se non ora quando, la rete viola, i 5 stelle, studenti, operai, precari, ecc. sono i segnali ma il riunirli è il problema perché, come accade tipicamente nelle cosiddette società complesse post- ... tutto, gli egoismi individuali finiscono per prevalere sull'interesse di ceto e di classe, come afferma Hobsbawm, rendendo vane le speranze e l'energia liberata... la democrazia, rimango della mia idea, é un arte ma pochi sanno praticarla e molti usarla per i propri scopi: meglio farne a meno.
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