Visualizzazione post con etichetta servizi segreti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta servizi segreti. Mostra tutti i post

domenica 18 giugno 2017

Spionaggio e altre storie, il vizio della deviazione nei servizi segreti italiani


Il vizio della “deviazione”, nella tradizione dei nostri servizi segreti, è piuttosto radicato. Esso risale addirittura a prima della loro nascita ufficiale. Correva l’anno 1863, quando Filippo Curletti, agente segreto del conte di Cavour, descrive in un libretto di una trentina di pagine l’opera svolta nel corso della sua carriera. Ciò al fine di alterare, a favore di casa Savoia, i risultati del referendum del 1861, che sanciva l’annessione al Piemonte delle terre liberate da Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Nell’Italia repubblicana, le deviazioni hanno avuto diverse forme: nel periodo 1949-1959 esse sono principalmente consistite in un gigantesco lavoro di schedatura sia degli esponenti delle sinistre, sia di personaggi politici della maggioranza invisi al capo del governo o ai ministri della Difesa o dell’Interno.
Nel quinquennio 1960-1964, il Servizio informazioni forze armate (Sifar) ha predisposto l’applicazione sul campo delle teorie della “guerra non ortodossa” in Alto Adige e poi la pianificazione di un vero e proprio colpo di Stato: il Piano Solo del luglio 1964. Dal 1965 al 1977 i servizi hanno esplicato azioni volte a proteggere terroristi sospetti autori di stragi. Dal 1978, le deviazioni hanno spaziato dal depistaggio dei giudici che indagavano sulla strage di stazione di Bologna del 2 agosto 1980 allo storno di 14 miliardi di fondi riservati provato il 20 dicembre 1992 sui conti bancari personali di venticinque alti dirigenti del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (Sisde). Una grave crisi di sistema colpì l’Italia tra il 1992 e il 1993 e trovò soluzione nella nascita della cosiddetta Seconda Repubblica. Gli eventi che segnarono quel tragico biennio “portano il segno di una grande opera di destabilizzazione messa in pratica anche con la collaborazione delle mafie e con l’intento di causare un effetto shock sulla popolazione, creando un clima di incertezza e di paura e disgregando le nostre strutture di intelligence”. Questi avvenimenti sono ricostruiti oggi su documenti e con dovizia di dettagli, dalla giornalista Stefania Limiti, non nuova a proficue incursioni sul terreno impervio della storia dei servizi e delle attività d’informazione e di controinformazione, nel libro La strategia dell’inganno (Chiarelettere, 2017).
 
La strategia dell'inganno: 1992-93. Le bombe, i tentati golpe, la guerra psicologica in Italia

.. il resto sul Fatto Quotidiano

lunedì 29 febbraio 2016

Il grande occhio che tutto vede

Essere sicuri. Vivere sicuri. Un mondo sicuro. Ecc. La retorica della sicurezza è all'ordine del giorno visto che tutti, Stati e privati, si affannano a volerci vendere allarmi o cassette di sicurezza o rafforzare apparati a difesa del cittadino: tutti si preoccupano del nostro quieto vivere. E a guardare quest'elenco non gli si potrebbe dare torto, visti i miliardi spesi.. ma prima di passare a leggere chiediamoci: se siamo così tutelati da organi, pubblici e privati, al punto che per ognuno di questi organi non ci sono limiti legislativi (son tutti al limite della legge) reali, come mai ci sono ancora attentati terroristici proprio a casa nostra?
E' essere complottisti sospettare che sono solo soldi spesi male per favorire questa o qiella lobby o, ogni tanto e per proprio tornaconto (o fini inconfessabili), si stacca, volutamente, la spina? Snowden, Wikileaks in fondo non sono la prova provata della malafede, sempre per fini superiori rivolti al bene comune, che non è assolutamente tutto oro quel che luccica ma solo pirite?
Addirittura è nato un mercato della sicurezza in cui agiscono sia gli Stati che i privati... e che privati.. vere e proprie multinazionali della sicurezza; mercato che ha una forte domanda a fronte di un offerta altrettanto forte!!!!
Ok guardate un pò qua:
  1. I.A.O. o Information Awareness Office. (Wikipedia) E' il grande fratello dell'elettronica e se ne seppe l'esistenza quando il new york times il 13/2/2002 ne parlò in un articolo da cui si evinceva che quest'organo aveva, in pratica schedato 500 mln di persone. Era nato per difendere la sicurezza americana ma si scoprì che li schedava...... la sua attività, a livello ufficiale s'interruppe nel 2003 a seguito dell'approvazione di una legge del Congresso americano che prendeva atto delle reiterate violazioni della privacy dei cittadini americani soprattutto. Infatti fu "chiuso" ma subito dopo nacque il...
  2. T.I.A. o Total Information Awareness; nato immediatamente dopo in pratica ne ha preso l'eredità continuando nella stessa attività senza soluzione di continuità (leggete al link di wikipedia, ce n'è di che preoccuparsi!!!)
ebbene se avete letto wikipedia al link suindicato ne avete di che riflettere sul grado di sicurezza (a questo punto mi chiedo di chi e per chi)  raggiunto dall'apparato che ci dovrebbe proteggere.. 'dovrebbe' appunto perchè in realtà non sembra proprio che vada così visto il proliferare dei terrorismi e della rete in cui si sono immersi per portare a termine i loro inumani progetti: se ci sono programma in grado di scannerizzare simultaneamente milioni di conversazioni traducendole quasi in tempo reale in qualunque punto del pianeta o di vagliare in pochi secondi i vari tag e trend tag dei social network o di fotografare un metro quadrato da 20 km di altezza, come mai cadono sempre da pero quando una bomba scoppia o un aereo si schianta su un grattacielo? Qui le cose son due: o tutto l'apparato è un bluff e serve solo a spendere soldi (che potrebbero essere meglio impiegati) o ..... in realtà la loro funzione è un altra e non ha nulla a che vedere con la sicurezza dei cittadini ma con altro e quell'altro, quando vien fuori, è a dir poco inquietante perchè svela un mondo dove non sempre i buoni sono i nostri e i cattivi sono quelli nella trincea di fronte o, per dirla con il torturatore di winston nel romanzo di Orwell '1984', non sempre 2+2 fa 4, qualche vota fa tre e qualche volta fa 5 ......

