martedì 8 gennaio 2008

Obama e Mccain: i visi cambiano ma la linea è sempre la stessa

E' dato per vincente anche nel New Hampshire con un netto distacco rispetto agli altri, al punto che Hillary Rodham Clinton medita di ritirarsi, e sembra sempre di più il volto nuovo della politica americana che, come tutti sappiamo, ha un bisogno enorme di politiche e idee realmente nuove vista la stagnazione e la perdita di visibilità interna ed internazionale degli USA grazie al petroliere Bush (i maligni dicono che Obama sia "supportato" dalla lobby nucleare.........). Ma è realmente la svolta? Molti ne dubitano; se si fa un parallelo fra lui e Clinton risalta subito agli occhi la similarità dei personaggi e la novità che essi sembrano portare: poi nella realtà Clinton sappiamo tutti come ha governato e la linea ha seguito ossia al centro della politica, che Reagan inaugurò, senza spostarsi da lì di un semplice virgola. Perchè Obama dovrebbe essere diverso? Infatti, a mio parere, non lo è anche se lui si spende moltissimo in promesse e nuovismo di maniera (consigliato in questo senso dai guru strapagati del suo entourage) ben sapendo come gli americani comuni sentano i problemi della vita reale sulle loro spalle: una per tutte la sanità privata che così bene Moore ha disegnato nel film Sicko e che ha fatto sembrare la nostra sanità, comunemente disastrata, come tutti sapiiamo, "stellare" e per tutti: senza rendere necessario che nessuno dei nostri "comuni" cittadini debba andare a Cuba per farsi curare. Ma davvero qualcuno pensa che Obama, una volta eletto, si scaglierà in una crociata contro la potentissima lobby delle assicurazioni e della sanità privata? Per caso qui si crede ancora alla befana e a babbo natale? no molto più semplicemente il Nostro lancerà qualche programma assistenziale a spese dei contribuenti che darà sollievo ai casi più ignominiosi e poi via al tutto come prima e al freghiamocene di chi sta peggio: tanto è proprio la società americana è strutturata così, non dimentichiamo che gli USA sono uno Stato liberale di stampo classico dove, ad esempio, il diritto di voto è per i pochi che hanno i soldi per pagare la tassa e iscriversi e dove il Capo dello Stato non è eletto dal "popolo" ma da un ristretta cerchia di Grandi Elettori, e cambiarla comporterebbe un salto culturale e intellettuale che, per i suoi cittadini, anche più istruiti (che comunque risultano essere fra i più ingoranti del mondo), comporterebbe la rilettura della loro poco paicevole storia ma anche uan reazione del potere corporativo violentissima e non si saprebbe dove quel paese potrebbe andare a finire. Stessa, se non peggiore, è la situazione del suo rivale (potenziale ma più accreditato dei suoi avversari fin da ora, anche se il sottoscritto avrebbe visto con maggior favore Giuliani) repubblicano Mccain. Rappresenta la reazione del conservatorismo laico al mix di integralismo religioso (usato come un paravento per fare i propri affari e intercettare i voti delle sette cristiane fondamentaliste che pesano non poco sul voto) e affarismo liberista, prodomo sua, di Bush; ma alla fine se si va a scavare anche questo candidato non c'è alcuna novità sostanziale e, come Obama, si mantiene anch'esso giusto al centro dello schieramento politico americano, lontano anni luce dalla realtà di miseria e fame di circa 50 milioni di suoi connazionali. Anche qui si faranno grandi proclami e promesse poi alla resa dei conti il tutto finirà in una bolla di sapone come da copione. Perchè i politici americani, come tutti i politici compresi gli italiani, sono bravissimi a farti desiderare l'eldorado della società felice e perfetta ma nascondono dietro la schiena il rovescio della medaglia di questo sogno: una selezione fortissima che fa morti e feriti (per ora virtuali in futuro, se esplodessero le contraddizioni di quel paese, chissà.......) e di cui non gliene frega niente a nessuno: troppo occupati a sopravvivere, naturalmente i comuni mortali i cui destini vengono decisi sull'onda del cent in più guadagnato dalle corporation. E' proprio il sistema che ha un vizio di fondo: non mette l'uomo al centro. Esso, il sistema così com'è congegnato, ha travisato l'idea originale che i padri del liberalismo avevano teorizzato e, basandosi sull'unica frase della "ricerca ecc.", ha creato un motro che divora tutto compreso se stesso. E' questo il punto: un sistema che è tutto mirato a spingere, fino al limite della sopportazione umana, la competizione si può reggere solo su una premessa: la paura di perdere quel poco che si è conquistato con il lavoro. Un ricatto tremendo che non sarebbe possibile se i cittadini fossero culturalmente preparati, sani, non depressi e soprattutto sicuri di poter costruire un futuro per se e per i propri figli. Non sto parlando dell'Italia ma sembrava proprio parlare anche del nostro paese vero? Si c'è della verità nella osservazione che siamo il paese più americanizzato d'Europa: ed un motivo ci sarà, no?
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