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venerdì 26 aprile 2013

Prove di opposzione.... almeno ce n'è una

Barometro Politico Demopolis; prima i dati:
  1. Letta e il suo eligendo governo è condiviso e ritenuto necessario dal 57% degli italiani che lo considerano ormai, dopo due mesi dal voto, l'unica soluzione. Di parere diverso appare invece il 36% dei cittadini;
  2. il Centro Destra in crescita al 34%, il Centro Sinistra al 27%, penalizzato dalla crisi del PD, e il Movimento 5 Stelle al 25%;
  3. il 45% degli italiani vede positivamente Enrico Letta nel ruolo di Presidente del Consiglio. Meno di un intervistato su tre esprime una valutazione negativa, mentre il 24% dei cittadini intervistati preferisce attendere, sostenendo che è ancora troppo presto per esprimere un giudizio;
  4. La questione più complessa sarà quella della difficile coabitazione nel Governo di PD e PDL. Per il 51% è ormai l'unica soluzione possibile, anche se di non facile gestione. La percentuale di non condivisione sfiora il 40%, crescendo al 48% tra chi ha votato due mesi fa per il Centro Sinistra;
  5. "Nonostante l'esperienza delle ultime settimane - afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento - i cittadini appaiono oggi meno scettici sul cammino del Presidente incaricato, ritenendo che il tentativo andrà a buon fine";
  6. Il 73% degli italiani ritiene che il Governo Letta otterrà la fiducia delle due Camere.
Insomma il messaggio, almeno nei focus, è passato (ok ok i sondaggi ultimamente hanno fatto cilecca... ma se gli diamo almeno il 50% di veridicità..)  ossia "l'ineluttabilità" di avere un "governo": poi se son felici dia verlo in questo stile è un altra questione, tutt'altra questione perchè se c'è una caratteristica italiota tipicamente nostrana è ... l'adeguarsi ossia il fare buon viso a cattivo gioco e riprendere il proprio tran tran ... almeno fino al prossimo sconvolgimento.
Ed è proprio questo il punto, a mio avviso: lo tsunami non è finito, è passata l'onda di piena ma ora c'è il riflusso, infatti il fenomeno funziona proprio così lo potete leggere su wikipedia, e spessissimo è molto più distruttivo dell'onda stessa. Il sistema si è compattato a propria difesa mettendo il proprio meglio al potere, anche a costo di distruggere un partito ma questo conta poco se non per gli allocchi che lo vogliono credere, a garanzia della continuità del tutto.
Che ruolo può avere M5S? Quello dell'opposizione naturalmente: una opposizione radicale che non fa sconti, insomma una vera e propria guerra; informativa (oggi sui media addirittura si usano toni da cinegiornale laddove si dice del "KO ai pentastellati inflitto da Letta" .... balle; ha solo voluto fare il paternalista, forte com'è dell'appoggio dell'Alto Colle, e i pentastellati gliel'hanno fatto fare.. aspetta che imparino e poi vedranno) prima ancora che politica (oggi i pentastellati hanno depositato un DDL sull'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, tanto per gradire): questo è il ruolo che si volevano ritagliare fin dall'inizio e ora grazie all'inciucio gliel'hanno servito su un piatto d'argento, come non ringraziare?
Il mescolone messo insieme non potrà che favorirli e se sapranno giocare bene le loro carte mi sa che quando si deciderà di tornare a votare come minimo riusciranno a essere stabili nelle preferenze italiche... non hanno fatto una gran mossa i bilderberg e co: pensavano di garantirsi il loro futuro si ritroveranno a doversi arroccare in difesa del fortino con gli indiani fuori che aspettano semplicemente che si arrendano per fame..... non tanto i difensori quanto chi vi si è aggragato e ne patisce le conseguenze: fossi nei pentastellati non mi fermerei alla presentazione dei DDL che in un parlamento ampiamente ostile lasciano il tempo che trovano ma li sottoporrei sempre al volere degli iscritti e anche dei cittadini, ogni volta... miglior modo per riabituare gli italioti alla democrazia partecipata non c'è... è questo che teme il potere e se il vertice pentastellato sa quel che fa non dovrà far altro che far passare dalla teoria alla pratica la frase celebre "sono i governi che devono temere i cittadini...." e, nonostante tutto, sono convinto fermamente che nelle buie stanze del potere (quello vero... Trilaterale, Bilderberg, Aspen ecc.) qualcuno preoccupato sicuramente c'è.... cosa lo prova? Proprio il fare muro del sistema: attenzione, però, al loro interno non sono coesi; ognuno di loro ha propri interessi e fa parte di una fazione quindi c'è sempre una crepa in quel muro, nulla vieta di allargarla..... non dico che crollerà come quello di Berlino del '89 ma, se ci sapranno fare, cedimenti strutturali ci saranno di certo: ed è di quello di cui abbiamo bisogno dato che non sanno ragionare oltre il loro misero naso non riescono a capire che quando un corpo sociale si mette movimento non lo si può fermare nemmeno se lo stesso corpo si ferma dato che esiste una cosa chiamata "inerzia" che lo porta comunque avanti voglia o non voglia e di conseguenza prima o poi un impatto non può non esserci e quello proprio si deva prima favorire e poi aiutare, è l'unico modo per tirarci fuori fuori dal pantano: ameno di non voler dipendere da quanto dichiarano i vari SChauble, Rehn, ecc. non ci son alternative... o si va avanti o siamo nei guai seri perchè dai dati economici e finanziari da qui a fine anno i soldi, che vanno prima a ripagare il debito più gli interessi, non ci saranno nemmeno per pagare le pensioni, per tacere del resto, di conseguenza quella inerzia può assumere toni autodistruttivi e sarebbe un vero peccato farla disperdere non credete?
Quindi, cari pentastellati, buona opposizione....
 e a voi tutti
buona domenica