giovedì 8 ottobre 2015

Il Lodo Moro ......

Sapevate che esisteva un Lodo "Moro"? Oggi, 8/10/2015, su Q.N. per la rubrica "misteri d'italia" a firma di Gilberto Dondi, è stato pubblicato un esclusiva: un patto anti-attentati con i palestinesi negli anni '70 fra l'italia e i palestinesi (loro non facevano attentati noi chiudevamo un occhio sul traffico d'armi fatto da loro attraverso il nostro paese): il tutto un mese prima del sequestro di Aldo Moro. In realtà lo scoop è fatto in funzione della richiesta di una riapertura delle indagini sulla strage di Bologna (cosa già avvenuta e chiusa dalla Procura per mancanza di indizi ma non c'era ancora lo scoop del giornale); nel memo reso pubblico dal giornale QN si richiama esso in funzione di un possibile attentato che si andava preparando in europa e si rapportava che il "contatto" dell'agente ha escluso che i palestinesi vi partecipassero rispettando il cosiddetto "Lodo".. cosa è accaduto dopo? Il rapimento Moro e l'attentato di Bologna. In materia di anni di piombo ogni congettura è possibile non foss'altro perchè il nostro paese era crocevia di intrighi, interni e non, e d'interessi per tacere della necessità di fermare l'avanzata del PCI che terrorizzava non solo i circoli della maggioranza silenziosa italiana, fra cui si annidavano molti personaggi che poi sarebebro risultati iscritti alla P2 e implicati nei vari fatti e fattacci della nostra storia ma pure tanti "circoli" europei e, soprattutto, americani che erano disposti a tutto pur di mantenere l'italia sotto le proprie grinfie: si doveva evitare a tutti i costi e senza andare troppo per il sottile...... non era escluso nemmeno il golpe, varie volte tentato e fallito o fermato all'ultimo momento, pur di fermare la crescita del più forte partito comunista occidentale.
Quella famosa area grigia dove tutto si perde nella nebbia del doppiogiochismo nasconde molte cose: circoli anarchici che si rivelano essere neonazi con componenti strumento dei servizi segreti deviati; strani personaggi; attentati imputati a una fazione mentre invece erano compiuti dalla fazione opposta con il potere deviato che tirava i fili del tutto; coinvolgimento estero in storie poco chiare italiche; sequestro Moro che avviene con modalità "militari" ....... e chissà cos'altro potrebbe venir fuori se si aprissero gli armadi giusti: ma c'è la volontà di farlo davvero? O.. anche questo scoop è una false flag di cui il gironale è stato vittima?
E' proprio vero: questo paese fin dalla sua nascita è nato con radici marce che mai nessuno ha nemmeno pensato non di salvare ma nemmeno di curare......... anzi si è perseverato nel tenerlo nello stato originario e se pensiamo a dove siamo arrivato non si può non pensare che a questi dioscuri non importava nemmeno di salvarle: i mali di oggi sono da ricercare proprio nel passato, sarà per questo che si scoraggia la ricerca alternativa sulle origini e sulle motivazioni alla base dell'unità italiana?

