domenica 26 febbraio 2012

all'osso la crisi é questo: bassi stipendi, disperazione, suicidi................

Missione compiuta: l'italia può ricominciare a crescere, lo certifica eurostat che abbiamo gli stipendi più bassi del vecchio mondo; se a ciò ci mettiamo un paio di altre cosine, quali l'aumento del tasso di suicidi e la dipserazione di chi perde il lavoro (tralasciando disoccupati, inoccupati, precari, ecc.) il quadro é completo: questo paese é pronto ..... per la crescita. Ora non può far altro che crescere perché il fondo del barile l'ha sfondato e, almeno in economia, non c'è quel fenomeno denominato "sindrome cinese (si sotiene che se in una centrale nucleare dovesse fondersi del tutto non solo bucherebbe il pavimento ma sfonderebbe il terreno e arriverebbe dal lato opposto del pianeta..... c'hanno anche fatto un bellissimo film)" e quindi a un certo punto la caduta si ferma, non si può che risalire. Molti economisti da anni lo sostengono: la crisi finale del turbocapitalismo non ci può essere perché, sempre e comunque, tutti hanno qualcosa da perdere, e pochi da guadagnarci, e questa coincidenza d'interessi non può che far risalire il tutto..... una semplice enunciazione della fisica, materia su cui si basa tutto il sistema politico economico e le sue teorizzazioni. Cambiare strada? Si può certo, ma servirebbe un salti culturale e sociale da parte della gente che dovrebbe avere la forza di voler cambiare: non c'é questa prospettiva per ora e temo che in prospettiva non ci sarà; perché mai ci dovrebbe essere? come si fa a mettere d'accordo 60 mln di persone? Impossibile: ci vorrebbero eventi esterni eccezionali, e al momento non ce ne sono.... a questo punto dovremmo rassegnarci perché ci sono le future generazioni da salvaguardare però quando parli con loro comprendi: accettano, ci son nati, questo mondo così com'é e ci convivono: ecco il segreto del sistema che conta esattamente su questo aspetto per sopravvivere a se stesso, e noi c'illudiamo di improbabili rivoluzioni che non ci potranno essere finché non si comprende che il primo passo per un reale cambiamento é ricostruire quei legami sociali e familiari che ora son rotti, senza é assurdo anche pensare a "cambiamenti": o li ricostruiamo o é meglio adattarsi a vivere il momento; é chiaro che in un tal quadro non ci si può meravigliare di suicidi ed esplosioni di violenza perché in una sociatà che fa dello spencerismo (meglio conosciuto come darwinismo ma é un errore) la base dei rapporti personali, sociali e familiari non, ripeto, ci dobbiamo meravigliare se chi resta indietro si perde o reagisce "male" o si uccide... é il contributo che la nostra umanità paga per essere disumana. Ora statene certi: il solito economista prima o poi calcolerà quanto ci costano nell'ordine: danni fatti dalla violenza; costi economici dei suicidi; e costi degli assistiti.... cinico? Uò darsi, ma l'hanno già fatto con i diversamenti abili, perché non dovrebbero farlo con gli altri?
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