mercoledì 9 gennaio 2008

Parte male il confronto sul recupero salariale

Tutto rinviato a fine mese! Il confronto Governo O.S. sul recupero salariale non è partito con il piede giusto. Le posizioni sono differenziate ed il Governo nicchia in attesa, almeno ufficialmente, della Trimestrale di cassa. Come se chi ha un reddito basso (escludo a priori i furbini evasori/elusori fiscali) potesse aspettare. Da parte sindacale, infatti, ci sono almeno due posizioni: da un lato UIL che dice prima pagare il dovuto per gli anni precedenti (fiscal drag in testa che tutti i governi fino a ora hanno promesso ma NON dato) dall'altro CGIL e CISL che aprono sul legare l'adeguamento alla produttività (in sintonia quasi perfetta con Confindustria..... ma, mi chiedo, questi non erano sindacati dei lavoratori?). Da parte pubblica c'è un ventaglio altrettanto ampio: chi dice + 100 € (PRC) e chi non ne vuole sentir parlare in nome del mercato (in mezzo gli altri che si muovono sull'onda mossa da TPS); infine c'è Confindustria che dice: partecipiamo anche noi (come se i profitti fatti negli ultimi 15 anni non siano stati fatti sulla pelle, è il caso di dirlo, dei lavoratori e dei loro salari) dobbiamo avere un contentino. Si direbbe che le calende greche sia il minmo e che lo sciopero si avvicina? Possibile ma non probabile perchè potrebbe essere un colpo mortale per questo Governo e darne la stura ad un'altro meno "amico". Qui, come sempre quando no si volgiono riconoscere i propri errori, il problema è la produttività: MAI CHE SI PARLASSE DELL'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO. Ossia dare si questa boccata d'ossigeno ma spremendo un pò di più i lavoratori e pretendendo da essi ulteriori sforzi per l'economia: mai che si parlasse di tassare le AZIENDE CHE NON INNOVANO E QUELLE CHE NON REINVESTONO............. No la ricetta è sempre la stessa: il lavoro dipendente e il precariato sono l'agnello sacrificale sul quale si fanno teorie e esperimenti di ingegneria sociale ed anche quello che, teoricamente, sarebbe DOVUTO, viene contrattato e negoziato e, soprattutto, dato con il classico "contraccambio": e ci sono anche quelli che poi dicono di voler partecipare al banchetto pur essendo i principali responsabili nel tenere salari bassi. Più serio sarebbe stato dire: intanto diamo ossigeno poi leghiamo i salari o meglio gli aumenti salariali alla produttività detassandoli ed infine penalizziamo i furbi che che non innovano, in nome del mercato che va su e giù, tassandogli i profitti: mi chiedo di quanto si ridurrebbe la spesa se si redistribuissero questa tassazione ai lavoratori e quanto lo Stato spenderebbe di meno direttamente. Perchè non ci si può nascondere dietro la foglia di fico dell produttività che è diminuita: non è solo colpa dei lavoratori ma anche e, soprattutto, dell'organizzazione del lavoro, dell'innovazione mancata e soprattutto dei mancati investimenti: un sindacato serio direbbe questo; un sindacato riformista dice invece si ada altro e negozia vivacchiando sugli allori, più terrorizzato di perdere iscritti e controllo della piazza che capace di guardare al futuro di chi ogni mese gli ammolla la quota di partecipazione. Come finirà? Molto probabilmente ci sarà poco per tutti, anche quelli che non ne avrebbero diritto, e ognuno canterà vittoria sapendo che a pagare saranno i lavoratori dipendenti e i precari che vedranno assottigliarsi gli spiccioli concessigli dall'aumento ormai vertiginoso del costo delal vita. Infatti la moderazione salariale non è servita a frenare l'inflazione ma solo a far guadagnare chi aveva già molti soldini in più: essendo fallita una buona sana contrattazione che spinga il governo a intervenire anche sul frotne dei prezzi non guasterebbe. Ma si sa questo sono cose da "socialismo"...................
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