giovedì 25 aprile 2013

Letta: un esemplare della razza padrona..

Confesso: quando sentii il nome di Letta non ne rimasi sorpreso perchè in fondo me lo aspettavo uno del genere homo economicus al potere italiano. Questa genìa da qualche tempo, direi all'incirca 30 anni, lentamente ha preso possesso di tutti i posti che contano ...... dalle istituzioni politiche a quelle economiche (sia sovranazionali che nazionali che locali) senza soluzione di continuità: d'altronde siamo in un sistema di (libero?) mercato gestito da esse e basato su élite economiche che gestiscono l'intera finanza del pianeta non c'è da meravigliarsi che prima o poi qualcuno di essi faccia il salto di qualità e arrivi nel gotha del potere, vi pare?
Dovrebbe esser suonato in questo senso più chiara anche l'affermazione del governatore Draghi subito dopo le elezioni italiane: "abbiamo innestato il pilota automantico" il che significa, molto semplicemente, che qualunque fosse il risultato delle stesse .... il paese AVREBBE COMUNQUE FATTO QUANTO GLI VENIVA ORDINATO DALLA TROIKA (FMI, BCE, UE) perchè quelli erano gli impegni presi dal paese.. in poche parole o la Grecia o ...... Cipro; cari italiani proprio perchè siete italiani l'Islanda ve la scordate perchè siete "italiani" e quindi passivi, individualisti e manipolati (non è un caso che l'Alto Colle ha chiesto ai media di "collaborare" a mantenere calma la situazione e far passare il messaggio che chi ora è lì è per il nostro bene e per quello dei giovani della crescita e bla bla bla...... insomma si deve ingoiare l'ennesimo rospo, tasse comprese) d achi sta li senza che ci siano delle alternative da loro ritenute valide: Grillo (fra parentesi ha ragione quando dice che ora al potere c'è il Gruppo Bilderberg/Trilaterale ....... ne parlai in questo post dal titolo "il volto del potere") non conta, per loro... senza capire, e non potrebbero perchè non sanno nemmeno cosa sia il mondo reale, che se i pentastellati dovessero fallire .. dopo c'è solo la rabbia frustrata.
I prodromi ci sono tutti, si partì da questo:

«Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!»
altro esempio:
" meglio il PDL che Grillo": tutto dire....
era la logica conseguenza del "golpino" del novembre 2011 quando, anziché andare a votare (e stendere mr.B) l'Alto Colle chiamò un altro degno esponente Bilderberg (ma anche Goldman Sachs ecc.) a "risanare il paese"... risanare? O spostare dentro i confini nazionali il debito pubblico estero (di cui le stesse banche aestere hanno già recuperato circa il 40%) gonfiando le nostre banche di essi, e quali banche per smaltirli ben si guardano di dare credito all'economia reale visto il potere di ricatto che hanno verso lo Stato detenendone una quantità abnorme di suoi titoli.. mamma-stato in questo caso paga, eccome paga e al diavolo i creditori.
E tale è stata la pressione di questo potere che un partito, il PD, non ha esistato, novello Crono, ha impallinare non solo Marini ma pure uno dei suoi fondatori .... Prodi che pure è espressione di un certo mondo e che ha costretto, checchè ne pensino i piddini, a farci ingoiare anche l'accordo PD-L+PdL+Scelta civica+Alto Colle (e dov'è finita la elezione e il mandato, con la promessa di non farlo, di governare senza mr.B?): i burattinai non se ne sentivano completamente garantiti e i loro fili li hanno mossi finchè, anche a costo di distruggere tutto, non fosse arrivato il "tipo" giusto, l'homo economicus di cui sopra.
Ma questo è già il passato; ad oggi, e non è un caso, che alcuni esponenti "europei" abbiamo dato già il segnale che il "rigore dei compiti da fare a casa" si possa allentare dato che "uno di loro" è dove speravano che fosse e che quindi quanto rimane del debito non sarà più un loro problema ma nostro, solo nostro.
Sono d'accordo e sottoscrivo quanto ha oggi ha sostenuto Beppe Grillo nel post "il 25 aprile è morto": ne sono convinto anch'io; questo paese ha prima bisogno di una nuova liberazione dalla cappa di piombo "finanziario" che ci sta soffocando un pò alla volta; Bravo Beppe: non ti ho risparmiato critiche ma quando hai ragione non ho problemi a dirlo pubblicamente, hai ragione perchè questi qui stanno resettando un regime per crearne un altro che ci farà rimpiangere questo.... bisogna cominciare a studiare come difendere la costituzione e si suoi principi genrali e non solo perchè anche quella parte seconda ha alcune "cosette" che la rendono unica e che va difesa, così com'è!!!!! Non basta più votare: s'è visto che non cnta nulla il voto... bisogna partecipare attivamente: ne va della nostra libertà democratica, proprio quella libertà di cui costoro si sciacquano la bocca ma che la aborrono fortemente e di cui noi, il mondo reale, ne siamo gli unici veri depositari e in conseguenza della quale: eleggiamo, votiamo, decidiamo, partecipiamo..... parole vuote per loro.
p.s.
non so per quanto anche qui in rete si potranno dire queste cose..... ma finchè si potrà... io lo dirò; se mi chiuderanno spero che altri prendano il testimone!

mercoledì 30 gennaio 2013

la bancarotta del mercato

Nonostante le tante rassicurazioni date, la guerra fra valute, che é solo una parte (seppur rilevante) della più generale guerra tutta "finanziaria" che dal 2007 sconvolge il pianeta, continua..... i paesi che contano (Cina, Giappone, USA, GB, ecc.) continuano a giocare in proprio: stampano moneta svalutandola. Ciò comporta .... cosa? Che le esportazioni migliorano e di droga la domanda estera in attesa che quella interna riprenda grazie al pompaggio della moneta nazionale, seppur svalutata, all'interno del paese. Se l'azione fosse concertata tutti ne guadagneremmo ma dato che siamo in una società di mercato dove il singolo, non conta se sia l'individuo o uno stato, agisce per i propri interessi il risultato é lo.. spencerismo ossia la selezione del più forte a scapito del più debole che soccombe, si badi bene: non perde ma soccombe proprio, muore. Da Adam Smith in poi tutto era previsto: il laissez faire é esattamente questo, null'altro; hanno voglia a dire che esiste una equazione "democrazia=mercato" perché é una contraddizione stridente dato che non ci può essere un mercato dove tutti decidono collaborativamente perché non é un mercato, anzi sarebbe un "collettivo"  cosa questa che é vista come demoniaca dai sacerdoti del liberismo.....che presuppone esattamente il contrario con la regola che il soccombente, indivuduo o impresa o stato che sia, sparisce dalla scena o si "ristruttura" tagliando quello che non é essenziale.... cosa che stanno puntualmente facendo, in europa (italia compresa) che é il soccombente in questa guerra!!
Detto quanto sopra ora vorrei che leggeste questo divertissement di Salvatore Cannavò pubblicata sul fatto del 30/1/2013 che qui vi riproduco pari pari riprendendolo dal blog "spogli":
il Fatto 30.1.13
Se Marx e Keynes vanno a Davos
di Salvatore Cannavò


Il giornale inglese, The Guardian, si è divertito a immaginare un dibattito di eccezione, al vertice di Davos, con un panel immaginario composto dal meglio del pensiero economico del Novecento. Karl Marx, John Maynard Keynes, Milton Friedman e Fritz Schumacher riuniti attorno a un tavolo, tra le montagne svizzere rifugio del simposio internazionale, e coordinati dall'elegante Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Quattro diverse impostazioni economiche, quattro diverse visioni della politica e della società: da quella comunista a quella ultra-liberale, dal riformismo temperato all’ambientalismo visionario, incaricate di offrire una soluzione alla crisi globale. Si tratta di un gioco, ovviamente, ideato da Larry Elliott, capo economista di the Guardian, dove lavora dal 1988, e in cui i protagonisti vengono messi a proprio agio nello snocciolare le loro idee di fondo, quelle decisive.
E COSÌ apre le danze Karl Marx che tuona nella sua denuncia: “La classe capitalista riunita a Davos sembra incapace di riconoscere che le crisi sono inevitabili in un'economia globalizzata. C'è una tendenza a sovra-investire, a sovra-produrre e, quindi, a provocare una caduta del tasso di profitto, che, come sempre, i padroni hanno cercato di contenere tagliando i salari e creando un esercito di riserva del lavoro”. Lagarde lo guarda preoccupata: “È un’analisi cupa, Karl, i salari stanno crescendo abbastanza velocemente in alcune zone del mondo, come la Cina”. Ma Marx non demorde e spiega che “è vero che le economie dei mercati emergenti stanno crescendo rapidamente ma nel tempo anche loro saranno colpiti dagli stessi fenomeni”. Lagarde non appare convinta ma concorda comunque su un punto: la diseguaglianza è una minaccia. Quindi cede la parola al più “malleabile” Keynes, l’ispiratore della risposta americana, il New Deal, alla Grande crisi del 1929. “Pensi anche tu, Maynard, che le cose siano così sconfortanti come dice Karl? ” chiede la francese. “No, io non lo credo Christine”, risponde Keynes. “Io penso che il problema sia serio ma risolvibile. L’ultima volta in cui ci siamo trovati ad affrontare una crisi di tale portata abbiamo risposto con un allentamento della politica monetaria e con l’utilizzo di lavori pubblici per aggregare la domanda”. Keynes rimprovera agli attuali governi del mondo di non rispettare “l’equilibrio tra politica fiscale e monetaria” mentre “il settore finanziario resta largamente non riformato e la domanda aggregata è debole perché i lavoratori non ricevono un’adeguata porzione dei guadagni di produttività”. “L’economia è ferma al passato – è l’impietosa sentenza - come se la fisica non si fosse mossa dai tempi di Keplero”. IDEE RIBADITE, e rilanciate oggi dai suoi seguaci, come Paul Krugman anche se con scarso successo. Ma, nel nostro dibattito, è difficile che il liberista Milton Friedman, padre della “scuola di Chicago”, possa convenire con tale impostazione, come sottolinea senza esitazioni la stessa Lagarde. Friedman, “a differenza di Maynard” sostiene di non poter sostenere “misure che rafforzino il potere di contrattazione dei sindacati” e si considera per nulla appassionato “di lavori pubblici come risposta al crollo economico”. Però, spiega, “sosterrei certamente quello che Ben Bernanke (il presidente della banca centrale Usa, la Fed, ndr.) ha fatto con la politica monetaria negli Usa e sosterrei iniziative anche più drastiche se si rivelassero necessarie”. ”Ad esempio? ”, chiede Lagarde. “In circostanze estreme vorrei favorire politiche che annacquino la distinzione tra politica monetaria e fiscale. E' questo che intendo quando dico che bisogna lanciare gocce di denaro nell'economia”.
Infine è la volta di Fritz Shumacher, l'autore di “Piccolo è bello” (1973) che potrebbe essere annoverato tra gli ispiratori della teoria della “de-crescita”. “Sono molto turbato dal modo in cui il dibattito è andato avanti” risponde a Lagarde. “C’è un'ossessione per la crescita a tutti i costi, a prescindere dai costi ambientali. È spaventoso che così poca attenzione sia stata dedicata al riscaldamento globale, ed è quasi criminale la negligenza dei governi a non utilizzare tassi di interesse super-bassi per investire nelle tecnologie verdi. Come in passato, le recessioni hanno collocato le questioni ecologiche in fondo all'agenda politica. Quando le cose vanno bene i politici si dicono in favore dello sviluppo sostenibile ma gli impegni vengono dimenticati non appena la disoccupazione torna a crescere. Siamo all’economia del manicomio” conclude Shumacher.
L’ultima parola spetta a Keynes che si dice sostanzialmente d’accordo: “Se dovessi consigliare Roosevelt oggi, farei appello a un “New Deal verde”. Trovo difficile immaginare un mondo senza crescita ma Fritz ha ragione, abbiamo bisogno di una crescita più intelligente e più pulita. Come tu stessa hai detto la scorsa settimana, Christine, se continuiamo con questo ritmo, la prossima generazione sarà “tostata, arrostita, fritta e alla griglia”. Detto da Keynes, è più di una profezia.

Sarebbe bello un confronto del genere, vero? Soprattutto se fosse tenuto nel tempio "legale" di un gruppo di potere come l'aspen institute emanazione di quella lobby internazionale che va sotto il nome di "trilaterale" di cui accennai qualche post fa.... se ricordate

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