venerdì 4 aprile 2014

Renzi e mr. B: stesso percorso, stesso destino, stesse gaffes .. a nostre spese

... a quanto pare i due nel titolo sembrano molto simili, quanto a gaffe.
Mr. B ne ha fatte a iosa nel corso del ventennio e il suo erede non sembra da meno, pare.... non solo mostra l'arroganza del potere (quando dice .. spara a zero sugli amici e gli avversari) ma alcune cose che (se pur tutti le sanno o le sospettano perchè gli affari a livello internazionale non seguono mica le leggi sugli appalti) lui le dice....
Renzi, gaffe in tv su Eni: “E’ un pezzo fondamentale dei nostri servizi segreti”
di Redazione Il Fatto Quotidiano 4 aprile 2014
Gaffe di Matteo Renzi sull‘Eni. Ieri sera il premier era ospite a Otto e mezzo, su La7. Si parlava di nomine ai vertici delle aziende pubbliche e, in particolare, dei requisiti di onorabilità che il ministro dell’Economia, Padoan, vuole imporre ai loro amministratori. Tentando di dribblare una domanda di Lilli Gruber sulla possibilità che Paolo Scaroni, ad del gruppo energetico, sia riconfermato nonostante la recente condanna in primo grado, il premier si è però fatto scappare una rivelazione ben più compromettente: ha rivelato, in pratica, che il gruppo energetico ha stretti legami con gli uomini dei servizi. Questa, testualmente, la frase incriminata: “L’Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti“. Apriti cielo: Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ora grida allo scandalo e parla di “gaffe inqualificabile e pericolosa”. Che cosa c’è sotto è presto detto: a livello ufficioso è noto che le sedi estere del Cane a sei zampe spesso ospitano anche le nostre “barbe finte”, più o meno mascherate da dipendenti. Un segreto di Pulcinella, forse, ma custodirlo è buona norma e dichiararlo in prima serata non è certo consigliabile. Per la sicurezza stessa di chi per l’Eni lavora, magari in Paesi politicamente turbolenti.“Ma il presidente del Consiglio italiano, dottor Matteo Renzi, si rende conto di quello che ha detto?”, è la domanda retorica di Brunetta. ”Quella di Renzi è una frase sconcertante a livello nazionale e internazionale, fatta nei confronti di una grande multinazionale dell’energia, quotata in borsa. Siamo veramente senza parole”. E ancora: “Cosa voleva dire Renzi riferendosi a politica di intelligence e a servizi? E’ proprio di una società quotata in borsa fare intelligence e occuparsi dei servizi? E quando l’Eni partecipa ad una gara internazionale la vince per la sua capacità tecnologica, per la sua capacità di competere o per la sua intelligence? E’ assolutamente inaudito, aberrante”. In ogni caso, ha promesso Brunetta, “delle sue affermazioni gli chiederemo conto in Parlamento già dalla prossima settimana”.
p.s.
errare humanum est, perseverare ....
 e con questo buona domenica

venerdì 5 aprile 2013

Ecco, ora siamo proprio a posto...

