venerdì 2 novembre 2007

Crisi: 4 famiglie su 10 non ce la fanno

E' talmente grave la situazione? Si. E' il quadro viene fuori da un'indagine dell'ACRI in occasione della giornata mondiale del risparmio : non so si coglie l'ironia della cosa. Siamo rassegnati a non farcela e ci indebitiamo non più solo per acquistare una casa (cosa ormai irragiungibile economicamente e irrealizzabile con le proposte che ci sono in giro di mutui bancari e finanziari con trucco e i prezzi folli delle case), o per comprare il cellularino al figlio o lo scooter o altri cosucce tipiche della società del consumismo ma per i beni di prima necessità, in poche parole: facciamo prestiti e contraiamo debiti non più per coprire la IV° settimana del mese ma perchè I SALARI NON ESISTONO PIU' E QUINDI PER COPRIRE LE SPESE ORDINARIE FAMILIARI CI INDEBITIAMO AVVITANDOCI NELLA SPIRALE DELLA MISERIA. Siamo praticamente alla fame (come nel titolo 4 su 10) e siamo anche rassegnati mentre non solo gli indicatori ci dicono che i prezzi "liberi", e senza controllo, corrono verso l'alto ma anche perchè l'inflazione rialza la testa e produrre di più non basta a farci guadagnare di più, ma anche l'occupazione è in discesa (parlo di occupazione reale a tempo indeterminato non quella precaria che è invece fiorente ma che io considero parcheggio di disoccupati sfruttati e sottopagati). Insomma siamo in una situazione di precrisi grave ed è sintomatico che i padroni del vapore ci "elargiscano" soldi "compassionevoli" per evitare, forse, proteste e sommosse peraltro giustificate. Ma la cosa ancora più grave è che mentre ci sono questi problemi i nostri bravi amministratori politici (a qualunque livello istituzionale) se ne guardano bene dal ridurre i "loro" costi e da un lato si indebitano con i derivati (come ha denunciato Report di cui avevo già detto in un precedente post se klikkate sul link "report" lo troverete) che sono prodotti finanziari add altissimo rischio (colpevoli fra l'altro della bancarotta argentina); dall'altro pomposamente annunciano di voler ridurre le spese degli organi costituzionali e qualche benefit ma nella realtà (ed è notizia di oggi) quando questi propositi arrivano in Parlamento se ne perde traccia completamente: cose queste di un cinismo unico e che mostrano, se ce ne fosse ancora bisogno l'arroganza di questa casta che non solo è lontana dal mondo reale ma che se ne frega dei suoi amministrati!Trovo uno strano parallelo fra questa situazione e quelle che si venivano a creare nei paesi dove si volevano introdurre ricette "riformistiche (leggi liberiste spinte al limite del crimine economico) e per farlo di fatto si favorivano (o meglio non si interveniva per evitarle e salvo poi leggere che "ci vuole un salutare "rafferddore" per passare ad un'economia cosiddeta virtuosa) crisi profonde sia sociali che economiche (leggi Russia di Eltsin che era osannato dai liberisti mentre il suo paese sprofondava in una crisi nerissima o la Cina cosiddetta comunista dove il programma di liberalizzazione fu scritto da Friedman e co. in persona a scapito della massa di cinesi che dalla sera alla mattina si ritrovavano in mezo alla strada senza più niente) in tempi rapidissimi che non lasciavano il tempo alle pesone di capire quanto accadesse e senza, come si dice in questi casi, le mutande........

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