forse ricorderete il caso abu omar, vero? Bene, nonostante i segreti di stato che hanno coperto quello che era un vero e proprio sequestro di persona fatto dagli americani su territorio italiano, con la complicità dei servizi italiani naturalmente, di un presunto (tale sembra si sia dimostrato alla fine, per capirsi era un fondamentalista ma questo non è un crimine qui dato che se lo fosse qualche decina di migliaia di fondamentalisti cristiani nostrani e americani dovrebbero al più presto entrare nelle patrie carceri per quello che sostengono e, negli usa soprattutto, fanno .... ammazzando i medici fuori dalle cliniche per le interruzioni di gravidanza) terrorista per poi consegnarlo agli egiziani che hanno fatto il lavoro sporco: insomma ricordate al guerra al terrorismo? Si quella bushiana, proprio quella... bene questo poveraccio vi si è trovato coinvolto; tralasciamo la violazione della sovranità nostrana (che evidentemente non eiste e il nostro paese, lo conferma anche la storia dal '48 in poi del nostro paese ....... per tacere della vicenda dei marò, vero?) di un servizio straniero, che per giunta ha agito in maniera penalmente rilevante, i cui agenti sono stati condannati dalla cassazione definitivamente... bene Obama chiese (chiese? o ordinò?) che fossero graziati tutti, ed è stato almeno in un caso accontentato..... il capo dello stato italiano, in uno degli ultimi atti del suo mandato (che getta una luce piena sull'intero settennato e sul background che lo ha caratterizzato) ha graziato uno di questi agenti CIA con la seguente motivazione "ai sensi dell’articolo 87, comma 11, della Costituzione, ha oggi concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano III, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2010, divenuta irrevocabile il 19 settembre 2012. La decisione è stata assunta dopo aver acquisito la documentazione relativa alla domanda avanzata dal difensore avvocato Cesare Graziano Bulgheroni, le osservazioni contrarie del Procuratore generale di Milano e il parere non ostativo del Ministro della Giustizia. A fondamento della concessione della grazia, il Capo dello Stato ha, in primo luogo, tenuto conto del fatto che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, subito dopo la sua elezione, ha posto fine a un approccio alle sfide della sicurezza nazionale, legato ad un preciso e tragico momento storico e concretatosi in pratiche ritenute dall’Italia e dalla Unione Europea non compatibili con i principi fondamentali di uno Stato di diritto; d’altra parte – si legge nella nota – della peculiarità del momento storico dà conto la stessa sentenza della Cassazione che, pur escludendo che il Romano – come gli altri imputati americani – potesse beneficiare della causa di giustificazione dell’avere obbedito all’ordine delle Autorità statunitensi, ha però ricordato ‘il dramma dell’abbattimento delle torri gemelle a New York e il clima di paura e preoccupazione che rapidamente si diffuse in tutto il mondo; e ha evidenziato ‘la consapevolezza che ben presto maturò di reagire energicamente a quanto accaduto e di individuare gli strumenti più idonei per debellare il terrorismo internazionale e quello di matrice islamica in particolare, consapevolezza alla quale conseguì l’adozione da parte degli Stati Uniti di ‘drastici provvedimenti; tenuto conto della mutata situazione normativa introdotta dal d.P.R. 11 marzo 2013, n. 27 che ha adeguato al codice di procedura penale del 1988 le modalità e i termini per l’esercizio da parte del Ministro della Giustizia della rinuncia alla giurisdizione italiana sui reati commessi da militari Nato, consentendo tale manifestazione di volontà in ogni stato e grado del giudizio”. “In particolare il sopravvenire di tale nuova disciplina costituisce sicuramente un fatto nuovo e rilevante il quale avrebbe fatto emergere un contesto giuridico diverso, più favorevole – nel presupposto della tempestività della rinuncia - all’imputato. In definitiva, con il provvedimento di grazia, il Presidente della Repubblica nel rispetto delle pronunce della Autorità giudiziaria ha inteso dare soluzione a una vicenda considerata dagli Stati Uniti senza precedenti per l’aspetto della condanna di un militare statunitense della Nato per fatti commessi sul territorio italiano, ritenuti legittimi in base ai provvedimenti adottati dopo gli attentati alle Torri Gemelle di New York dall’allora Presidente e dal Congresso americani. L’esercizio del potere di clemenza ha così ovviato a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico, con il quale intercorrono rapporti di alleanza e dunque di stretta cooperazione in funzione dei comuni obiettivi di promozione della democrazia e di tutela della sicurezza" in pratica: visti gli atti che lo riguardavano .. lo grazia; embè? E' nei suoi poteri per:
  1. salvaguardare la sicurezza dello stato,
  2. i principi democratici,
  3. l'amicizia dell'invadente amico americano, allora impegnato a trovare le famose armi chimiche di saddam e che vedeva terroristi anche sotto il divano della Casa bianca, rispettare le norme che ci fanno rinunciare alla nostra giurisdizione in materia e riconosce immunità alle forze straniere nel nostro territorio.
Capisco tutto, proprio tutto ma allora prendiamone atto e diciamolo apertamente: non contiamo un bel fico secco, per non dire altro, niente..... hai voglia a fare elezioni, movimenti, speranze e quant'altro: qui basta una chiamata o uno stormir di foglie che subito c'è chi si da da fare per correre incontro alle altrui esigenze.... mentre le esigenze di ben 60 mln di persone che vogliono sentirsi parte di un paese, nato male e che sta finendo peggio, nemmeno valgono la carta su cui vengono vergate le firme e i voti!!!!
A questo punto mi chiedo: c'è forse da meravigliarsi che le tante stragi, e i tanti gruppi terroristi manovrati più o meno apertamente, che sono avvenute sul nostro territorio, che per vulgata generale era prateria di scontro fra servizi segreti, (non ultima l'abbattimento del dc 9 itavia fatta da aerei alleati) sia impossibile venirne a capo perché abbiamo la V° colonna sempre pronta a coprire le magagne sia mentendo spudoratamente che graziandoli quando son beccati e condannati? E vorremmo cambiarlo sto paese? E come?

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore